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le reazioni
Dal governo ai giornalisti: la solidarietà al Foglio dopo le parole di Gratteri
Opposizione e maggioranza, consiglieri laici del Csm, Ordine dei giornalisti e Federazione nazionale stampa italiana. La "rete" di indignazione dopo l'intervento del procuratore
“Un atto gravissimo che lede la libertà di stampa”. Dal Guardasigilli Carlo Nordio al vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani fino alla dem Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, passando per i consiglieri laici del Consiglio superiore della magistratura e il mondo del giornalismo. Alla “rete” che vorrebbe tirare il procuratore di Napoli Nicola Gratteri – fra i volti più riconoscibili della campagna per il No – se n’è contrapposta un’altra: quella della solidarietà, dell’indignazione, della difesa della libertà di stampa. “Dopo il referendum con voi del Foglio faremo i conti”. Questo l’avvertimento indirizzato dal pubblico ministero a questo giornale. Le urne del 22 e 23 marzo si avvicinano. L’invito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a un confronto più mite e ad abbassare i toni, invece, appare sempre più distante dagli interventi aspri a cui assistiamo ogni giorno in televisione e sui giornali.
Il caso ormai è noto. Intervistato su La7, il magistrato ha lasciato intendere che il vincitore del Festival di Sanremo Sal Da Vinci, autore della canzone “Per sempre sì”, avrebbe in realtà votato No al referendum. Notizia bollata come “fake news” dallo stesso cantante già poco dopo la vittoria all’Ariston. Interpellato dal Foglio su questo episodio, Gratteri ha detto che stava solo scherzando, salvo poi cambiare registro: “Se dovete speculare e diffamare persino su Sal Da Vinci, fate pure. Non è un problema. Tanto, dopo il referendum, con voi del Foglio faremo i conti. Tireremo una rete”. Parole non smentite dallo stesso Gratteri. Il giorno dopo, l’unica rete che si è vista è stata quella di messaggi e dichiarazioni di vicinanza rivolti a questo giornale. Dalla politica fino al mondo del giornalismo e della giustizia.
Il leader di Forza Italia Antonio Tajani ha espresso la sua solidarietà al Foglio “per le gravi minacce subite dal procuratore Gratteri. E’ inaccettabile che un magistrato cerchi di censurare l’informazione, che rivolga intimidazioni, paventando ritorsioni, nei confronti di giornalisti colpevoli soltanto di fare il proprio lavoro. Un cattivo esempio – ha concluso il vicepremier - in contrasto anche con l’appello del presidente della Repubblica al rispetto dei toni e del libero pensiero”. Proprio a quell’appello si è allacciato Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione: “Provo davvero estrema difficoltà nel pensare che queste frasi le abbia espresse un magistrato che ha dedicato la vita a combattere la criminalità organizzata – ha detto – la magistratura italiana, pur con tutti i suoi difetti, non merita una tale rappresentazione”.
Una reazione più cauta è arrivata dal ministro della Giustizia Carlo Nordio: “Letta così è un’affermazione estremamente grave”, ha detto riferendosi a Gratteri. “Allo stesso modo, però, bisogna sempre tener conto del contesto in cui le espressioni vengono riferite e della vivacità della conversazione. Tenderei a escludere che un magistrato dell’esperienza di Gratteri possa addirittura minacciare di rappresaglia la stampa. Sarebbe un autogol così lampante e pernicioso anche per la causa che lui in questo momento sostiene”, ha proseguito il Guardasigilli. Che su ipotetici provvedimenti a carico del magistrato, ha continuato a usare con prudenza: “L’azione disciplinare può essere esercitata anche dal procuratore generale della Cassazione, quindi se eventualmente vi fosse qualche elemento in tal senso sarà lui a decidere”. Nel frattempo, il caso smuove anche due consiglieri laici del Csm, Claudia Eccher ed Enrico Aimi. Quest’ultimo ha annunciato di aver richiesto l’apertura di una pratica da sottoporre agli altri componenti del Consiglio, “affinché l’accaduto possa essere valutato nelle sedi competenti”. Per Eccher, “Gratteri dovrebbe preoccuparsi meno delle apparizioni tv e più di esercitare con equilibrio e lealtà il ruolo di servitore dello stato che la sua funzione richiede”.
Alla Camera, su impulso del deputato di Forza Italia Enrico Costa, è stata chiesta un’informativa urgente al ministro della Giustizia Nordio. “Serve un approfondimento su quella che ritengo una frase controversa nei confronti di un giornale e di giornalisti”, ha commentato il forzista. Per il senatore di FI Maurizio Gasparri, “ormai Gratteri ha superato ogni livello di immaginazione”. Dalla Lega la senatrice Erika Stefani parla di “parole ignobili”. Mentre secondo Lucio Malan, capogruppo di FdI al Senato, le esternazioni del procuratore di Napoli sono “inquietanti”. Per Noi moderati a intervenire è il leader Maurizio Lupi: “Gratteri dovrebbe scusarsi per questa nuova uscita infelice”. Solidarietà anche dall’opposizione. Quelle di Gratteri, per Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd, sono “parole irricevibili a prescindere da chi le pronunci”. Mentre per Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, “intimidire un giornale, lasciar presagire un possibile regolamento di conti giudiziario dopo il voto e ricorrere a un’ironia tossica e aggressiva non fa onore alla magistratura italiana”.
“Massima solidarietà al Foglio per le minacce di Gratteri”, dice il deputato di Italia viva Roberto Giachetti. Più duro il leader di Azione Carlo Calenda: “Gratteri è chiaramente fuori controllo. Oggi minaccia il Foglio apertamente. Un magistrato che minaccia un giornale è da sospensione immediata”. L’auspicio del senatore è che si ritorni dunque a “parlare dei contenuti”, sulla scia di quell’abbassamento di toni chiesto da Mattarella. Ma anche dall’Ordine dei giornalisti: “Il dibattito pubblico sul referendum continua, nella gran parte dei casi, a ignorare il merito della questione e impedisce ai cittadini di costruirsi un’idea consapevole della posta in gioco. Politici, magistrati, giornalisti dovrebbero ricordare ogni giorno le parole, purtroppo ignorate, del presidente Mattarella ed elevare il tono del dibattito”, ha detto il presidente nazionale dell’Odg Carlo Bartoli. Il sindacato Unirai ha invitato Gratteri a scusarsi, mentre per Vittorio Di Trapani, presidente della Federazione nazionale stampa italiana, la frase del procuratore di Napoli è “incompatibile con la difesa della libertà di stampa. Il suo dovere di magistrato è tutelarla, non intimidirla”.