Il racconto
Tajani scarica Salvini e Salvini scarica Vannacci: "C'è chi pensa solo al seggio. Vai!". La "maledetta" domenica degli alleati
Tajani, a Milano, attacca Salvini che incontra l'influencer neonazi Robinson (e abbraccia Calenda) mentre Salvini a Roccaraso dà il benservito al generale che prepara il suo manipolo
Milano. Pellicce e sciarpe. Forzisti e sciure lombarde in fila al teatro Manzoni di Milano per l’ultima tappa della tre giorni azzurra per l’anniversario della discesa in campo di Berlusconi. A oltre 500 km di distanza, Matteo Salvini conclude un’altra tre giorni tutta politica, quella dei leghisti sulla neve nel centro-Italia. Rivisondoli-Roccaraso. Ed è già il titolo di un film.
I due vice-premier parlano dal palco praticamente in contemporanea. Segno che il “centrodestra è frizzante”, copyright del portavoce di Forza Italia Raffaele Nevi e che le idee sono “in movimento” come recita lo slogan della kermesse leghista.
Nel Carroccio si muove sicuramente parecchio il vice-segretario del partito, Roberto Vannacci, che in Abruzzo però non c’è andato. E se venerdì Salvini aveva detto: “Fuori dalla Lega c’è il deserto”, oggi che è domenica parte più ecumenico. “La lega è una famiglia, ci sono capitani, generali, colonnelli ma la forza della lega è la truppa”, dice il leader leghista invitando a fare gioco di squadra.
Però poi lancia di nuovo avvisi di sfratto: “La storia insegna che chi esce dalla Lega finisce nel nulla”. E se il suo entourage prova a spegnere le polemiche: “Si riferiva ai due parlamentari ex leghisti passati questa settimana con Forza Italia”, i leghisti doc sorridono e pensano solo al generale Vannacci (le cui truppe parlamentari sono piuttosto sguarnite al momento. I tre vannacciani alla Camera sono Sasso, Ziello, Furgiuele). Quest’ultimo ha organizzato per venerdì dentro Montecitorio un convegno a base di “re-emigrazione” ed esponenti di Casapound. Lorenzo Fontana, che della Camera è presidente, leghista, ha prima fatto ricordare tramite l’ufficio stampa di Montecitorio che “le conferenze stampa si svolgono sotto la piena responsabilità dei deputati”, poi ha tentato una moral suasion con Furgiuele direttamente in Abruzzo.
Il leader di Forza Italia Tajani invece era arrivato nel capoluogo lombardo di prima mattina, insieme a Barelli e Gasparri, quando erano praticamente tutti già in sala. Pullman, bandiere, inni. C’era tutto. 838 posti disponibili, molti rimasti fuori.
“Salvini vede chi vuole, io non lo incontrerò” dice ai giornalisti che lo aspettano fuori e chiedono dell’incontro tra il ministro delle Infrastrutture e l’esponente dell’estrema destra inglese Tommy Robinson. “Lui fa il suo, noi facciamo il nostro”. Sul tema ci torneremo più tardi col ministro.
Nel frattempo Salvini sul palco di Rivisondoli si sfoga un po’: “Potro' incontrare chi fico secco ho voglia, se voglio fare delle battaglie comuni con qualcuno?". E allora finito il discorso conclusivo del leader di Forza Italia torniamo da lui per capire meglio quel “noi facciamo il nostro” in antitesi a Salvini.
“Non posso commentare ogni incontro che si svolge nei ministeri italiani, Salvini avrà avuto le sue buone ragioni per invitare Robinson. Io non l’ho invitato né lui vuole parlare con me” spiega Tajani al Foglio. Che dice anche che venerdì prossimo, quando ci sarà il convegno nella sala stampa della Camera sulla re-emigrazione, sarà impegnato con il vertice del PPE: “Ognuno può manifestare liberamente le proprie idee, purché non dicano cose che siano contro le leggi della Repubblica”.
All’evento di Forza Italia, in prima fila anche Paolo Berlusconi e Marta Fascina, ci sono anche due relatori che si notano parecchio in sala: C&C. Calenda e Cottarelli, qui per farsi corteggiare dai forzisti, Ma anche per corteggiarli. C&C voteranno sì al referendum sulla Giustizia. “Non posso stare con amici di Hamas ma neanche con chi accoglie Neonazisti cocainomani in un ministero della Repubblica” dice sul palco il leader di Azione che poi tocca un altro dei temi cari a Forza Italia, quello dell’avversione verso le parole d’ordine del generale Vannacci e la XMas.
Milano-Rivisindoli, Tajani-Salvini e Meloni sta in mezzo ai due alleati. Domani è convocato il Cdm. C'è il caso Freni, a presidente della Consob, da risolvere. Vannacci dicono che a ore annuncia il nuovo partito, a Firenze. Pellicce e sciarpe. E salvagenti.
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