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Il racconto

Il baraccone Vannacci: marcia in tv, anche in Rai, vuole farsi accettare da Meloni. Il "dolo" di Salvini

Carmelo Caruso

Attacca Salvini (che ora pensa a Zaia vice) occupa reti e in Rai c'è chi già si muove per lui. Il timore di FdI: "Farà l'ospite fisso", Calenda: "Oltre Cortina lo aiutano". L'uscita dalla Lega per FdI è un modo "per indebolire" Meloni

E’ il nuovo Beppe Grillo in vestaglia, un generale baraccone, ma quanto c’è di “dolo” in Salvini, nella sua decisione di accelerare l’uscita? Sono domande che si fanno in FdI. Ora è Vannacci “l’ingrato”, ma gli ingrati servono a impaginare giornali e tv. Ha cominciato. Anche in Rai c’è chi si sta muovendo per Vannacci, la quota Vannacci. Meloni e FdI profetizzano: “Diventerà il beniamino dei quotidiani di sinistra e di La7”. Giorgetti, a Varese, racconta: “Vannacci ha tradito, ma ce le siamo cercati”. Il primo danno collaterale di Vannacci è che Meloni rischia di “perdere”  Calenda che al Senato annuisce: “A Vannacci arrivano i soldi da oltrecortina? Senza dubbio. La destra si sposterà ancora più a destra”. Si ragiona su Zaia vicesegretario Lega. E’ un baraccone pagato caro.


Se è solo un ingrato, come dice, Salvini non girerebbe mezza Roma per trovare conforto. Prima va da Mattarella (“figuriamoci se parlo con Mattarella di Vannacci”) poi incontra Giancarlo Giorgetti al Mef. Lunedì si vede con Fedriga. Quando è in difficoltà Salvini torna sempre da mamma Lega, da mamma Bossi (ci sarebbero telefonate), da  Giorgetti. C’è perfino chi spara “Salvini magari chiede a Giorgetti di tornare a fare il vicesegretario”. Zaia aveva già avvisato Salvini, durante un federale: “Vannacci ci farà perdere le prossime elezioni”. Ignazio La Russa dice al Senato: “Vannacci non sposterà nulla ma la Lega lo ha gestito male”. Vannacci sarà senza dubbio un fellone, ma è lo spinacio di chi vuole male al governo, e condiziona il governo. Nessuno lo spiega meglio di Filippo Sensi, che non è solo Sensi, il senatore del Pd, ma Sensi che ha visto il mondo: “Non è tanto il numero Vannacci o quanti voti sposta. E’ un problema culturale. Vannacci sarà la spirale che costringerà Salvini a essere ancora più feroce. Meloni  inseguirà  Salvini che insegue Vannacci. E’ come in Gran Bretagna. I conservatori per timore di Farage si sono lasciati portare via i voti di Farage”. Sono preoccupati leghisti, fratelli d’Italia, e sorelle, e per fortuna c’è Max Romeo che al Senato la prende a ridere: “A furia di dire che la Lega non è una caserma, Vannacci si è preso la caserma”. Lasciate perdere chi lo segue, in un paese che le sperimenta tutte (ricordate Fassino su Grillo? “E si faccia un partito…”). Finora solo il pistolero, pistola, Emanuele Pozzolo, il deputato del famoso sparo a Capodanno, ha dichiarato che segue Vannacci. L’altro, Edoardo Ziello, il leghista, il più abile  parlamentare che Vannacci conosce, non condivide nulla delle idee vannacciane, ma lo fa soltanto perché ferito da Salvini. Vannacci è una bolla ma anche il M5s è iniziato come bolla e se l’esempio è invece Alemanno va ricordato che, prima dell’arresto, Alemanno ha avuto spazi televisivi immensi. Racconta Alessandro Alfieri che Gianluigi Paragone, che aveva sperimentato “Italia exit”, “stima Vannacci al due per cento, ma Vannacci ha un spazio”. La variabile, e l’opinione di FdI, è un’altra: cosa faranno Mediaset e La7? Mentre scriviamo Vannacci sta per andare a Realpolitik, su Rete 4 e ha iniziato la sua marcia dal salvinismo al baracconismo. Parla male di Salvini, con una lingua da grande proletaria si è mossa e da spaccone. Appare in apertura dei siti con queste dichiarazioni: “Io non devo essere grato alla Lega, ma è la Lega che deve essermi grata. Io sleale? Salvini è prono su Ucraina e Fornero”. C’è uno strano pensiero, strano, tra i marescialli di FdI. Si stanno domandando da ieri: “Salvini ha cacciato Vannacci perché non si voleva logorare. Ma non è che Salvini abbia cacciato Vannacci per indebolirci?”. Attenzione,  Vannacci sta già cambiando registro nelle dichiarazioni. E’ furbissimo e cerca di farsi accogliere nella coalizione. Sta dicendo che si vede nel centrodestra, aggiunge: “Salvini mi vuole fuori dalla coalizione? Fossi in lui non parlerei sull’onda dell’emozione”. E’ il primo generale che non ha truppe ma un fuciliere, Pozzolo. Il prossimo appuntamento è il dl Ucraina e si capirà quanti altri vannacciani verranno fuori come i funghi. Sta cambiando anche l’adagio di FdI, da “Vannacci fuori” a “Vannacci vediamo”. Salvini non commetta il terzo errore. Più insozza Vannacci e più Vannacci si gonfia. 

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  • Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio