dall'aula
Meloni: “Crisi complessa: compattiamoci. Disponibile a un tavolo con le opposizioni"
La premier al Senato sulla crisi in Medio Oriente e sul Consiglio europeo: “Uno scenario come questo impone responsabilità e lucidità a tutte le classi dirigenti. Mi auguro che l'Italia parli con una sola voce. Sui carburanti pronti a tassare chi specula"
"E' sempre auspicabile nelle fasi più difficili della storia, che una nazione come la nostra sappia compattarsi". Lo ha affermato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante le comunicazioni al Senato in vista della riunione del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo, nonché sugli sviluppi della crisi in medio oriente dopo l'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran al termine delle quali l'Aula ha approvato la risoluzione di maggioranza con 102 voti a favore, 66 contro e 1 astensione."Lo dico perché uno scenario come questo impone a tutte le classi dirigenti responsabilità e lucidità", ha aggiunto la premier. "Si può fare senza rinunciare a nulla della propria identità politica" e "mi auguro che l'Italia possa parlare nelle prossime settimane con una sola voce. Anche se ciò non dovesse verificarsi il governo continuerà ad affrontare la crisi con serietà e abnegazione", ha detto Meloni.
Meloni: "Disponibile da domani a un tavolo con le opposizioni a Palazzo Chigi"
"Sono disponibile a un tavolo con le opposizioni a Palazzo Chigi. Aspettavo di fare questo confronto in Aula. Da domani sono più che disponibile ad affrontare questa stagione confrontandomi con le opposizioni anche per le vie brevi". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, in sede di replica dopo la discussione sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue, riferendosi alla crisi in medio oriente. Inoltre la premier ha aperto alla possibilità che la maggioranza voti alcune parti delle risoluzioni delle opposizioni sulla situazione internazionale, ma questo sarebbe possibile solo alla Camera e non al Senato, dove il regolamento lo impedisce. Ha spiegato infatti la presidente del Consiglio: "Nel rapporto con le opposizioni voglio dire ancora questo. Il regolamento del Senato non consente la votazione per parti separate, avrei volentieri condiviso alcune parti delle mozioni delle opposizioni. Vediamo se alla Camera dove invece è possibile questo pomeriggio si potrà fare un ragionamento di questo tipo".
Meloni: "Non siamo intervenuti sulle accise perché è ancora impossibile valutare l'impatto rilevante"
"Ribadisco che sulla questione delle accise siamo disponibili all'attivazione di un meccanismo che ricordo essere stato modificato da questo governo. Il meccanismo era stato introdotto nel 2008 ma era oggettivamente di difficilissima applicazione, e voi lo sapete bene perché ci fu la crisi dei carburanti durante il governo Draghi: il governo Draghi non poté attivarlo perché era sostanzialmente inattivabile e dovette procedere con provvedimenti autonomi", ha detto Meloni. "Noi abbiamo riformato quel meccanismo per renderlo utilizzabile e siamo pronti a utilizzarlo. Perché non lo abbiamo fatto nel Consiglio dei ministri ieri? Perché il meccanismo utilizza la maggiore Iva derivante dagli aumenti per abbassare le accise. Parliamo di un problema che abbiamo da pochi giorni - sei, sette giorni - e gli introiti derivanti dall'Iva in un periodo così breve non consentono di costruire un impatto percepibile dai cittadini", ha spiegato la presidente del Consiglio.
Più in generale, parlando dei prezzi del gas Meloni ha aggiunto: "È chiaro a tutti che oggi la sicurezza e la stabilità del sistema non sono garantite solo dalle rinnovabili, che per loro natura sono instabili nell'arco della giornata", ricordando gli interventi del governo "contro le enormi speculazioni che si nascondono dietro l'adozione di queste tecnologie quando i costi della decarbonizzazione si trasformano in rendite a favore di impianti, in molti casi già pagati dalle bollette dei consumatori. Così come non si possono addebitare agli italiani tecnologie non mature e caratterizzate da costi elevatissimi, come l'eolico offshore che da solo sarebbe costato oltre 200 euro a megawattora". "Quindi sì alle rinnovabili - questa è la linea dell'esecutivo - ma no a bollette di famiglie e imprese gonfiate oltremodo da incentivi oggettivamente troppo generosi", ha puntualizzato la premier.
Meloni: Con Trump è necessario ricomporre e non disgregare per l'unità dell'occidente"
"Io continuo a ritenere che non si debba lavorare nel senso di disgregare, ma nel senso di ricomporre. Perché non faremo gli interessi né dell'Italia né dell'Europa. Non condivido quando lei [Calenda] dice che noi, per essere utili all'occidente, dobbiamo abbandonare Orbán e Trump, perché questo sarebbe il modo per avere l'unità dell'occidente. Io temo che non sia esattamente così". Così ha replicato la premier all'intervento del leader di Azione Carlo Calenda. "Non siamo noi che decidiamo cosa sia l'occidente. Non siamo noi che decidiamo chi sia l'occidente, così come non siamo noi che decidiamo chi fa parte dell'Europa. Questa è l'idea di un club che purtroppo non è la geopolitica. La geopolitica è un'altra cosa. E quindi quello che noi dobbiamo cercare di fare, secondo me, per l'unità dell'Occidente - anche quando dovessimo legittimamente non essere d'accordo - è cercare delle sintesi", ha proseguito Meloni. Sull'utilizzo delle basi Usa "se la richiesta arrivasse oggi, io non avrei difficoltà a dare una risposta. Ma queste risposte si valutano nel momento e nel contesto in cui arrivano, per cui da parte mia sarebbe poco serio se io le dicessi qualcosa che vale per oggi, ma in uno scenario che domani potrebbe essere completamente diverso", ha detto la premier.
Meloni: "Italia non è l'unica nazione europea a partecipare a Board of Peace"
L'Italia "non è l'unica nazione europea che ha partecipato" al Board of Peace, perché lo hanno fatto anche "la maggioranza degli stati dell'Ue e la Commissione europea, che ha partecipato, come noi, da osservatore, come secondo me è giusto che sia", ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in sede di replica, riferendosi all'organismo internazionale presieduto dal presidente americano Trump e previsto dalla fase due del suo piano in venti punti per la fine del conflitto nella Striscia. Meloni ha detto che "è lì che sulla base di una risoluzione Onu si discute di come implementare il piano di pace per Gaza. Si discute di come implementare il piano di pace di Gaza, e poiché io con voi condivido l'importanza della stabilizzazione della Striscia, l'importanza di rafforzare una tregua che chiaramente è molto fragile, penso che sarebbe molto sciocco tirarsi indietro nel momento in cui si può portare la propria posizione e il proprio contributo", ha concluso.
Meloni: "Il nostro non è un governo che si sottrare al confronto parlamentare"
La presidente del Consiglio ha chiesto al Parlamento di affrontare la crisi in medio oriente "con uno spirito costruttivo e di coesione, sottraendo la discussione a una polarizzazione politica che, banalizzando, non aiuta nessuno a ragionare con profondità. Perché, colleghi, qui non c’è un governo che si sottrae al confronto parlamentare". La premier ha infatti ricordato come per due volte in una settimana si siano presentati alle Camere Antonio Tajani e Guido Crosetto, ministri dell'Esteri e della Difesa, proprio sulla situazione dei paesi del Golfo. Meloni ha poi risposto agli attacchi che le opposizioni le hanno fatto dall'inizio della guerra: "Qui non c’è un governo 'complice' di decisioni altrui, né tantomeno un governo 'isolato' in Europa, e nemmeno un governo colpevole delle conseguenze economiche che questa crisi può avere sui cittadini, le famiglie e le imprese italiane. Qui c’è il governo italiano, chiamato, suo malgrado, ad affrontare uno dei tornanti più complessi della storia recente. E preferiremmo non doverlo fare da soli". "Lo dico - ha continuato la premier - perché uno scenario come questo impone alle classi dirigenti, a tutte le classi dirigenti, responsabilità, lucidità e capacità di adattare le proprie decisioni alla rapidità degli eventi. Mi auguro che lo spirito di questo appello possa essere raccolto e che l’Italia possa parlare, nelle prossime settimane, con una sola voce". "E perché, in altri tempi, e in un altro ruolo, - ha aggiunto Meloni - è quello che ho fatto io e che ha fatto il partito che guido. Quando, da leader dell’unica forza politica di opposizione al governo Draghi, non esitai a schierarmi con un governo che politicamente contrastavo senza sconti, nelle ore drammatiche dell’aggressione russa all’Ucraina. Significa che si può fare, senza rinunciare a nulla della propria identità politica e della propria alterità".
Meloni: "Sulle basi militari l'Italia si attiene agli accordi, come la Spagna"
Sulle basi militari "mi pare che tutti i partner europei si stiano attenendo a quello che prevedono i loro accordi in questa materia", ha detto la premier. "Anche il governo spagnolo, di cui tanto si parla, ha detto tramite il suo portavoce che 'esiste un accordo bilaterale tra Spagna e Stati Uniti e, al di fuori di quell'accordo, non ci sarà alcun utilizzo delle basi spagnole'. Il che significa che l'accordo non viene messo in discussione e che non vengono messe in discussione tutte le attività che rientrano nell'accordo. È quello che sta facendo anche l'Italia, e francamente stupisce che questa scelta venga condannata in patria ed esaltata in Spagna dalle stesse, identiche, persone. Un po' di logica, da questo punto di vista, non guasterebbe". "A meno che - ha aggiunto - la questione non sia che dobbiamo chiudere le basi americane in territorio italiano, perché in questo caso permettetemi di dire che chi lo sostiene avrebbe potuto farlo quando era al governo e quando, invece, ha scelto di fare altro, e non lasciarlo intendere quando si trova all'opposizione".
Meloni: "Siamo di fronte a una crisi del diritto internazionale"
"Siamo di fronte a una evidente crisi del diritto internazionale e degli organismi multilaterali e al venir meno di un ordine mondiale condiviso. Si tratta di un processo in corso da tempo, ma che ha avuto, come ho già detto, un punto di svolta ben preciso, ovvero l'anomalia dell'invasione di una nazione vicina da parte di un membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite, cioè proprio di quell'organismo che del diritto internazionale dovrebbe essere il primo garante". Lo ha affermato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni. "La destabilizzazione globale che ne è derivata - ha aggiunto la premier - ha avuto le sue ripercussioni anche in medio oriente, dove pure l'attuale conflittualità ha una data di inizio chiara e non è quella del 28 febbraio 2026, ma quella del 7 ottobre 2023. È l'attacco barbaro, folle al territorio israeliano da parte di Hamas, un attacco letale e sofisticato che è stato possibile anche grazie al sostegno finanziario, logistico e di equipaggiamento fornito dall'Iran a questo gruppo terroristico".
Ma Teheran non ha sostenuto solo l'organizzazione terroristica che governa nella Striscia, perché, continua la premier, l'Iran "ha fornito lo stesso sostegno negli ultimi decenni a Hezbollah in Libano, a molteplici gruppi armati in Iraq e in Afghanistan, responsabili anche della morte di soldati italiani, agli Houti in Yemen, al regime di Assad in Siria e che si estende oltre i confini del medio oriente, se si considera che l'Iran fornisce alla Russia droni shahed, ovvero l'arma più utilizzata e più insidiosa nella campagna di aggressione alla popolazione civile in Ucraina. È questo il contesto di crisi attuale del sistema internazionale".
Meloni: "Pronti ad aumentare le tasse a chi specula sui carburanti. Serve revisione sistema Ets"
"Il costo dell'energia è legato al sistema europeo di tassazione del carbonio, il cosiddetto Ets, un sistema che necessita di una revisione" perché "gonfia artificialmente il prezzo dell'elettricità sino a 30 euro per Megawattora". "Gli Ets - ha aggiunto la premier - sono di fatto una tassa voluta dall'Europa che dovrebbe gravare solo sulle modalità più inquinanti di produzione di energia, come quelle di origine fossile, ma finisce per determinare il prezzo di tutte le forme di energia, anche quelle rinnovabili, che questa tassa non la pagano". La premier ha detto di voler chiedere all'Ue di "sospendere urgentemente l'applicazione dell'Ets alla produzione di elettricità da fonti termiche, cioè dal termoelettrico. Si tratta di un provvedimento che serve subito, e almeno fino a quando i prezzi globali delle fonti energetiche fossili non torneranno sui livelli precedenti alla crisi in medio oriente".
Riguardo "l'attuale aumento dei prezzi dei carburanti, il messaggio che voglio dare agli italiani" è "prudenza". Lo ha affermato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: "Faremo tutto il possibile per impedire che si speculi sulla crisi, compreso se necessario recuperare i proventi della speculazione dalle aziende che ne fossero responsabili". Sui prezzi dell'energia e sui carburanti "stiamo valutando di attivare il meccanismo delle accise mobili che questo governo ha reso più efficace. E' lo strumento della sterilizzazione che era presente anche nel nostro programma e la sua attivazione è uno degli strumenti che siamo pronti a prendere".
"La riforma dell'Ets non è l'unica proposta che intendiamo portare a Bruxelles in tema di prezzi dell'energia. Vogliamo agire anche sui costi regolatori e infrastrutturali che amplificano artificialmente il prezzo del gas, in particolare le tariffe di trasporto lungo le rotte di importazione. Un'altra opzione - ha aggiunto - che chiederemo di approfondire è la costituzione di un servizio di liquidità di gas a disposizione del gestore del sistema di trasmissione nazionale, sulla base di procedure competitive definite che consentano di individuare fornitori disposti a immettere gas sul mercato nazionale, a prezzi prestabiliti, in caso di necessità. Su tutti questi aspetti, molti dei quali controversi per via delle differenti condizioni nazionali, siamo al lavoro, e da qui al Consiglio Europeo, come di consueto, intendiamo fare il massimo".
Meloni: "Giudici revocano trasferimento in Albania anche a chi stupra minori"
La premier ha parlato anche dei centri per il rimpatrio costruiti in Albania: "L'Europa dice chiaramente, nero su bianco, che il governo italiano ha tutto il diritto di far funzionare i centri in Albania, perché il meccanismo che abbiamo messo a punto è in linea con il diritto internazionale ed europeo, anche se temo che per alcuni non basterà neanche questo e non cesseranno le ordinanze di revoca dei trasferimenti in Albania".
Sono "decisioni che non trovano giustificazione nella normativa italiana, nella normativa europea e neppure nel buonsenso", dice Meloni criticando la revoca dei trasferimenti nei Cpr in Albania, come "nel recente caso dei migranti irregolari condannati per spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale, violenza sessuale in concorso, violenza sessuale di gruppo, e - è molto desolante doverlo raccontare - violenza sessuale su minore, che per i giudici non possono essere trattenuti né rimpatriati perché hanno fatto strumentalmente richiesta di protezione internazionale".