La diretta
Crosetto e Tajani alla Camera: sì alla difesa aerea per i paesi del Golfo e Cipro
Il via libera agli aiuti nella risoluzione della maggioranza. Crosetto: "Dispiegheremo un dispositivo multi dominio in Medioriente e inveremo un aiuto navale a Cipro" Pd, M5s e Avs contro l'utilizzo delle basi americane in Italia. Crosetto: "Se arriverà richiesta lo chiederemo al Parlamento"
Inizia da Montecitorio l'informativa dei ministri degli Esteri e della Difesa, Antonio Tajani e Guido Crosetto sulla crisi in Medio Oriente. Gli interventi arrivano dopo le dichiarazioni della premier Meloni a Rtl stamattina. E le comunicazioni servono a spiegare le mosse dell'Italia davanti alla crisi internazionale iniziata con l'attacco di Usa e Israele all'Iran e la reazione indiscriminata contro diversi paese di Teheran. In particolare i paesi arabi del golfo e Cipro ai quali l'Italia potrà fornire aiuti difensivi. Lo prevede il testo della risoluzione di maggioranza che sarà votata dopo le comunicazioni e lo ha spiegato in Aula Crosetto: "Dobbiamo rivalutare i nostri assetti nella regione e rispondere alle richieste dei Paesi amici in difficoltà. Intendiamo dispiegare un dispositivo multi dominio in Medioriente, con sistemi di difesa aerea anti drone e antimissilistica". Il ministro della Difesa ha quindi sottolineato che: "Porteremo assieme a spagnoli e francesi un aiuto navale a Cipro".
Nella risoluzione si parla anche delle basi americane in Italia. Su questo il documento di maggioranza impegna il governo a "confermare il rispetto, nell'utilizzo delle installazioni militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi, del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti, che include fra l'altro attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico". Il senso lo ha spiegato sempre il ministro della Difesa Guido Crosetto: "Le installazioni operano in Italia in forza di un quadro giuridico molto preciso sin dal 1951, queste cornice regolamentarie disciplinano i limiti delle attività svolte in modo molto preciso e nessun governo ha mai messo in dubbio in questi decenni e hanno garantito equilibrio tra cooperazione con gli alleati e tutela della sovranità nazionale. Per l'accordo sono autorizzate le attività relative a operazioni della Nato e quelle addestrative e di supporto non cinetiche. E dunque logistica e addestramento di velivoli non destinati al combattimento. Ad oggi non è arrivata alcuna richiesta di utilizzo delle basi Usa in Italia relativa a scenari diversi e al di fuori di questo perimentro, dunque non c'è un tema di uso di basi da concedere. Qualora dovesse emergere una richiesta torneremo in Parlamento ma ad oggi questo non è successo",
E però le opposizioni – Pd, M5s e Avs – hanno invece chiesto esplicitamente di seguire la linea tracciata dal premier spagnolo Pedro Sanchez e negare l'utilizzo delle basi agli Usa. Questa richiesta è stata inserita nella loro risoluzione dove si impegna il governo a "non autorizzare l'utilizzo delle basi concesse in uso alle forze armate americane presenti sul territorio italiano per attacchi militari contro l'Iran e, comunque, a non fornire alcun tipo di supporto militare ad una guerra che viola il diritto internazionale e che la comunita' internazionale deve fermare prima che sia troppo tardi".
Di certo la preoccupazione c'è anche al governo. E lo hanno confermato in Aula le parole del ministor Crosetto: "Visto che quello che è successo in Turchia ed è successo a Cipro - ha detto il ministro - ho dato mandato al capo di Stato maggiore della Difesa di innalzare al massimo il livello di protezione della difesa aerea e anti balistica nazionale in coordinamento con gli alleati e con la Nato. Di fronte a una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto e tutto può essere aspettato".
A parlare per primo comunque era stato il vicepremier Tajani: "La gravità della situazione richiede a tutti noi, governo e Parlamento, un’assunzione di responsabilità condivisa", ha detto. "Una grande democrazia deve essere in grado di non dividersi". "Nelle ultime ore - ha ripercorso il ministro - purtroppo la situazione ha fatto registrare una ulteriore evoluzione non positiva. L'Iran continua a sferrare attacchi indiscriminati con missili e droni contro infrastrutture strategiche, siti militari, ma anche aeroporti, alberghi, centri residenziali, missioni diplomatiche in tutti i paesi del Golfo e stamane anche contro l'Azerbaigian. Le difese aeree di Arabia Saudita, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi e Bahrein sono impegnate incessantemente nell'intercettare vettori lanciati dalla Repubblica Islamica. In questo quadro in costante evoluzione è concreto il rischio di un allargamento del conflitto".
Tajani ha quindi parlato del rischio per i 100 mila italiani che si trovano nello scenario di guerra: "La sicurezza dei connazionali presenti nella zona è la nostra priorità, gli italiani che abbiamo già aiutato a lasciare le zone a rischio sono già 10mila, proprio stamattina sono atterrati a Fiumicino due voli con 200 persone a bordo con particolari criticità". Il ministro degli Esteri ha quindi spiegato la decisione di inviare supporti militari ai paesi del golfo: "La scomparsa di Khamenei apre la possibilità di un nuovo Medio Oriente, sono enormi ora le responsabilità del regime iraniano, sia sul fronte nucleare che sul fronte sociale. Ne ho parlato ieri sera con Rubio, che conferma che la durata della crisi dipenderà dalle decisioni prese da Teheran e dal regime". "L'Italia – ha proseguito – è l'unico paese presente con missioni diplomatiche in tutta l'area, i nostri partner del Golfo hanno voluto più volte ringraziarci per la presenza e l'amicizia."
E ha continuato: "Vogliamo evitare un allargamento del conflitto, stiamo invitando tutti a mantenere il dialogo con l'Iran senza dimenticare la nostra posizione: l'Iran non può dotarsi di armamenti nucleari, e abbiamo più volte condannato le repressioni interne. Ma l'Iran non ha mostrato segnali di marcia indietro. Inaccettabile la decisione di condurre azioni contro paesi che non avevano mai colpito l'Iran. Di fronte a questi attacchi indiscirminati, alcuni partner hanno formalmente chiesto il sostegno dell'Italia per rafforzare le loro capacità di difesa aerea, si tratta di nazioni dove sono presenti decine di migliaia di italiani, ecco perché il governo ha deciso di aderire a queste richieste".