Il voto
Colpo di scena a Strasburgo: passa il blitz contro il Mercosur. Cosa succede ora
L'Eurocamera ha approvato, con soli 10 voti di scarto, una risoluzione presentata da The Left che impegna la Commissione a chiedere un parere alla Corte di giustizia europea prima della ratifica definitiva dell'intesa. Il ricorso rischia di far rinviare per almeno due anni l'applicazione dell'accordo commercia. Merz: "La commissione lo applichi in via provvisoria"
L'Eurocamera ha approvato con 334 voti a favore 324 contrari e 11 astenuti la risoluzione del gruppo The Left che chiedeva di inviare il testo dell'accordo commerciale Ue-Mercosur alla Corte di giustizia dell'Unione europea per un parere legale prima della ratifica definitiva. Ora il Parlamento europeo, per l'attuazione definitiva dell'intesa, dovrà attendere l'esame della Corte, che potrebbe prendere molto tempo. Solo dopo l'Eurocamera potrà votare la ratifica finale dell'accordo. Non passa invece la seconda proposta di risoluzione con lo stesso oggetto presentata dal gruppo dei Patrioti.
Con il ricorso, in ogni caso, si rischia ora di rinviare di almeno due anni l'applicazione dell'accordo commerciale, a meno che la Commissione europea non decida di applicarlo in via provvisoria. Uno scenario auspicato immediatamente dal cancelliere tedesco Friedrich Merz che ha dichiarato: "La decisione del Parlamento europeo sull'accordo Mercosur è deplorevole. Essa non tiene conto della situazione geopolitica. Siamo convinti della legittimità dell'accordo. Basta con i ritardi. L'accordo deve essere applicato in via provvisoria".
A favorire il blitz la scelta di diversi europarlamentari, sparsi in tutti i gruppi, che hanno votato la risoluzione di The Left, unico partito insieme a quello dei Patrioti, ad essere formalmente favorevole al rinvio alla Corte. Se si analizza per gruppi politici il voto dell'Aula di Strasburgo sul rinvio alla Corte Ue dell'accordo commerciale Ue-Mercosur, nel Ppe le defezioni sono state 43, principalmente polacchi, francesi e ungheresi, che hanno votato a favore del rinvio contrariamente alla linea del loro gruppo. In casa socialista le defezioni sono state 35, spinte da francesi e rumeni anch'essi favorevoli al rinvio a differenza della loro leadership. I liberali risultano spaccati, con 24 voti a favore del rinvio e 46 contrari. Divisioni nette anche nell'Ecr, con 35 eurodeputati a favore, tra cui la numerosa delegazione polacca, e 39 contrari, tra cui la pattuglia meloniana. Compatti a favore del rinvio risultano invece i gruppi dei patrioti, della Sinistra Ue e la maggioranza dei Verdi, con l'eccezione di alcuni deputati tedeschi e danesi.
Proprio la presidente della Commissione Ursula von der Leyen era intervenuta durante la plenaria a Strasburgo per difendere l'accordo che, aveva detto "garantisce il nostro accesso alle materie prime di cui la nostra industria ha bisogno e i vantaggi per le imprese europee saranno enormi". VdL non si era mostrata insensibile pure alle preoccupazioni del settore agricolo: "Abbiamo ascoltato attentamente le vostre preoccupazioni e quelle dei nostri agricoltori e abbiamo garantito forti salvaguardie. Credo che questo sia un accordo che porterà benefici a tutta la nostra economia, in tutti gli Stati membri, e che potrà proteggere l'Europa dai rischi che deve affrontare, garantendo al contempo la nostra prosperità e la nostra sicurezza". Ma a nulla è servito.
Dopo il voto è stato il portavoce della Commissione Ue Olof Gill a lamentare quanto accaduto: "La Commissione europea - ha detto - si rammarica per la decisione presa dal Parlamento europeo. Secondo la nostra analisi le questioni sollevate nella mozione del Parlamento non sono giustificate, perché la Commissione le ha già affrontate tali questioni" e "in modo molto dettagliato". "Non si tratta di questioni nuove, erano già state affrontate". Festeggia, invece, il gruppo del M5s, partito italiano che al Pe fa parte di The Left: "E' una nostra vittoria, degli agricoltori e una clamorosa sconfitta personale di Ursula von der Leyen e Giorgia Meloni. Ne prendano atto”. Esultanza non dissimile da quella della pattuglia leghista a Strasburgo che però, ovviamente, non cita Meloni: "Bocciato l'operato di Ursula von der Leyen sul Mercosur. Ci ha pensato il voto della sua stessa maggioranza politica. Un operato che, da settimane, noi della Lega denunciamo come opaco nei metodi e inadeguato nei contenuti", si legge nella nota del Carroccio.