La notizia

Giulia Bongiorno avvocato di Fs per il disastro in Spagna. Un paradosso

Salvatore Merlo

Il difensore di Salvini difenderà le partecipate di Salvini per il deragliamento del treno in Spagna

Martedì Ferrovie dello stato ha chiamato Giulia Bongiorno per affidarle, insieme ad altri tre studi legali, la difesa nel processo che potrebbe coinvolgere il gruppo in Spagna dopo l’incidente ferroviario in Andalusia. L’informazione del Foglio è certa, anche se non c’è ancora un incarico formale. L’avvocato  del ministro dei Trasporti Matteo Salvini diventerebbe così l’avvocato del gruppo controllato dal ministero dei Trasporti. Ferrovie infatti, attraverso Fs International, detiene il 51 per cento di Ilsa, la società del treno Iryo, un Frecciarossa 1000 identico a quello della tratta Roma-Milano, deragliato domenica tra Malaga e Madrid. 

L’incontro di martedì a Roma, nel quartier generale di Fs, conferma che  Bongiorno è ormai persino di più di un “avvocato del governo”. Senatrice della Lega, ha difeso Giorgia Meloni, Carlo Nordio, Matteo Piantedosi e Alfredo Mantovano nel caso Almasri. E’ la difensore fidatissima di Salvini, di cui è amica personale. Quando c’è un problema giudiziario che coinvolge il centrodestra, il telefono squilla nel suo studio. Ora il perimetro si allarga. Non più solo i ministri, ma anche le partecipate pubbliche.  Nel board di Ilsa, la società dell’alta velocità spagnola, siede Francesco De Leo, grande amico di Salvini. La catena è lineare. 

Bongiorno non ha esperienza di processi per incidenti ferroviari. Nel 2017 aveva assunto la difesa di un manager di Rfi nel processo d’appello per la strage di Viareggio, ma rinunciò pochi mesi dopo perché aveva assunto un importante incarico politico, era diventata ministro nel governo Conte I. Per la Lega. Ma il punto è forse proprio questo. Quando una società pubblica rischia di finire sotto processo all’estero per un incidente come quello capitato in Andalusia il 19 gennaio, la partita non è solo tecnica. E’ di immagine, di gestione politica, di rapporti con chi quella società controlla. E  serve qualcuno che sappia muoversi anche negli equilibri del palazzo. Il modello sembra consolidarsi. L’avvocato della maggioranza diventa l’avvocato delle istituzioni che la maggioranza gestisce. I confini tra difesa personale dei politici  e difesa delle società di stato che da loro dipendono diventano sempre più sottili. E anche i confini tra i compensi.  Resta da vedere se questa sovrapposizione di ruoli sia una scelta di efficienza o semplicemente il segno che, quando si governa, tutto tende a convergere verso un unico centro. Anche la difesa legale.

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  • Salvatore Merlo
  • Milano 1982, vicedirettore del Foglio. Cresciuto a Catania, liceo classico “Galileo” a Firenze, tre lauree a Siena e una parentesi universitaria in Inghilterra. Ho vinto alcuni dei principali premi giornalistici italiani, tra cui il Premiolino (2023) e il premio Biagio Agnes (2024) per la carta stampata. Giornalista parlamentare, responsabile del servizio politico e del sito web, lavoro al Foglio dal 2007. Ho scritto per Mondadori "Fummo giovani soltanto allora", la vita spericolata del giovane Indro Montanelli.