Scherzi a parte

Gratteri: "Su Sal Da Vinci scherzavo, e con voi del Foglio dopo il referendum faremo i conti"

Ginevra Leganza

Il procuratore di Napoli: “Da Gramellini giocavo su Sal Da Vinci, che voterebbe No e canta Sì. Voi speculate, poi getteremo una rete”

 Procuratore Gratteri, dopo l’intervista apocrifa al giudice Falcone, il finto No al referendum di Sal Da Vinci. Ma che succede? “Succede che era tutto uno scherzo”. A ingannarla è stata la fretta o l’infido consigliere dell’altra volta? “Nessuno. Non sapete scherzare?!”. Già sentita. E’ che lei, con tutto il rispetto, non sembrava ironico quando su La 7 diceva che Sal Da Vinci canta Per sempre Sì ma alla fine voterà No. “Invece ridevo con il presentatore”. Ah. Perché in realtà il vincitore del festival di Sanremo (che a differenza di Falcone è vivissimo) ha dovuto smentire. “Senta, con voi del Foglio…”. Il capo della procura di Napoli ci regala adesso un avvertimento (ben poco allegro). 


“Ascolti – dice serio Nicola Gratteri – se dovete speculare e diffamare persino su Sal Da Vinci, fate pure”. Diffamare? “Fatelo. Non è un problema. Tanto, dopo il referendum, con voi del Foglio faremo i conti”. I conti? “Nel senso che tireremo una rete”. La famosa rete? “Sì, una rete”. Si riferisce alla pesca a strascico? “Speculate pure”. Ma no, procuratore. Non passiamo dal riso all’ira. Volevamo solo sapere se chi le ha mandato l’intervista a Falcone, da Floris, è lo stesso che da Gramellini le ha inviato il meme con Sal Da Vinci. “Ma si figuri”. Ecco, se magari potesse anche dirci chi è l’empio mittente... “Lei, o chi per lei, è in buona fede?”. Sì. “E allora potrà credere che io giocavo”. Era tutta una sottigliezza? “Tutto un gioco tra me e il presentatore”. Massimo Gramellini. “Ci siamo guardati, abbiamo riso, riguardi la trasmissione”. Va bene. Il rischio, però, è di non distinguere più tra il serio e il faceto. “Peggio per chi non distingue”. Si mischiano dichiarazioni vere, false, vivi, morti. Cos’è la verità? “Non ho nulla da dire”. Lei scherzava, procuratore. Eppure il fato, adesso, pare quasi più beffardo di lei. “Cioè?”. Ieri, su Repubblica, c’era la notizia di Sal contattato da Meloni. Forse la presidente del Consiglio lo imbarca per il Sì. “Non lo sapevo, non ho letto”. Sì, si prende lei la sua canzone! “Prendo atto. Ma non m’interessa”. Lei è quasi ogni giorno ospite su La7. Qualcuno contesta – alla sua persona e alla rete – di non misurarsi mai col contraddittorio. Antonio Di Pietro, per esempio, dice che la sua è una tecnica. Dice che lei dichiara il falso ma consapevolmente. Affinché la stampa (eccoci) le venga dietro. “E’ un’interpretazione che lascio a voi e a Di Pietro”. Non la smentisce? “No. E’ una sua interpretazione”. Siamo dalle parti del prospettivismo metafisico? Non esistono fatti, ma solo interpretazioni? “Senta, il punto è semplice: a una battuta ho risposto con una battuta”. E noi le crediamo, Gratteri. Anzi, apprezziamo il suo spirito. “Bene. Grazie”. Se sono battute, speriamo solo di avere un copione, la prossima volta, solo per ridere al momento opportuno. Ed evitare d’interpretare. “No, no. A questo punto fate pure. Divertitevi. A presto!”. 

 

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