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Altro che dimissioni. Il campo largo: “Continueremo a invitare Albanese”

Luca Roberto

Francia e Germania chiedono un passo indietro della relatrice Onu. Ma M5s, Avs (e Pd) sono pronti a ospitarla di nuovo in Parlamento. Silenzio tra i riformisti dem

In Francia un fronte di oltre 40 parlamentari macroniani e la ministra degli Esteri Jean-Noël Barrot chiedono le dimissioni di Francesca Albanese dal Consiglio dei diritti umani dell’Onu. Lo stesso l’ha chiesto ieri il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul parlando di “posizione insostenibile”. E in Italia? Il campo largo sembra pensarla in tutt’altro modo. Tant’è che tanto in Avs quanto nel M5s (ma pure nel Pd) non intendono affatto seguire l’esempio di Parigi. Anzi. L’intergruppo parlamentare per la pace tra Palestina e Israele, che ha ospitato più volte la relatrice speciale Onu per i territori palestinesi occupati, pensa già al prossimo convegno. “Le porte del Parlamento italiano continueranno a essere sempre spalancate per Francesca Albanese. Bisognerebbe soltanto chiederle scusa. Quel video che le viene contestato è stato manipolato”, dice al Foglio il leader dei Verdi Angelo Bonelli. “C’è una grave ostilità verso Albanese, a cui va tutta la nostra vicinanza e solidarietà. Tutta questa attenzione che le viene rivolta vorrei sapere perché non viene rivolta a chi ha bombardato e continua a bombardare Gaza”, prosegue l’esponente di Avs. E però le comunità ebraiche, a partire dalla presidente Noemi Di Segni, hanno espresso apprezzamento nei confronti della decisione francese, visto che “il modo di parlare e demonizzare di Albanese mette paura ed è pericoloso”. “Ma io alle comunità ebraiche chiederei perché non hanno detto nulla sulle dichiarazioni di ministri come Smotrich o Ben Gvir secondo cui anche i bambini palestinesi erano terroristi”, replica Bonelli.

Chi ha rapporti molto stretti con la relatrice Onu è la deputata del M5s Stefania Ascari, che spesso è stata la vera organizzatrice (insieme al senatore Peppe De Cristofaro di Avs) delle sortite di Albanese in Parlamento, l’ultima delle quali a inizio febbraio. “Anzitutto da parte nostra c’è massima solidarietà e vicinanza nei confronti di Francesca Albanese”, premette parlando col Foglio. La stessa relatrice Onu alla Camera un paio di settimane fa aveva preannunciato la pubblicazione, a breve, di un nuovo rapporto su Gaza, proprio al Consiglio diritti umani. La inviterete di nuovo in Parlamento anche per presentare questo nuovo rapporto? “Vediamo cosa ne pensa la relatrice, lo leggeremo e decideremo con lei. Ma senz’altro da parte nostra non c’è alcuna preclusione”, aggiunge ancora Ascari. E dire che le posizioni di M5s e Avs sembrano essere state fatte proprie anche dal Pd. Che è rimasto insolitamente silente sul punto. Gli unici a intervenire sono stati i deputati Laura Boldrini e Arturo Scotto. “Mi sembra singolare che si chiedano le dimissioni di Francesca Albanese nel giorno in cui Israele decide nei fatti di annettere la Cisgiordania. Come ha denunciato da sempre la relatrice speciale delle Nazioni Unite in tutti i suoi rapporti. Mi aspetterei altro in queste ore dai governi europei, a partire dalla sospensione del Trattato di cooperazione, vista la palese violazione dei diritti umani nei confronti dei palestinesi”, ha detto quest’ultimo, che nei prossimi giorni pubblicherà un libro con i suoi “diari di bordo” dalla Flotilla. Mentre l’ex presidente della Camera, dopo aver detto che ad Albanese deve essere data l’occasione di chiarire, ha aggiunto come sia “una strana coincidenza che si sollevi questo caso nel giorno in cui fioccano le condanne di molti paesi europei verso il governo di Netanyahu per i provvedimenti che puntano all’annessione della Cisgiordania. Invece di questo profluvio di dichiarazioni contro Albanese per l’interpretazione di una sua frase, ci saremmo aspettati condanne ferme e inequivocabili per quello che, senza alcun dubbio, accade nei territori palestinesi occupati”. La minoranza riformista, com’è noto, non apprezza granché le posizioni di Albanese ma in questo caso s’è optato per un basso profilo, nonostante la Lega abbia presentato una risoluzione simile a quella in discussione a Parigi (e nonostante uno come Emanuele Fiano abbia chiesto di seguire l’esempio transalpino). Francia e Italia, due idee di sinistra (di governo) ben diverse.

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  • Pugliese, ha iniziato facendo vari stage in radio (prima a Controradio Firenze, poi a Radio Rai). Dopo aver studiato alla scuola di giornalismo della Luiss è arrivato al Foglio nel 2019. Si occupa di politica. Scrive anche di tennis, quando capita.