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Crosetto contro la linea Macron: "I contro dazi Ue sono la peggiore risposta alle minacce di Trump"

Redazione

Il ministro della Difesa interviene su X e frena la risposta europea ai dazi annunciati dal presidente americano contro i paesi europei che hanno inviato militari in Groenlandia in risposta alle minacce Usa

"I contro dazi Ue verso gli Usa? E' il modo peggiore per rispondere. Innescare una gara a chi fa più male all'altro, tra alleati, non può che portare a disastri". A dirlo, commentando su X un post del senatore leghista Claudio Borghi, è il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto. E' la prima volta, nelle ultime settimane, che Crosetto accontenta la Lega, bocciando l'iniziativa europea. Il partito di Matteo Salvini è contrarissimo a qualunque forma di conflitto con Donald Trump. Nelle scorse ore il presidente americano ha minacciato un nuovo pacchetto di dazi contro Danimarca, Norvegia, Francia, Paesi bassi, Germania e Regno unito, e cioè i paesi europei (ad eccezione di quest'ultimo) che hanno inviato contingenti militari in Groenlandia dopo le minacce arrivate dalla Casa Bianca.

 

La Ue si è detta pronta a rispondere con un pacchetto da 93 di miliardi di contro dazi verso gli Stati Uniti, attualmente sospesi fino al prossimo 6 febbraio. E' a questo che Crosetto si dice contrario sottolineando come "non è il momento di fare i tifosi ultras di squadre diverse. Né di vedere chi ha più o meno orgoglio o chi è più duro. Serve ragionare su ogni cosa ricordandoci che siamo alleati da 76 anni". Eppure quella dei controdazi è solo una delle misure messe sul tavolo dalla Ue e dai suoi leader per rispondere a Trump. Come arma di dissuasione l'Unione può anche minacciara la non ratifica da parte del Parlamento europeo dell'accordo raggiunto proprio con Trump a fine luglio che azzera i dazi europei sui prodotti made in Usa (e che ha anche portato anche alla sospensione dei famosi 93 miliardi di controdazi). Ma in Europa c'è chi chiede di fare ancora di più. Come il presidente francese Emmanuel Macron che ha invitato la Commissione e i suoi colleghi capi di stato e di governo che siedono al Consiglio ad attivare, qualora Trump intendesse davvero imporre nuovi dazi contro i paesi che sono intervenuti in Groenlandia, il cosiddetto strumento anticoercizione europeo, un meccanismo Ue nato proprio per rispondere a chi (all'epoca della sua istituzione si pensava alla Cina), in modo aggressivo, utilizza il commercio come arma di pressione geopolitica. Lo strumento non prevede solo dazi, ma anche limitazioni all'accesso degli appalti pubblici Ue, restizioni sugli investimenti e misure sulla proprietà intellettuale che colpirebbero in questo caso le big tech americane.

 

Tutti questi argomenti saranno discussi giovedì, giorno per il quale il presidente del Consiglio europeo, il portoghese Antonio Costa, ha annunciato un Consiglio straordinario proprio allo scopo di capire come gestire, in maniera unitaria, i rapporti euro-atlantici dopo le dichiarazioni sempre più minacciose di Trump. Prima di quel giorno però il segretario della Nato, l'olandese Mark Rutte, ma probabilmente anche i leader europei incontreranno Trump nel corso dell'economic forum di Davos, in Svizzera. Sarà quella l'occasione per capire se ci sono ancora i margini per un accordo con gli Usa che passi non dalla cessione della Groenalndia agli Stati Uniti, come preteso da Trump e negato dagli europei, ma da un coinvolgimento maggiore dell'Alleanza atlantica sull'isola dell'Artico di cui si è innamorato il presidente americano.

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