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il colloquio

Craxi (FI): "Sulla risoluzione per l'Iran i senatori del M5s hanno subito un diktat dall'alto. Eravamo d'accordo"

Federico Giorgetti

La presidente della commissione Esteri e Difesa, che ha tentato di unire i partiti su un unico testo, dice: "È un peccato che su questioni internazionali così delicate non ci sia un voto unanime. Ma non si possono piegare i destini di un popolo che soffre a piccole logiche di bottega"

"Mi inquieta la propensione dei 5stelle ad appoggiare tutte le dittature autocratiche contro l'occidente". A dirlo al Foglio è Stefania Craxi, senatrice di Forza Italia e presidente della commissione Esteri e Difesa, dove oggi tutte le forze politiche, fuorché il M5s, hanno votato unitariamente la risoluzione a sostegno del popolo iraniano. Proprio Craxi si era occupata di trovare una mediazione per arrivare a un testo comune. Insomma, senatrice cos'è successo? "Io mi aspettavo che oggi ci sarebbe stato un voto unanime. Si sta parlando del sostegno a un popolo che sta lottando per la sua libertà e che in queste ore è violentemente offeso e la risoluzione è frutto di un lavoro condiviso anche con la parte responsabile dell'opposizione".  "Fino a ieri - ci dice - l'accordo comprendeva anche l'appoggio dei due grillini in commissione", che sono Ettore Licheri e Bruno Marton, rispettivamente vicepresidente e membro della stessa. "Poi è arrivato un ordine dall'alto. Suppongo che la segreteria nazionale abbia dato l'ordine di non firmare la risoluzione". Insomma a fermare i suoi senatori sarebbe stato direttamente il capo del M5s Giuseppe Conte. E perché senatrice? "In primis per la postura del Movimento a smarcarsi in ogni situazione e poi ovviamente per mettere in difficoltà il Pd, non vedo altre ragioni".

 

 

I dem infatti hanno votato favorevolmente al testo e sulla decisione presa dagli alleati per ora restano tutti in un imbarazzante silenzio, come se non fosse successo niente. Proprio Conte ha difeso la decisione imposta (secondo Craxi) ai suoi colleghi in commissione, affermando che il problema sarebbe la mancanza nel testo della condanna a un eventuale intervento Usa in Iran. "E che facciamo una condanna per un eventuale intervento?", ci interrompe bruscamente la senatrice. "Mi perdoni, ma Conte ha detto il ridicolo". Si figuri. La risoluzione, in effetti, si concentrava più sulla possibilità di manovra dell'Italia e dell'Europa per aiutare il popolo iraniano, senza riferimenti a interventi di paesi terzi. "È un peccato - conclude la presidente della commissione Esteri e Difesa di Palazzo Madama - che su questioni internazionali così delicate non ci sia un voto unanime. Ma non si possono piegare i destini di un popolo che soffre a piccole logiche di bottega".

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