La diretta

Insta-referendum. Tutte le balle sui social. L'avv. Florio: "La Costituzione non è intangibile"

Ginevra Leganza

Il voto sui social, tra complottismi e disinformazione. Una diretta instagram con la divulgatrice e avvocato Francesca Florio

L’avvocato penalista Francesca Florio non ha ancora trent’anni. Ma con 400 mila seguaci, su Instagram,  accorcia le distanze tra l’esercito del selfie e la giustizia austera. Il referendum? “Ho scommesso subito – dice in una diretta social col Foglio – che i social potessero diventare uno strumento utile per spiegare la riforma”. Scommessa vinta o persa? “Dipende dall’utenza. Anche se stamattina mi sono arresa. Ho abbandonato le armi davanti a un commento”. Quali sono i commenti più disarmanti? Le fandonie più frequenti? “Mi colpiscono due cartelloni, in particolare. Il primo recita: ‘Vuoi i giudici controllati dal governo?’ Il secondo: ‘Non voglio una magistratura politicizzata’. Instagram è un’incubatrice di complottismo. Soprattutto nelle faglie di utenza già schierata, totalmente indisponibile a cambiare idea”. E i non schierati? “Si può sperare appunto negli indecisi. In quel caso, però, la slide o il video di trenta secondi non bastano. Ed è il motivo per cui scrivo articoli più lunghi letti da chi, anche su Instagram, non trascende in complottismi”.


Con Florio parliamo per oltre mezzora. Ci spiega come i rischi di assoggettamento all’esecutivo siano millenarismi a prova di reels. E poi perché il sorteggio temperato dei membri laici, semmai, vada incontro al giusto bilanciamento dei poteri. 


Un feticcio abbastanza invadente, tra i commentatori, è la Costituzione. “La Costituzione è stata modificata decine di volte”, sorride l’avvocato. Il punto, però, è che la comunicazione vive di adagi. Come si risponde, qui, a chi dice che “è la più bella del mondo”, che non si tocca, che la Carta è lettera sacra? “Si risponde spiegando, appunto, che esiste l’articolo 138 che consente di farlo con delle procedure aggravate. E poi ricordando che fino al 1999 la Carta non prevedeva neppure l’articolo del giusto processo. Il referendum si propone, piuttosto, di costituzionalizzare un sistema risalente al processo accusatorio introdotto dal Codice Vassalli nel 1989”.


 Un altro tema, assai appetibile tra card e clippini, riguarda la femminilizzazione del referendum. 1700 tra attrici, registe, giuriste hanno sottoscritto un appello per dirci che votare No è femminista. Il terrore è che un giorno – forse – i pm saranno subordinati alla politica criminale dell’esecutivo. Governo che forse – chissà – derubricherà i reati contro le donne. La riforma, va da sé, è il primo passo acché ciò accada. Come si fa? “E’ uno scenario fantascientifico. Più difficile sarebbe spiegare, a questo punto, che è una riforma femminista”. Cioè? “Chissà che non introduca una scaletta, quantomeno con il sorteggio, per le magistrate che sono la maggioranza e continuano a essere sottorappresentate nei Csm. Si parla di derubricazione dei reati. Eppure lo si fa nei confronti di una maggioranza che, con interventi di populismo penale, ha cavalcato eccome l’onda della violenza di genere. La stessa maggioranza che ha introdotto quel Frankenstein giuridico del femminicidio. Rassicurerei le apocalittiche”. 


Mentre chiacchieriamo un utente ci scrive: “A pensar male degli altri si fa peccato ma spesso si indovina”. E’ la morale dell’intenzione che guida le ragioni del No? “Sarei ben lieta di accogliere i cattivi pensieri degli utenti. I quali, tuttavia, devono scontrarsi con ciò che è effettivamente concretizzabile. Dopodiché i nostri follower possono anche ritenere che il governo voglia rinchiudere nelle patrie galere le donne dal fulvo pelo…”. Un processo alle finte bionde. E’ un richiamo ai Vanzina o a Meloni? E a tal proposito, ha fatto bene la premier ad andare da Fedez? “Sì”. Ci andò anche lei, mesi fa, insieme a Raffaele Sollecito. “Sì. Andare da Fedez è un modo per presentarsi a una platea che forse, per la prima volta, ascolta un esponente del governo. E’ un modo per catturare l’attenzione oltre i meme e per raggiungere i prevenuti”. I follower decisivi.