Ansa
le commemorazioni
Giorno della memoria, Meloni: "Condanniamo la complicità del regime fascista nelle persecuzioni"
Durante le celebrazioni al Quirinale, il capo dello stato ha ricordato che "l'antisemitismo si nutre ancora oggi di menzogne. Nella Repubblica non c'è posto per il veleno dell'odio razziale". In una nota invece la premier ricorda che l'Olocausto è stata "una pagina buia della storia italiana, sigillata dall'ignominia delle leggi razziali del 1938"
Al Quirinale il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni hanno partecipato alla celebrazione del Giorno della memoria, ricorrenza internazionale che ogni anno cade il 27 gennaio per ricordare le vittime dell'Olocausto. Presenti anche altri esponenti del governo, tra cui il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, quello della Cultura Alessandro Giuli, il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara e il titolare dello Sport con delega per gli anniversari nazionali, Andrea Abodi.
Mattarella: "L'antisemitismo si nutre ancora di menzogne. Nella Repubblica non c'è posto per il veleno dell'odio razziale"
"Questa cerimonia è l'occasione per esprimere, con orgoglio e responsabilità, il patriottismo italiano e repubblicano che ci rende custodi, in ogni circostanza e in ogni momento, della dignità, unica e inalienabile, della persona umana. Custodi della democrazia. Mai nella storia dell'uomo uno sterminio era stato così lungamente progettato e così accuratamente programmato, nei minimi dettagli e con sconvolgente efficienza", ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della celebrazione al Quirinale del Giorno della memoria. Il capo dello stato ha ricordato come "in tutti i rami e le categorie dello stato nazista vi furono chiamati a dare, e fornirono, il loro attivo contributo per realizzare i deliri omicidi di un dittatore e dei suoi perfidi complici, i volenterosi carnefici di Hitler". "Il sistema di sterminio, di morte, di depravazione, che ha il suo culmine nella spaventosa macchina di morte di Auschwitz - ha continuato il presidente - è stato il frutto avvelenato di una grande, rovinosa menzogna. Una menzogna che si sviluppa lungo la storia e di cui la Shoah è stata la conseguenza più grave e mostruosa''.
Il presidente ha colto l'occasione non solo per rinnovare la "riconoscenza della Repubblica" alla senatrice Segre "per la sua preziosa testimonianza degli orrori vissuti", ma anche per esprimerle "la solidarietà, la stima e l'affetto a fronte di attacchi colmi, a un tempo, di volgarità e di imbecillità. Volgarità e imbecillità che non ne riducono la gravità: il loro riproporsi e diffondersi è indice di alta pericolosità e interpella una azione rigorosa da parte delle autorità di tutta l'Unione Europea". Mattarella ha poi detto: "Da italiani, rievochiamo con angoscia la discriminazione, la persecuzione, la deportazione, la morte dei nostri concittadini ebrei, traditi dalle leggi razziali volute dal fascismo; e da tanti dei suoi adepti venduti ai carnefici nazisti, con la complicità della monarchia, di tanti che si ritenevano intellettuali, di parte della popolazione".
L'antisemitismo che condusse alla Shoah, "si diffuse e si sparse attraverso una infìda ma efficace campagna di propaganda e di manipolazione, che sfruttava l’antico pregiudizio antiebraico presente in larghi strati della popolazione europea". Il presidente ha sottolineato che ancora oggi "se ne alimentano razzismo e antisemitismo. A queste menzogne attingono ai nostri giorni i despoti, gli aggressori". Ma il capo dello stato ha rimarcato che "nella Repubblica non c'è posto per il veleno dell'odio razziale, per i germi della discriminazione, per l'antisemitismo che affiora ancora pericolosamente, per coloro che predicano la violenza, per chi coltiva ideologie di oppressione, di sopraffazione per chi coltiva odio. La Repubblica Italiana e la sua Costituzione sono sorte dal sangue innocente dei deportati nei campi di sterminio, dei combattenti per la libertà, delle donne e degli uomini annientati solo per ciò che erano, per quel che pensavano, per quello in cui credevano".
Meloni: "Pagina buia della storia italiana. Condanniamo la complicità del regime fascista"
Nel Giorno della memoria "ricordiamo i nomi e i cognomi delle vittime e rinnoviamo la memoria di ciò che è successo, anche attraverso la preziosa testimonianza dei sopravvissuti e dei loro discendenti" E' quanto scrive la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in una nota in occasione del Giorno della Memoria. "Oggi celebriamo i Giusti di ogni Nazione, che non esitarono a mettere a rischio la loro vita per opporsi al disegno nazista e salvare vite innocenti. In questa giornata torniamo a condannare la complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti, nelle deportazioni. Una pagina buia della storia italiana, sigillata dall'ignominia delle leggi razziali del 1938".
Il 27 gennaio di ottantuno anni fa, continua la nota, "con l'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, il mondo ha visto con i suoi occhi l'abisso della Shoah. Da quel momento, tutto è cambiato. La più grande macchina di morte concepita nella storia dell'umanità mostrava a tutti la sua ferocia, la sua sistematicità, il suo disegno diabolico. Milioni di persone strappate dalle loro case e uccise nei campi di sterminio, solo perché di religione ebraica. Un piano congegnato e messo in atto per cancellare dall'Europa ogni traccia della presenza, millenaria e feconda, degli ebrei e delle comunità ebraiche. Purtroppo - prosegue Meloni parlando di oggi - a distanza di molti anni, l'antisemitismo non è stato ancora definitivamente sconfitto. E' un morbo che è tornato a diffondersi, con forme nuove e virulente. Oggi ribadiamo il nostro impegno per prevenire e combattere ogni declinazione di questa piaga, che avvelena le nostre società e ha l'obiettivo di demolire i principi di libertà e rispetto che sono alla base della coesione sociale".
Segre: "In giro ci sono molti 'Grandi dittatori' che fanno guerre, minacciano e rompono patti"
Rispondendo alle domande di quattro ragazzi la senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, ricorda che "il principio cardine è quello della colpa collettiva che si propaga nel tempo e nello spazio". E si domanda "Si può e si deve parlare di Gaza nel Giorno della Memoria: si può parlare di Iran, Ucraina e tutto ciò che chiama in causa la umanità, ma non si può usare Gaza contro il giorno della Memoria. Il Giorno della Memoria - ha aggiunto Segre - non è per gli ebrei. E' principalmente per tutti gli altri. Serve per ricordare la nostra storia".
"Sono incredula e smarrita - ha continuato la senatrice - come penso siano tutti oggi. Persino i governanti non sanno che pesci pigliare mi sembra di rivedere la scena satirica del personaggio del 'Grande Dittatore' di Charlie Chaplin che si balocca con il mappamondo, lo concupisce, lo fa volare per aria e lo riprende. Oggi non è un personaggio solo, ce ne sono contemporaneamente molti, tutti in posizioni di grande potere che ora fanno guerre, ora minacciano, ora bullizzano, ora rompono patti. Penso che in questo momento critico abbiamo una speranza che si chiama Europa".
Schlein: "Abbiamo il dovere di imparare dalla storia e dalla memoria"
"Fare memoria non vuol dire solo ricordare: vuol dire coltivare l'impegno quotidiano perché ciò che è accaduto non accada più" afferma la segretaria del Partito democratico Elly Schlein. "La memoria dell'Olocausto, il momento più buio della storia umana, è consapevolezza di ciò che ha portato all'assassinio sistematico e pianificato di oltre sei milioni di ebrei cancellando intere generazioni, e di altre comunità che i nazifascisti e chi ha collaborato con loro ritenevano inferiori, di rom e sinti, di persone con disabilità e omosessuali, di oppositori politici. Uno sterminio perpetrato negando la loro stessa umanità. La Giornata della memoria è stata istituita per ricordare l'Olocausto, le leggi razziali, la resistenza di chi si è opposto all'orrore".
"Per questo - continua la leader dem - la memoria deve chiamare tutte e tutti a una costante e attiva vigilanza per estirpare le radici dell'odio dalle nostre società, a una concreta opera di costruzione quotidiana di una società fatta di rispetto per l'altro, di eguaglianza, di giustizia e libertà, di contrasto di ogni revisionismo e di ogni discriminazione, a partire dai rigurgiti antisemiti. Su questo non ci stancheremo mai di tenere alta l'attenzione. Perché se ciò è accaduto, nessuno può esser certo che non accada di nuovo, e abbiamo il dovere di imparare dalla storia e dalla memoria".
La Russa: "Teniamo alta la guardia davanti a rigurgiti antisemiti"
Parlando del Giorno della memoria, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha definito l'Olocausto "la più grande tragedia del Novecento, causata da un odio cieco e barbaro contro il popolo ebraico. Una data importante che non può e non deve ridursi alla sola commemorazione, ma diventare occasione di riflessione e responsabilità, capace di tenere viva, ogni giorno, la memoria e tramandare alle nuove generazioni i valori di tolleranza e rispetto". E lancia un monito: "Rinnoviamo la nostra vicinanza e solidarietà al popolo ebraico e continuiamo a tenere alta la guardia davanti al riaffacciarsi di vergognosi e inaccettabili rigurgiti razzisti, antisemiti e antisionisti".