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la lettera
Santanchè si è dimessa. La frecciata a Meloni: "Fedina penale immacolata"
La ministra del Turismo ha rassegnato le sue dimissioni. Il suo ministero termina dopo 1.277 giorni dal suo insediamento. La lettera alla premier: "Volevo che le mie dimissioni fossero separate dalla vicenda che ha riguardato Delmastro. Obbedisco"
Alla fine ha ceduto. La ministra del Turismo e senatrice di Fratelli d'Italia Daniela Santanchè ha rassegnato le sue dimissioni. La richiesta di lasciare l'incarico da parte della premier Giorgia Meloni è stata decisiva. Dopo 1.277 giorni al ministero, termina l'avventura di governo di Santanchè. Le pressioni che sono arrivate sia dal governo che dalle opposizioni sono risultate cruciali ai fini della decisione.
Santanchè ha annunciato la sua decisione con una lettera indirizzata a Meloni. Ecco il testo:
Cara Giorgia ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione. Ti ringrazio per i riconoscimenti e per la fiducia che mi hai dimostrato in questi anni di guida del ministero del turismo. Ho voluto (e spero mi capirai) che fosse pubblicamente chiaro che eri tu a chiedermi di lasciare questo ruolo perché, come ho sempre detto, mi sarei dimessa solo di fronte ad una tua esplicita e pubblica richiesta. Volevo fosse chiaro, per la mia onorabilità, che faccio un passo indietro, non dovuto solo di fronte alla richiesta che il capo del mio Partito ritiene utile e opportuna. Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio.
Ieri forse bruscamente (capirai il mio stato d’animo) ti ho rappresentato la mia non disponibilità ad una mia immediata dimissione perché volevo fosse separata sia dai commenti sul referendum perché non vorrei esssere il capro espiatorio di una sconfitta che non è certo stata determinata da me, atteso anche il risultato in Lombardia e sinanche nel mio municipio.
Volevo che le mie dimissioni inoltre fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l’On Del Mastro che pure paga un prezzo alto.
Chiarito questo non ho difficoltà a dire “obbedisco“ e a fare quello che mi chiedi.
Non ti nascondo un po’ di amarezza per l’esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri.
Tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento.
Cari saluti.
Daniela
Ieri la premier Giorgia Meloni, dopo le dimissioni del sottosegretario della Giustizia Andrea Delmastro e il capo di gabinetto del ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi, aveva auspicato tramite un comunicato stampa che "sulla medesima linea di sensibilità istituzionale", anche la ministra del Turismo e senatrice di Fratelli d'Italia Daniela Santanchè potesse prendere una "analoga scelta". Nel corso della mattinata diversi esponenti di Forza Italia e FdI - dal viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto al capogruppo di FdI al Senato Lucio Malan - avevano chiesto a Santanchè di ascoltare e prendere atto della richiesta della premier. Intanto le opposizioni avevano depositato alla Camera una mozione di sfiducia.