Ansa
Il colloquio
Camporini: "Atto politico l'invio dei militari in Groenlandia. L'Italia partecipi per non restare isolata"
"Trump sta tradendo la Nato e Putin si starà facendo delle grandi risate. Meloni? Temporeggia. Ma non si illuda di guadagnare punti alla Casa Bianca in questo modo. E gli altri paesi Ue non saranno portati più a considerarci come un partner per la difesa europea", dice l'ex capo di stato maggiore della Difesa
"L'invio dei contingenti in Groenlandia è un atto politico che dimostra la coerenza dei principi sanciti dal Trattato firmato nel 1949. Anche l'Italia dovrebbe farlo, rischiamo di rimanere isolati". dice Vincenzo Camporini, già capo di stato maggiore della Difesa e dell’Aeronautica. Parla a proposito della decisione di alcuni stati membri della Nato di mandare negli ultimi due giorni a Nuuk piccoli contingenti militari per difendere l'isola artica dalle minacce di Donald Trump.
La Francia ha mandato 15 soldati, la Germania 13, la Svezia 3 e a loro dovranno aggiungersi quelli inviati dal Regno Unito, Norvegia, Finlandia e Olanda. I contingenti prenderanno parte all'esercitazione militare, Operation Arctic Endurance, guidata dalla Danimarca, ma in questa prima fase l'unico obiettivo è quello di raccogliere valutazioni preliminari in vista di altre future attività.
L'Italia invece non prenderà parte alla missione. Infatti, come ha ribadito in più occasioni Guido Crosetto, il nostro paese, al momento, non ha intenzione di inviare un contingente a Nuuk. Durante la conferenza di presentazione del nuovo documento strategico italiano sull'Artico, il ministro della Difesa ha detto che mandare militari di diverse nazionalità "sembra l'inizio di una barzelletta" e che è "nel nostro interesse tenere insieme il mondo occidentale, pensando sempre in ottica Nato, Onu. Io sono per allargare, non frazionare in nazioni un mondo già troppo frazionato''.
Non è quello che pensa Camporini, secondi cui l'invio di truppe nell'isola artica "è un atto politico che si richiama al Trattato dell'Alleanza atlantica. Una decisione assolutamente legittima, presa su base nazionale" per rispondere a una "situazione paradossale". Il generale sottolinea come proprio "il membro più importante della Nato sta tradendo in modo palese quello che è scritto nel Trattato. E a questo dobbiamo politicamente opporci, perché accettare questa posizione significa dichiarare morta la Nato".
Camporini si augura che la decisione dei sette paesi europei possa costituire un freno per Washington. "Ma se ci fosse un tentativo di contro schieramento da parte americana saremmo veramente in una situazione grottesca". Eppure, dice ancora l'ex capo di stato maggiore, già altre volte la Nato si è trovata in un momento critico. "Ma in questo caso purtroppo l'obiettivo è uno dei membri della stessa alleanza mentre il segretario generale Mark Rutte è totalmente ammutolito, evidentemente deve in qualche modo evitare di irritare il Grande fratello".
Quanto all'Italia e alla sua decisione di non inviare soldati in Groenlandia, l'ex capo di statoi maggiore ricorda che "ogni azione di temporeggiamento indebolisce il nostro ruolo sullo scenario internazionale. Non si illuda la nostra presidente del Consiglio di guadagnare in questo modo punti da parte della Casa Bianca". E anche sul frontre dei paesi Ue e degli altri alleati europei interni alla Nato non va meglio: "Perderemo molto nei loro confronti perché a questo punto non saranno portati più a considerarci come un partner con cui costruire un embrione di difesa europea. Ci stiamo auto escludendo da questi sviluppi". Per questo conclude: "Se Donald Trump mette in discussione la solidarietà atlantica, siamo di fronte a un problema strategico che dovrà essere affrontato nel modo migliore". Come? "Cercando di coagulare la coesione di tutti gli altri membri, e non solo quelli europei, penso al Canada per esempio, che hanno un interesse per la sicurezza. Vedendo una Nato in queste condizioni - è l'ultima amara considerazione - Vladimir Putin si starà facendo delle grandi risate".