Il colloquio
Zampa (Pd): “Schlein convochi la direzione. Qualcuno ci vuole fuori dal partito”
Dopo Delrio anche la senatrice dem condanna l' "unanimismo" della segretaria "che significa chiedere alla gente e stare zitta e non parlare con i giornali" e invita ad aprire una discussione con "un bello streaming, che consenta alle persone di ascoltare e farsi una propria idea". E sul referendum? "Come è stata scelta la posizione del partito?"
“Spero che non ci si metta sotto i piedi la democrazia interna. E’ ora che la segretaria Schlein e il presidente Bonaccini, convochino una direzione che da troppo tempo, anche in violazione delle regole, non viene convocata. Invece di far tracimare malignità sui giornali, si faccia un bello streaming, consentendo alle persone di ascoltare e farsi una propria idea”. Sandra Zampa, senatrice del Pd, eletta ieri presidente della commissione Immigrazione del Consiglio d’Europa, non si nasconde dietro a un dito. Come un altro esponente eccellente della minoranza del Pd, Graziano Delrio, anche Zampa è convinta che ormai il partito di Schlein abbia confuso l’ “unanimismo” con l’ “unità”. “L’unanimismo – dice – è pregare la gente di stare zitta, telefonare per dire ‘non parlate più con i giornali’ e altre iniziative di silenziamento che purtroppo sono avvenute in questi mesi con tutti noi”.
Vi accusano di boicottare ogni iniziativa di cambiamento del partito. Prima il ddl Delrio sull’antisemitismo mentre la segretaria voleva marcare l’impegno per Gaza, ora Pina Picierno, sua compagna della minoranza, che annuncia addirittura il suo sì al referendum nonostante il Nazareno abbia investito in una campagna di comunicazione per il No. Facciamo gli avvocati del diavolo, non è che voi riformisti boicottate la strategia di Schlein? “La stragrande maggioranza di noi – risponde Zampa – è per il no al referendum, ma se c’è qualcuno che è per il sì questo non significa che si debba reprimere o minacciare. Anche perché la decisione sul referendum in quale sede è stata presa? Su un tema così importante com’è stata concordata la posizione? Non c’è stato nessun luogo istituzionale del partito in cui questa scelta è stata discussa e votata. Anzi. All’inizio sembrava quasi che si volesse lasciare libertà a tutti. Io invece penso che fosse giusto avere una posizione chiara. Ma proprio per farla valere sarebbe stato giusto prendere questa decisione in una sede collegiale, discutendo anche con chi aveva una posizione diversa, e poi votando. Una decisione presa in questo modo avrebbe dato più forza alla nostra posizione. La democrazia, anche quella interna ai partiti, vive di voti, non di parole, per di più spesso bugiarde. Ma questo principio mi sembra sia stato ampiamente dimenticato dalla segretaria. Il pluralismo è sempre stata una ricchezza del partito, non un problema”.
Con questo nuovo bipolarismo però qualcuno dice che potrebbe generare confusione negli elettori. “Io – risponde Zampa – penso invece che la gestione del partito fatta in questo modo, cancellando i luoghi di confronto, non fa altro che inasprire la contrapposizione fino a giungere a degenerazioni gravi, come avvenuto in questi giorni, con gente che insulta me e gli altri dirigenti riformisti, invitandoci a lasciare il partito. Persino un sindaco Pd ha fatto un post sui social con tutte le nostre facce chiedendo di mandarci via. Ma può essere ammissibile?”. Teme che anche al Nazareno comincino a pensare che sia meglio che voi ve ne andiate? “A Bologna – racconta la senatrice Pd – una persona che mi vuole bene mi ha detto con grande onestà ‘guarda Sandra che tutti ormai è bene che ve ne andiate, tanto c’è bisogno di una formazione centrista’. Questa cosa significa che, in silenzio, è stata cambiata l’identità pluralista del Pd. Ma Elly dove lo ha deciso? E con chi lo ha discusso? Una cosa è la linea politica del segretario che è legittimata dalle primarie, un’altra è cambiare la natura del partito. Non si può fare senza una discussione”.
C’è anche chi, come il segretario di Forza Italia Antonio Tajani, pensa che ormai, con questo Pd più di “sinistra” che di “centrosinistra”, potrà prendere i vostri voti, quelli più moderati. “Tajani non è credibile essendo sempre stato nel centrodestra”, risponde la dirigente dem. “Ma certo anche le sue ambizioni sono un chiaro segnale del fatto che c’è un elettorato al quale non stiamo più parlando. Ed è grave. Oggi interessa di più andare d’accordo con Bonelli, Fratoianni e Conte che tenere insieme la comunità del Pd. La storia del ddl Delrio è emblematica di questo fenomeno”, conclude Zampa.