L'incarico

Putinisti a Bruxelles: guru filorussi nello staff dei 5 stelle in Europa

Luciano Capone e Ginevra Leganza

Destini incrociati. In Europa, nello staff dei pentastellati in The Left, sbarca il russofilo Alessandro Bianchi, fondatore del sito L'Antidiplomatico

Dalla Russia con amore, destinazione Bruxelles. E’ da qualche settimana che, tra i funzionari del gruppo The Left in Europa – quello della sinistra radicale di cui fanno parte M5s e Si di Fratoianni – fa capolino Alessandro Bianchi. Membro dello staff, l’uomo, già in passato consulente dell’ufficio legislativo 5s alla Camera, è un caro amico di Alessandro Di Battista. Ma soprattutto, oggi, pare il prescelto dall’eurodeputato pentastellato Danilo Della Valle: abbastanza russofono e molto russofilo, con parentesi di studio alla Duma. 


Bianchi è il fondatore del sito L’antidiplomatico.it, un megafono della propaganda putiniana in Italia. Egli è il guru digitale che negli anni ha vergato e pubblicato analisi sul “maccartismo anti-russo” e sulle “fake news” a nocumento di Mosca. Secondo un report del 2022 di NewsGuard, che ha messo in piedi un Centro di monitoraggio della disinformazione sul conflitto Russia-Ucraina, L’Antidiplomatico di Bianchi è uno dei dieci siti più influenti nella disinformatija: “Un sito di estrema sinistra che si occupa di notizie internazionali che ha pubblicato spesso contenuti falsi e ha dato spazio alla disinformazione russa”.


Con queste credenziali, Bianchi è approdato  in Europa. Da Bruxelles confermano al Foglio la sua recente nomina, gestita direttamente dal servizio hr delle istituzioni europee. Nella commissione di Cooperazione parlamentare, egli dovrebbe occuparsi dei rapporti tra l’Unione europea e la Russia (rapporti tecnicamente congelati dal 2014, dopo l’annessione della Crimea), degli affari esteri, e infine dei rapporti con le democrazie a rischio. Le commissioni nelle quali è coinvolto sono perciò tre: la Cooperation Commettee, la Commettee of Foreign Affairs e la Special committee on the European Democracy Shield. Di tutte e tre è membro ossia filo rosso (anzi russo) proprio l’europarlamentare del partito di Giuseppe Conte. Della Valle, cinghia di trasmissione tra Bianchi e The Left, sarebbe quindi l’albero di cotanto frutto. Radice e specchio del suo assistente, sovente accusato di putinismo. D’altra parte il deputato – laureato con una tesi sull’entrata della Russia nel Wto – prima di fare politica aveva una rubrica fissa sull’Antidiplomatico. Lo scorso dicembre Della Valle chiedeva di fermare l’appoggio all’Ucraina: “Fermiamoci tutti, in particolare sull’uso degli asset russi”. E ancora: “I falchi che da quasi quattro anni soffiano sul fuoco della guerra stanno ponendo paletti che rischiano di far saltare un accordo di pace”. Il 16 febbraio 2022 Della Valle apriva un articolo sul blog di Beppe Grillo con una citazione di Maria Zakharova, la famigerata portavoce del ministero degli Esteri russo, per smontare la “propaganda” dell’Occidente che descriveva un Putin intenzionato a muovere guerra: “Sono settimane ormai che si sente parlare ininterrottamente di un’imminente invasione russa in Ucraina. La narrazione classica russofoba”. Il deputato del M5s non ha cambiato idea sull’Occidente “russofobo” neppure quando, una settimana dopo, Putin ha davvero invaso l'Ucraina. 


Dal canto suo, l’Antidiplomatico Bianchi, a Bruxelles, seguirà, consiglierà, proporrà. Animerà la frangia pentastellata di The Left evidentemente in linea con i contenuti del sito. Dall’antiamericanismo à la Dibba alle indagini su Pfizer e Amazon. Tra gli ultimi titoli: “Lavrov spiega perché gli Usa attaccano l’Iran” e “Frana di Niscemi: il prezzo della subalternità agli Usa e del Muos”. Il sito, non che ce ne fosse bisogno, ha recentemente rafforzato la sua componente filo-Putin. Nel 2023 è infatti diventato socio di Bianchi Vito Petrocelli, l’ex presidente della Commissione Esteri del Senato che festeggiava la “festa della liberaZione” usando la “Z” simbolo dell’invasione russa. Petrocelli venne espulso dal M5s per aver votato sin dall’inizio contro gli aiuti militari all’Ucraina (quella che ora è la linea di Giuseppe Conte). Egli è poi diventato proprietario del 25 per cento della “L.a.d. Editore”, la società di Bianchi proprietaria appunto del sito l’Antidiplomatico e della casa editrice Lad Edizioni. Attualmente è presidente dell’Istituto “Italia Brics”, che supporta l’agenda politica di Russia e Cina. Esattamente come l’Antidiplomatico di Bianchi, che fa parte del “Belt and Road News Network”, la rete mediatca globale lanciata da Xi Jinping per diffondere propaganda a favore di Pechino, sotto la supervisione del Quotidiano del Popolo, l’organo ufficiale del Comitato centrale del partito comunista cinese... Dalla Duma a Bruxelles, tout se tient.