la ricostruzione

Anatomia di un'occupazione. Numeri e profili di chi ha fatto irruzione alla Stampa di Torino

Ginevra Leganza

600 tra scolari e studenti pro Pal del centro sociale Askatasuna raggiungono la sede del quotidiano torinese. Qui si consuma l’irruzione. Sono infine 80 gli studenti che, correndo, scavalcano la recinzione, forzano l’ingresso del bar adiacente e penetrano lo stabile chiuso per lo sciopero dei giornalisti

Anatomia di un'occupazione Alle 13.30 di ieri, una costola di 600 attivisti del centro sociale Askatasuna – "In lotta nel presente, lo sguardo nel futuro" – deviano dal tracciato. E cioè dalle 2.000 persone raccolte in corteo dall’Usb di Torino. Sono perlopiù 600 tra scolari e studenti pro Pal. Il flusso s’incanala in una serie di vie laterali, verso via Lugaro. Cinquanta minuti dopo, alle 14.20, Askatasuna raggiunge la sede de La Stampa: il quotidiano italiano per paradosso più attento alle sorti dei gazawi. Qui, si consuma l’irruzione.

Da quanto risulta al Foglio, dei 600 sono infine 80 gli studenti che, correndo, scavalcano la recinzione, forzano l’ingresso del bar adiacente e penetrano lo stabile per giunta chiuso per sciopero dei giornalisti. All’interno sfregiano tre porte e una telecamera di sorveglianza. Inzaccherano i muri con scritte contro la stampa, contro i cpr, in favore dell’Imam Shahin, l’entusiasta del 7 ottobre il cui trattenimento a Caltanissetta è stato confermato proprio ieri.

Le Forze dell’Ordine – dislocate fino a pochi minuti prima nei pressi della Stazione, della sede della Regione Piemonte e della Sinagoga – intervengono con i reparti inquadrati per allontanare gli occupanti. L’operazione ripristina la sicurezza nell’area e, poco dopo, porta allo scioglimento della manifestazione. Tutto rientra, dopo gli infissi scardinati. E dopo la solidarietà delle istituzioni al direttore Malaguti.

La sede de La Stampa viene occupata all’indomani del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica del 27 novembre, nel quale erano state predisposte misure rafforzate di prevenzione attorno all'itinerario del corteo. Ossia sedi istituzionali, stazioni ferroviarie, metropolitana, enti e associazioni dell’area cittadina coinvolta. A oggi la Questura ha identificato 34 partecipanti all’irruzione, trasmettendo le rispettive denunce all’Autorità Giudiziaria. Fintanto che la Prefettura ha convocato una nuova riunione del comitato, ampliata ai direttori delle principali testate giornalistiche nazionali e televisive con sede a Torino, al Presidente dell’Ordine dei Giornalisti e alla rappresentante della Federazione Nazionale della Stampa. Un incontro urgente per valutare responsabilità e ridefinire strategie di tutela, in un'armosfera in cui numeri, orari e dinamiche rendono la precisione di un’escalation non casuale. Ma costruita passo dopo passo.

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