L'intervista

Casini: "Per la Groenlandia occorre un sovranismo europeo della difesa. Il M5s sull'Iran? Incomprensibile"

Ginevra Leganza

"Bisogna rafforzare la difesa europea, prima di litigare con gli Stati Uniti", dice l'ex presidente della Camera. "Chi ama Maduro è ignorante". E Giuseppe Conte astenuto sull'Iran? "Incomprensibile. Avranno scambiato una mozione per una fiction"

Roma. “Sulla Groenlandia bisogna distinguere tra il tema posto e la soluzione prospettata”. L’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, oggi senatore del Partito democratico, osserva le carte geografiche. “Davanti ai mutamenti climatici –  dice  al Foglio – si aprono nuove rotte marittime. L’Artico acquista una sua centralità per gli Stati Uniti e per quello che sinora abbiamo considerato Occidente”. E questo è il tema. La soluzione? “La soluzione prospettata, e cioè lo scontro tra Usa e Danimarca, è del tutto fuori fuoco. In primis, perché l’appartenenza dell’isola allo stato europeo, e cioè alla Nato, rende accessibile il territorio a qualsiasi richiesta degli americani. E poi perché gli stessi americani hanno smantellato negli anni le proprie postazioni nell’Artico, hanno fatto calare i contingenti militari, e questo non l’hanno certo chiesto i groenlandesi”.

No. Ma allora la soluzione alternativa qual è? “Intanto il simbolico invio di contingenti militari in Groenlandia è giusto perché rende l’idea che l’Europa debba svegliarsi. E che la difesa europea debba essere parte integrante del  dossier”. A tale operazione, però, l’Italia non partecipa. “Io credo che il sovranismo della difesa debba essere europeo. Dopodiché credo anche che siamo chiamati a una valutazione di fondo”. Quale? “Il mondo per il quale ci siamo battuti, ovvero il mondo del multilateralismo, è sostituito dall’idea che a regolare i rapporti sia la forza. Il bullismo di Trump è figlio di quest’idea. E’ un mondo che dobbiamo cambiare tornando ai valori tradizionali dell’Occidente. Ma poiché bisogna adeguarsi alle nuove logiche, occorre adesso rafforzarci. Smetterla di pensare che la moneta basti. Come hanno segnalato Letta e Draghi, l’armonizzazione economica è  incompleta visto che non abbiamo un mercato dei capitali europei”. 


La contraddizione tra l’articolo 42 del Trattato sull’Ue e l’eventuale scontro con Trump segnalano una crisi insanabile della Nato? “La crisi è spaventosa se pensiamo che il principale stakeholder della Nato ci ha spiegato, e ha fatto bene, che dovevamo pagare perché si era stancato di pagare per noi. Adesso quello stakeholder sta progressivamente dividendo i suoi destini dai nostri. Ecco, prima di litigare con gli Stati Uniti, occorre rafforzare il versante europeo dell’alleanza. La riluttanza con cui abbiamo colto il messaggio di Trump è emblematica del nostro ritardo”


Veniamo all’Iran. Come inquadra il possibile attacco, forse cyber, di Washington contro Teheran? “In politica estera i principi devono valere per tutti, e non solo per i nemici. Perciò credo che un attacco a un paese terzo sia un errore. Ciò detto, io certamente non farò le novene né per Maduro né per gli ayatollah: in entrambi i casi il peggio che l’umanità possa produrre. L’idea che in Iran si massacrino dei giovani in nome di Dio, poi, rende la vicenda più intollerabile dei genocidi del Ventesimo Secolo”. Sì, presidente. Ma allora non crede che l’intervento di Trump sia un male ideale da cui possa scaturire un bene reale? “Non le rispondo, per quel minimo di cinismo che c’è in politica. Ma indirettamente le dico che, se guardiamo al Venezuela,  il regime non è crollato. Trump non chiede il petrolio a Machado ma alla vice presidente di Maduro”. Sta dicendo che a Trump non interessa la democrazia? “Vede, la differenza tra le precedenti amministrazioni repubblicane e questa è molto semplice. Bush, sbagliando, parlava di esportazione della democrazia. Trump parla francamente di petrolio”. L’Afghanistan, però, non è l’Iran. “Il popolo iraniano è certamente avveduto, ha una storia millenaria, e proprio per questo la mia speranza è di un’implosione interna”. 


Dall’Iran al Venezuela, non crede che alcuni a  sinistra evochino  il  diritto internazionale per nascondere l’amore  per Maduro? Penso a Maurizio Landini. “Se qualcuno ha amore per Maduro vive su un altro pianeta e pecca di ignoranza. Invito queste persone a Caracas”. E Giuseppe Conte? Perché si astiene sulla risoluzione di condanna all’Iran? “La richiesta di  condanna per un evento mai realizzato è incomprensibile.  E’ una mozione parlamentare. Forse è stata scambiata per la sceneggiatura di una fiction”. Forse la ragione è più psicologica che politica. Forse c’entra l’ansia di leadership. Chissà. “Sì. Anch’io sostengo da tempo che in politica servirebbero più psichiatri e psicologi”.