(foto Ansa)

Il colloquio

Il sindaco di Alzano lombardo: “Le liti in Parlamento sul Covid non sono degne di un paese civile"

Luca Roberto

Parla Camillo Bertocchi, primo cittadino di uno dei primi comuni colpiti dalla pandemia: "In quelle Aule ci vuole un certo stile. A maggior ragione sul Covid, che per noi è stato un dramma. Non si può trasformare tutto in una contesa politica"

Le immagini viste in Parlamento nelle scorse ore sono indegne di un paese civile come il nostro”. Camillo Bertocchi è il sindaco di Alzano Lombardo, uno degli epicentri della pandemia nel marzo del 2020. In quelle settimane di quattro anni fa per le strade del bergamasco sfilavano le bare caricate sui furgoni dell’esercito. E la comunità locale viveva in anticipo quello che da lì a poco avrebbero vissuto tutti gli italiani. Da sindaco, preso dalle faccende quotidiane, Bertocchi confessa di non aver seguito granché la discussione sull’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid. Degenerata mercoledì sera alla Camera in una serie di insulti e contro insulti tra maggioranza e opposizione. Con tanto di accuse di squadrismo e di condanna, nei confronti di Giuseppe Conte e dell’ex ministro della Salute Roberto Speranza, le cui posizioni nel procedimento di Bergamo in realtà sono state archiviate. La seduta per l’asprezza dei toni è stata addirittura sospesa. “Non mi interessa neppure sapere quali fossero i partiti coinvolti”, dice al Foglio Bertocchi, che è iscritto alla Lega. “Dico solo che in Parlamento ci vuole un certo stile sempre. Ma a maggior ragione quando si parla di temi così importanti, che per le nostre comunità sono state un vero e proprio dramma, trovo pietoso che ci si rinfacci le responsabilità in base all’appartenenza politica. Che tutto si trasformi in chiacchiere da bar. E’ indegno”.

 

Il primo cittadino del comune della Valseriana ha ancora fisso negli occhi cos’hanno significato per i suoi concittadini quelle settimane, quei mesi. “Per fortuna siamo ripartiti quasi subito e da allora non ci siamo mai fermati”, racconta. Lui che nell’ottobre del 2021 è stato rieletto per il secondo mandato con una specie di plebiscito, oltre il 63 per cento delle preferenze. In questo territorio che è stata tra le provincie italiane a registrato il miglior “rimbalzo” economico post-Covid. Per questo fa ancora più rabbia, forse, sapere che la pandemia si sia trasformata in un terreno di scontro elettorale. Io che accuso lui che accusa lei, mentre si rimane indifferenti alla sobrietà che sempre dovrebbe avvolgere vicende così delicate. Come se i partiti capissero che è un tema ancora caldo e ci si avvinghiassero sopra. Come ha fatto per esempio la stessa Lega chiedendo nel decreto Milleproroghe che venissero posticipate le multe nei confronti dei medici No vax. Emendamento poi trasformato in un ordine del giorno. “Trovo normale che si cerchi di capire cosa è successo, di riavvolgere la catena delle responsabilità”, dice Bertocchi. “La priorità però deve essere quella di indagare perché quel che è successo non accada mai più. Non certo dar vita alle scene pietose che abbiamo visto in Aula”. Da questo punto di vista, prosegue ancora il sindaco, “per esempio bisognerebbe fare di più nella stabilizzazione dei piani di emergenza. All’epoca ci siamo fatti trovare impreparati. E’ chiaro che non deve succedere più. Dimostriamo almeno di saper imparare dagli errori che abbiamo commesso in passato”. E del resto anche il direttore della Clinica di malattie infettive del policlinico San Martino di Genova, Matteo Bassetti, ieri ha chiesto che una legittima commissione parlamentare d’inchiesta si limiti a valutare le decisioni politiche prese quattro anni fa “senza invadere il campo della scienza”. 

 

Tutti discorsi molto pratici che poco hanno a che vedere con il mettere l’avversario politico di turno sul banco degli imputati. Bertocchi ci tiene a ribadirlo ancora una volta, perché a Roma qualcuno lo tenga a mente, ascoltando le richieste degli amministratori che chiedono responsabilità: “Quello che è successo in Parlamento non è rispettoso nei nostri confronti: abbiamo sofferto così tanto”.

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