L'iniziativa

Raccolta firme contro la tassa etica. “Così sarà fuga di fica”, dicono le pornostar

Radicali, avvocati, il presidente dell'Unione consumatori e Valentina Nappi. Lo strano fronte che al Senato ha presentato la proposta di abolizione del balzello che grava sulle partite iva delle modelle di OnlyFans

Altro che fuga dei capitali, “qui si rischia la fuga di fica”.  Valentina Nappi, pornoattrice italiana famosa in mezzo mondo, scherza, ma neanche troppo. C’era anche lei questa mattina al Senato, nella sala dell'Istituto Santa Maria in Aquiro, per presentare una raccolta firme. Quella per l’abolizione della tassa etica. Il balzello più odiato da Onlyfancer e star della pornografia. Nata nel 2008 con il più comprensibile nome di porno-tax si applica non solo alle grandi aziende, ma anche ai creator più piccoli, colpendoli con un’addizionale Irpef aggiuntiva del 25 per cento. Troppe tasse insomma che - a sentire la Nappi - rischierebbero di indurre le pornoattrici a recarsi in altri luoghi a registrare fellatio e altre acrobazie sessuali.

 

Ora però c’è chi vuole aiutarle. E non lasciare il paese senza questo centrale comparto. Un fronte compatto che chiede la cancellazione della tassa. A sostenere la battaglia di Valentina Nappi ci sono i Radicali italiani di Filippo Blengiono e Matteo Hallysey, i parlamentari di Azione Marco Lombardo e Giulia Pastorella (ma c’è anche il dem Toni Ricciardi). Poi ancora l’onlyfancer (e anche divulgatrice scientifica) Luiza Munteanu, ma anche l’avvocato Francesco Leone che, Costituzione alla mano, è pronto a combatte contro la “discriminazione etica” subita, a dire dei promotori della campagna, dalle star a luci rosse che subiscono, via fisco, un “giudizio morale” che viola “il principio di laicità” e “neutralità fiscale”.  A difendere le eroine di OnlyFans c’era oggi in Senato anche E il presidente dell’Unione consumatori Massimiliano Dona, pronto a tutelare i diritti di tutti i consumatori di contenuti a luci rosse.