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la decisione

Il Csm gela Decaro: Emiliano non può fare il consulente giuridico della Regione Puglia

Gabriele De Campis

Determinante l’orientamento delle toghe più a sinistra nel bocciare la richiesta del governatore dem (riscritta per due due volte). Ora per l’emiro si cerca un piano B: dimettersi e andare in pensione anticipata o tornare in tribunale o essere nominato assessore in comune pugliese

La telenovela del collocamento del magistrato Michele Emiliano nel ruolo di "consulente giuridico" del governatore pugliese Antonio Decaro registra una nuova puntata: la prima commissione del Csm, quella deputata a valutare gli incarichi extra giudiziari per le toghe, ha sostanzialmente bocciato la richiesta avanzata dalla giunta della Regione Puglia volta a mettere in aspettativa il presidente uscente, dandogli un incarico (retribuito oltre 100mila euro) come consigliere legislativo.
 
A far prevalere questo orientamento è stata l’estrema prudenza dei magistrati più vicini a posizioni di sinistra, che - con una doppia accortezza legata anche alla fase post referendum - hanno sostanziato il rigetto dell’istanza con la mancanza di provvedimenti analoghi autorizzati e con "l'estrema genericità dell'incarico". Con buona probabilità ha prevalso il sentimento diffuso di voler evitare un polverone sul Consiglio per una decisione favorevole che avrebbe potuto avere più di una debolezza nel riscontro normativo.
 
Nei giorni scorsi era stato chiesto dalla Commissione un approfondimento all’Ufficio studi ed erano apparse evidenti le idiosincrasie legate allo svolgimento dell’incarico di consulente con il raggio d’azione per i magistrati in aspettativa, previsto dalla legge Severino.
 
La decisione di negare l’autorizzazione per l’aspettativa dell’emiro è stata comunicata al presidente Decaro, che aveva scritto una prima volta al Csm (a metà gennaio) chiedendo che Emiliano andasse fuori ruolo, e dopo una richiesta di integrazione da parte di Palazzo dei Marescialli, aveva precisato di reclamare il suo supporto con la formula dell’aspettativa. 
 
Adesso per Emiliano restano poche strade da percorrere: o le dimissioni anticipate dalla magistratura (ipotesi esclusa dal diretto interessato), o il ritorno in tribunale lontano dalla Puglia, o un incarico da assessore comunale (nel 2014 venne nominato assessore alla Legalità dal centrosinistra alla guida del Comune di San Severo). Decaro potrebbe, in teoria, scrivere una terza volta al Csm, ma sarebbe necessario un surplus ulteriore di creatività giuridico-amministrativa.  
 
Questa impasse è anche un grana inattesa per Elly Schlein: la leader dem aveva concordato l'estate scorsa con Decaro il ritiro della candidatura del magistrato in cambio di una nomina da assessore regionale, formula trasformata in incarico di consulente. L’indirizzo negativo del Csm costringe ora il governatore e la segretaria a cercare una nuova collocazione per Emiliano (che il 2027 ambisce alla candidatura per le politiche al Senato).

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