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i futuristi

Dal fortino Toscana fino a Taranto, ecco i nuovi adepti di Futuro Nazionale

Federico Giorgetti

Le adesioni sul territorio aumentano, anche se i nomi non sono di grande rilievo. Il generale raccoglie tessere soprattutto nel centro nord, mentre al sud il progetto attecchisce meno. La proposta di Adinolfi e l'appuntamento del 4 marzo a Montecitorio

“Chi aderisce a Futuro Nazionale sono i futuristi”. Eccolo! È lo slogan scelto da Roberto Vannacci per il suo nuovo partito. Certo, il riferimento all'avanguardia storica di Filippo Marinetti di inizio Novecento è evidente, ma al generale non sembra dispiacere e a quasi due settimane dalla fondazione in varie zone del paese si registrano nuove adesioni rispetto a quelle che abbiamo raccontato in precedenza.

I nuovi futuristi sono principalmente amministratori ed esponenti locali che scappano dal partito di Matteo Salvini. Massimiliano Simoni, coordinatore nazionale dei futuristi e consigliere regionale in Toscana passato dalla Lega a Futuro Nazionale, ha detto che "ci sono richieste da tutta Italia per costruire gruppi, è una cosa travolgente, uno tsunami: 52 sindaci e circa 300 consiglieri comunali”. Ed è proprio nella regione governata dal dem Eugenio Giani che i futuristi stanno costruendo il loro fortino, tanto da avere già un responsabile regionale: è Tommaso Villa, ex consigliere regionale di Forza Italia e che alle ultime regionali si è candidato con il Carroccio, dopo avervi aderito nell'ottobre del 2022. D’altronde fu proprio Salvini ad affidare la campagna elettorale per le regionali in Toscana a Vannacci, un fallimento per la Lega che ha raccolto poco più di 50.000 voti, ma un'occasione per il generale che ha sicuramente costruito una rete di persone a lui fedeli. 

 

Ad Arezzo è nato il comitato costituente del partito locale, guidato dal responsabile nazionale dei “Team Vannacci” Cristiano Romani. A Firenze Vito Poma, ormai ex dirigente provinciale della Lega fiorentina e responsabile del dipartimento Turismo in Toscana e Salvatore Sibilla, consigliere di quartiere della Lega a Firenze, hanno annunciato il loro passaggio a Futuro Nazionale. Sempre nel capoluogo toscano è arrivato l’addio di due recenti leghisti: Gualberto Carrara e Franca Innocenti, ora futuristi, ma che già in estate avevano scelto di passare da FdI alla Lega. Tra le fila vannacciane oggi ci sono anche consiglieri comunali di Lucca, Grosseto, Pisa e Cecina, in provincia di Livorno. Nessun esponente di rilievo ma di certo non un brutto inizio. Anche in Emilia-Romagna ci sono stati spostamenti, soprattutto a Modena, con il segretario cittadino leghista Guglielmo Golinelli, in passato deputato del Carroccio con una militanza lunga 18 anni, che ora approda alla corte del generale. A seguirlo anche Giuseppe Vandelli, coordinatore modenese dei giovani leghisti e capogruppo nel consiglio provinciale a Sassuolo. Spostandoci più a nord, anche in Piemonte qualche scossa c’è stata. Da Francesco Toselli, che si dice pronto a lavorare col generale e può vantare tre mandati nel consiglio regionale piemontese e tre in provincia di Cuneo, a Fabrizio Matta, 63enne esperto d’arte che presiede il drappello dei vannacciani a Torino e ricopre il ruolo di consigliere comunale a Saliceto. Tra le altre cose, ha detto di vivere in un castello abitato dai fantasmi, una volta un visitatore ne ha visto uno simile a Berlusconi. Ma andiamo avanti.  

 

Nel Verbano annuncia il suo passaggio in Futuro nazionale Davide Titoli, ex segretario provinciale di Fratelli d’Italia, mentre nel vercellese c’è Giancarlo Locarni, numero due della Lega nella capitale europea del riso. Da Trecate ci sono anche Giorgio Ingold, ex presidente del consiglio comunale di Trecate uscito da FdI e Alessandro Pasca, ex assessore ed ex segretario della lega nella sezione ovest Ticino. Ma la chicca piemontese è il quartiere generale nell’Alessandrino, ovvero il castello Sforzini di Castellar Ponzano, di proprietà dell’imprenditore pavese Luca Sforzini. Un maniero medievale dell’anno Mille che sorge sul sito di un antico acquedotto romano e oggi è la sede del Centro studi Rinascimento Nazionale, che ha il compito istitutivo di elaborare la piattaforma politica del nuovo partito. In Veneto Paolo Castagna, consigliere comunale di Legnago, si è dimesso da Forza Italia dopo che il partito non si è opposto all'adesione al Mercosur ed è passato con Vannacci, restando però con la maggioranza. Persistono i dubbi di Stefano Valdegamberi, lo storico consigliere regionale veneto eletto nella lista Zaia indipendente, che non esclude il passaggio a Futuro Nazionale ma per il momento non scioglie le riserve.


Guardando a sud, si può dire che il progetto futurista per il momento non ha attecchito molto, se non per il segretario cittadino a Taranto Francesco Battista, che ha lasciato la Lega per seguire il generale. In attesa del prossimo appuntamento del 4 marzo, giorno in cui Vannacci terrà una conferenza stampa alla Camera per presentare il suo pacchetto su sicurezza e immigrazione, l’ex ministro della Salute nel penultimo governo Berlusconi Girolamo Sirchia ha detto che il generale “intercetta un sentimento reale” e “dice quello che molti pensano ma che nessuno sostiene più pubblicamente”. 

La pensano sicuramente così l'ex FdI Emanuele Pozzolo e gli ex leghisti Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, futuristi della prima ora. E forse anche il fondatore del Popolo della famiglia Mario Adinolfi, che da qualche giorno non nasconde l'idea di un futuro politico con il generale, se non addirittura con Fabrizio Corona. Uno scenario che Vannacci al momento preferirebbe evitare, se non fosse che l’ex parlamentare del Pd potrebbe fornire il suo simbolo elettorale per permettere ai vannacciani di creare una componente al gruppo misto della Camera. Anche perchè lunedì arriva in Parlamento un regolamento contro i cambi di casacca: chi cambia partito rispetto a quello di elezione, porterà al nuovo gruppo la metà dei contributi economici previsti, una dote dimezzata rispetto a ora. 

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