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Il caso

Le lenti di Vannacci: Sasso indossa Google Glass

Carmelo Caruso

“Sono occhiali formidabili, Lo so che anche Maria Rosaria Boccia li usava, ma io alla Camera li tengo spenti", dice il deputato vannacciano. I cambi di casacca? "Andremo oltre la proposta di Salvini. Proporrò di punire i partiti che tradiscono i propri ideali, quelli fissati nello statuto, con la decurtazione dei fondi pubblici”

Il Futuro è nazionale e l’occhiale è ultra moderno. I vannacciani, alla Camera, indossano Google Glass. La scoperta, la conferma e la spiegazione. Rossano Sasso, il filosofo delle Puglie, ci perdoni, ma i suoi occhiali ci sembrano proprio dei Google Glass. Conferma? “Confermo. Sono occhiali formidabili, rispondo alle mail, alle telefonate. Mi guardo la partita. Mi hanno cambiato la vita”. Sasso che non è fesso, lo premette. “So dove volete arrivare”. Non lo diciamo, forse lo pensiamo (ma non è che Vannacci ha i suoi occhi alla Camera?). Sasso libretto d’istruzioni: “Lo so che anche Maria Rosaria Boccia li usava, ma i suoi erano bianchi e io alla Camera li tengo spenti. Non c’è nulla di misterioso, una volta accesi chiunque se ne accorge”.

Mettiamo a fuoco la proposta politica di Futuro Nazionale con Sasso: “Vi posso anticipare che siamo d’accordo con Salvini. Firmeremo la sua proposta per vietare i cambi di casacca”. Non siete traditori? “Traditori è chi tradisce i suoi valori, io ho lasciato la Lega, che ho costruito al sud, e mi sono preso anche i pomodori in faccia e le molotov, per non tradirli”. Tiriamo un Sasso nello stagno la Lega: “Andremo oltre la proposta di Salvini. Proporrò di punire i partiti che tradiscono i propri ideali, quelli fissati nello statuto, con la decurtazione dei fondi pubblici”. Alle amministrative presenterete liste? “Dobbiamo fare selezione, il nostro simbolo non lo diamo al primo che passa”.  Ziello esibisce pure la spilla Futuro Nazionale. La spilla, i Google Glass e le vestagliette del Generale. La patria o la griffe?

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  • Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio