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verso il voto
È derby tra i comitati per il sì al referendum. E scende in campo Mantovano
Due maratone oratorie, trecento iscritti a parlare. Fioccano le iniziative in attesa che si apra la seconda fase, quella nella quale saranno i partiti a muoversi pesantemente. E si guarda anche a Confagricoltura e Confcommercio
Nel fronte del sì alla riforma sulla separazione delle carriere dei magistrati nei prossimi giorni si giocherà una sorta di ‘derby’ tra i comitati. Sono previste due maratone oratorie. La prima si terrà sabato, a partire dalle ore 10:30, a Palazzo Wedekind, a due passi da Palazzo Chigi, organizzata dal Comitato “Sì Riforma”: scenderanno in campo 50 magistrati favorevoli alla riforma costituzionale. La seconda, da lunedì per tutta la prossima settimana, davanti alla Corte di Cassazione con la regia del Comitato ‘Sì Separa’ guidato da Gian Domenico Caiazza: trecento gli iscritti a parlare, parlamentari (tra questi i forzisti Paolo Barelli, Enrico Costa e Pierantonio Zanettin), avvocati, magistrati, vittime di errori giudiziari, esponenti della sinistra come il costituzionalista Stefano Ceccanti. Oggi è poi in programma il convegno ‘Da Sturzo ad oggi: cattolici liberali per il sì’, a cui parteciperanno anche i parlamentari di Azione Elena Bonetti ed Ettore Rosato, con i saluti introduttivi di Andrea Cangini, ex senatore azzurro e segretario della Fondazione Einaudi. Insomma, fioccano le iniziative in attesa che si apra la seconda fase, quella nella quale saranno i partiti a muoversi pesantemente.
La Lega ha organizzato dei gazebo per il 6 e il 7 marzo (nei primi giorni del prossimo mese farà una gazebata anche Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci), dal 6 al 9 marzo Forza Italia, tra una gara di sci e dei premi ad hoc, sull’onda delle Olimpiadi si riunirà a Cervinia, per parlare di riforme e referendum. Anche Noi moderati farà una propria iniziativa con il ministro Carlo Nordio a Milano. FdI ha chiesto ad ogni parlamentare di organizzare sui territori almeno 30 gazebo, l’elenco verrà stilato a breve. Ma i fari sono puntati soprattutto sull’evento al quale parteciperà la premier Giorgia Meloni: 12 marzo nel capoluogo lombardo al Teatro Parenti ci sarà la chiamata alle armi per la mobilitazione generale del 22 e 23 marzo. La kermesse è in fase di definizione, sarà di partito, dovrebbero esserci dei panel sulla giustizia.
La novità è che al fianco del Guardasigilli Carlo Nordio che sta girando il territorio per promuovere le ragioni del sì al referendum, indosserà di nuovo i panni del ‘testimonial’ anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Al momento sono tre gli appuntamenti in agenda per il braccio destro del capo dell’esecutivo. Uno a Milano (in un dibattito al quale potrebbe partecipare il presidente del Comitato Giusto dire No, Enrico Grosso), un altro a Bologna dove incontrerà gli imprenditori delle aziende del territorio; e infine un ultimo a Lecce, il 7 marzo, a un evento al quale prenderà parte il procuratore della città salentina Capoccia e la presidente della Commissione Giustizia di palazzo Madama, Giulia Bongiorno. L’obiettivo dei comitati è intanto quello di allargare il fronte dei magistrati per il sì.
“E’ il momento di scegliere da che parte stare: dalla parte del cambiamento o dalla parte dello status quo”, ha sottolineato Isabella Bertolini, segretario del Comitato “Sì Riforma”. Il fronte del sì sta incontrando categorie come Confagricoltura e Confcommercio, mondi come quello della scuola e dell’università e soprattutto punta ai giovani (l’11 marzo si terrà un evento ad hoc con il Guardasigilli al Cinema Adriano di Roma). Per una campagna referendaria che va avanti tra continue polemiche. “Ci sono professori che negli istituti scolastici stanno facendo proseliti per il no”, una delle ultime denunce. Ma il ‘refrain’ nella sede del governo resta quello di non politicizzare il voto. Niente colpi di teatro, niente effetti speciali, restare nel merito della riforma: questo l’input arrivato ai parlamentari di FdI. “No ad argomenti che creano confusione”, niente “falli di reazione che rendono più complicata la decisione dei cittadini”, l’invito del presidente del Senato, Ignazio La Russa. Il convincimento nel centrodestra è che dopo Sanremo i partiti si prenderanno la scena. Oggi si riunirà la segreteria di FI. “Noi porteremo a votare i nostri, su questi non c’è dubbio”, dice un alto dirigente di Fratelli d’Italia.