L'intervento

Renzi in Senato: "Se Hezbollah può colpire l'Ue è ovvio che le basi vanno date". Duro scontro con Tajani

Il leader di Italia Viva: "Chi si permette di dire che la notizia della scomparsa di Khamenei è una brutta notizia non ha capito niente del medio oriente. La priorità è sconfiggere il fondamentalismo". E si scaglia contro il ministro degli Esteri: "Intervento raccapricciante per mediocrità"

Nicolò Zambelli

"Quando si arriva a dire che si può colpire Cipro è evidente che le basi vanno date, è evidente che gli aiuti vanno dati, quando con un missile di Hezbollah si può colpire l'Unione europea, soltanto chi non ha cuore il futuro dell'Europa può pensare di girarsi dall'altra parte. Noi dobbiamo reagire a quello che sta accadendo, ma dobbiamo farlo con qualità". È quanto detto dal leader di Italia Viva Matteo Renzi in Senato nel corso delle comunicazioni congiunte dei ministri della Difesa Guido Crosetto e degli Esteri Antonio Tajani.
 

L'ex premier ha utilizzato il suo intervento per attaccare, in gran parte, il ministro Tajani. Con il quale, nel corso delle sue comunicazioni, ha avuto momenti di tensione. Il leader di Forza Italia ha detto: "Risus abundat in ore stultorum" a chi, tra cui Renzi, ha ironizzato sulle sue dichiarazioni rivolte ai viaggiatori nelle zone colpite dai missili e sulle precauzioni da prendere in caso di attacco. E poi ha tuonato contro l'ex premier: "È facile andare nel Golfo per fare conferenze bene pagate, è molto più difficile tutelare cittadini italiani in pericolo".
 

In apertura del suo intervento Renzi ha risposto a Tajani: "Siamo in presenza di un fatto di portata storica e per questo amareggia innanzitutto la mancanza della presidente del Consiglio in aula, che ha parlato dell’Iran dalle frequenze della radio e ha scelto di non venire a confrontarsi con i rappresentanti del popolo, chiedendo un intervento al vice presidente Tajani che io trovo accapricciante per mediocrità". E nel suo discorso ha ripercorso la dinamica storica dell'Iran: "Nel corso degli anni l'Iran è diventata la centrale del terrore e sceglie di incendiare il mondo dichiarando guerra a Stati Uniti e Israele. L'obiettivo, non dichiarato, è far sì che l'islam diventi tutto radicale e si arrivi alla jihad globale", ha detto. Nella sua disamina il leader di Italia Viva spiega che "combattere il fondamentalismo islamico è la priorità" e spiega che "chi si permette di dire che la notizia della scomparsa di Khamenei è una brutta notizia, non ha capito niente del medio oriente: si tratta di una grande pagina di speranza per le donne e uomini della regione".
 

"Dopodiché – ha continuato Renzi – a fronte di questo possiamo discutere del diritto internazionale, che è in crisi non da oggi". Aggiungendo: "Possiamo discutere degli Stati Uniti e a chi come noi ha contestato tutto non fa velo che che sia stato lo stesso Trump ad accettare l'iniziativa. Perché comunque aver portato alla soppressione di Khamenei è un fatto positivo".
 

Il suo discorso è poi passato sulla qualità del dibattito, vertendo di nuovo su Tajani: "Lancia appelli all'unità e poi attacca le opposizioni. Non avevo mai visto questa cosa, neanche quando c'era la Democrazia cristiana. Ha attaccato Conte e poi D'Alema: nella mia carriera politica non avrei mai pensato di dover citare D'Alema in un discorso al Senato!".
 

Poi lo scontro dopo si sposta sulle conferenze all'estero: "Il ministro è impegnato a infierire su se stesso con dichiarazioni e apparizioni televisive che sperano non daneggino la credibilità della Farnesia, e poi attacca me dicendo che io ho fatto delle conferenze a pagamento, cosa che è nota e che non è più possibile perché la legge di questo paese le ha impedite e io ho smesso di farle". Renzi in seguti si è riagganciato alle dichiarazioni dei giorni scorsi: "Perché quando uno a fronte dei problemi tra sunniti e sciiti dice che quando ci sono i droni bisogna tenere chiuse le finestre siamo oltre il livello della politica, siamo all'avanspettacolo! Ci manca che dia la ricetta delle tagliatelle e ci chiederemo se alla Farnesina c'è Nonna Pina o la gloriosa tradizione della diplomazia italiana".

Le comunicazioni dei ministri Crosetto e Tajani

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