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Michele Santoro dice che c'è più democrazia in Russia che in Ucraina

Redazione

Secondo il giornalista ospite a Piazzapulita "la dialettica politica è molto più forte a Mosca che a Kyiv, dove i partiti sono stati proibiti". La replica di Formigli: "In Russia ci sono ancora i gulag con i detenuti politici"

"Non c'è una democrazia efficiente e consolidata in Ucraina", ha detto Michele Santoro a Piazzapulita su La7. La replica del conduttore Corrado Formigli: "Più che in Russia sicuramente". Ma Santoro insiste: "Io non penso proprio. Penso che la dialettica politica sia molto più forte in Russia che in Ucraina, dove i partiti sono stati proibiti".

"Questa narrazione che contrappone la Russia, cattiva e autocratica, all'Ucraina democratica e civile è una narrazione totalmente falsa", ha detto ieri sera Santoro. "Su questo dissento", è intervenuto Formigli, "in Russia abbiamo ancora i gulag con i detenuti politici". A quel punto Santoro l'ha buttata sull'accusa ai media italiani, che non mostrerebbero gli aspetti controversi delle politiche di Kyiv: "Non si vede mai un'immagine per esempio dei giovani che resistono all'arruolamento. La rete è piena di queste immagini, ma nessuno dei telegiornali italiani ne ha mai mostrata una". Formigli ribatte: "In Russia ora se li vanno a prendere in tutti i modi, hanno preso pure gli africani...".

  

Proprio ieri dalla Russia è arrivata la notizia dell'arresto dell'oppositrice ed ex candidata presidente Ekaterina Duntsova durante un evento dedicato ai prigionieri politici. Due anni fa il ministero della Giustizia russo l'aveva classificata come "agente straniero". Mentre, a dirla tutta, in Ucraina non sono stati nemmeno proibiti “i partiti” in generale, ma alcuni partiti specifici legati al Cremlino. Nel marzo 2022, dopo l’inizio dell’invasione russa, il presidente Volodymyr Zelensky ha sospeso le attività di diversi partiti, tra cui Piattaforma di Opposizione - Per la Vita (il principale partito filo-russo, che aveva 43 seggi in parlamento), il Blocco di Opposizione (6 deputati), lo Shariy Party e Nashi (Nostro). Successivamente, i tribunali ucraini hanno confermato lo scioglimento di questi gruppi perché alcuni dirigenti avevano collaborato con l’invasione russa, diffondevano propaganda filo-Cremlino e rappresentavano un rischio per la sicurezza nazionale.

   

Durante la discussione con Santoro, Formigli ha provato a ricordare al suo ospite in studio, tra i tanti casi, l'uccisione nel 2024 dell'oppositore russo Alexsei Navalny, morto in Siberia durante la detenzione. Secondo i laboratori di analisi europei la causa della morte sarebbe una rara neurotossina, l’epibatidina, che si trova nella rana freccia dell'Ecuador. "Non so se è stata la rana - ha continuato Formigli - ma comunque è stato ammazzato o messo nelle condizioni di morire". E Santoro: "Sì, ma nemmeno possiamo continuare a parlare dell'Ucraina con delle immagini compatte, coerenti sempre in tutti i telegiornali, dove non si vede mai un elemento minimo di dissenso".

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