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Il Vangelo secondo Petrecca: si dimette, accusa FdI. Più che Giuda un Giufà

Carmelo Caruso

Poco prima di Sanremo, il giornalista ha presentato le dimissioni da Rai Sport e ha citato sui social un passo del Vangelo di Matteo: "Uno di voi mi tradirà". Per lui si è parlato di un incarico alle Relazioni istituzionali o di un ruolo da corrispondente a Parigi, lasciato da Sangiuliano

Un giorno scriverà il Vangelo Secondo Petrecca, seguito dagli Atti del presuntuoso. Ringraziate Giuda. E’ riuscito a sfasciare due redazioni Rai (Rai news e Rai Sport) sporcare l’inizio delle Olimpiadi Milano-Cortina, fare arrossire un governo, prendersi le prime pagine del mondo. Siamo famosi per esportare parmigiano e Petrecca. Si è dimesso finalmente da Rai Sport, ieri, e non perché l’ha combinata grossa ma perché rischiava di ripeterla, ai mondiali di calcio. Presenta le dimissioni e scrive sul suo profilo: “Uno di voi mi tradirà”. Benedetto chi l’ha tradito e sciagurato chi si è fidato. Raccontano in Rai che ce l’abbia con Meloni, altri dicono che ce l’abbia con l’ad Giampaolo Rossi, mentre l’idea che sia artefice del suo strepitoso insuccesso non lo tocca. E’ il vangelo secondo Petrecca: io sono il figlio di Giorgia. Non lo confermerà mai ma Rossi non lo avrebbe mai potuto dimissionare senza il sì di Meloni e Petrecca non avrebbe lasciato la carica se Meloni non avesse fatto intendere all’ ad: o me lo togli dal video o vi togliete tutti e due.

 

Petrecca non lascia per resipiscenza ma perché la Rai è sotto attacco, perché sta per iniziare Sanremo e Rossi è stato convocato dalla Vigilanza Rai, il B&B della repubblica (come la chiama Gasparri). Lascia perché l’Agcom ha appena richiamato la Rai (la delibera è firmata dal leghista Capitanio) colpevole di posticipare l’inizio della prima serata e, peggio, di concentrare la pubblicità nella fascia che va dalle 20,30 alle 21 con i picchi di affollamento che superano l’obbligo di legge. Si è parlato di spedire Petrecca alle Relazioni istituzionali, che era il ruolo dei democristiani, ma in FdI hanno pensato, giustamente, che è come spedire un piromane a inscatolare zolfanelli. Per non affidargli una nuova direzione (che non gli vogliono affidare) sapete cosa si propone? Il ruolo di corrispondente a Parigi, lasciato da Sangiuliano, l’esilio in paradiso. Al momento resta parcheggiato alle dirette dipendenze dell’ad, il ti pago mai stai fermo.

 

Sarebbero bastatate, avevano spiegato a Petrecca, delle lettere di scuse, delle dimissioni (anche solo presentate) ma l’evangelista dello sfondone non ha voluto, forte del comparaggio con Incoronata Boccia, l’ala stragista della Rai, la beniamina della destra che “non deve chiedere mai”. Neppure scusa. L’uscita di Petrecca è una novità. E’ il termometro che anche Meloni si è accorta che è un militante è un amico ma che un borioso militante è solo un Fratello d’imbarazzo. Petrecca parla di Giuda ma è solo Giufà.

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  • Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio