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La proposta

La trappola della Lega a Meloni sulle amministrative

Redazione

"FdI deve avere l'ambizione di conquistare nel 2025 le quattro regioni amministrate dal centrosinistra", dice il leghista Andrea Crippa. Che però alla premier chiede di riconfermare i governatori uscenti (tra cui Solinas). E sul Veneto dice: "Non scherziamo, il prossimo presidente sarà un leghista"

"Confermiamo i presidenti uscenti in Sardegna, Abruzzo, Piemonte, Basilicata e Umbria e nel 2025 andiamo a vincere dove siamo all'opposizione. È giusto che tocchi a FdI l'onore-onere di individuare le scelte vincenti". Così il vicesegretario leghista Andrea Crippa intende risolvere il nodo amministrative che nelle ultime settimane mina la compattezza della maggioranza di governo. In un'intervista al Corriere della Sera il vicesegretario del Carroccio, deciso a non cedere alle pressioni di Fratelli d'Italia che in Sardegna spingono per il meloniano Paolo Truzzu al posto del governatore uscente Christian Solinas, ha avanzato un'offerta che ha più le sembianze di una trappola per il partito di Giorgia Meloni. 

"Il partito di maggioranza relativa (FdI) deve avere l'ambizione e l'obiettivo di andare a conquistare nel 2025 le quattro regioni Emilia-Romagna, Toscana, Campania e Puglia amministrate dal centrosinistra indicando come candidati i suoi uomini migliori", spiega Crippa secondo il quale la necessità di maggior equilibrio a livello territoriale richiesta da Fratelli d'Italia, che oggi vanta percentuali ben più alte della Lega, non ha nulla a che fare con le Regioni, nelle quali "si deve tenere conto di ciò che esprimono i territori".

 

La partita si gioca nelle cinque regioni al voto nel 2024 e per le quali la Lega chiede a gran voce la conferma dei governatori uscenti (i leghisti Solinas e Donatella Tesei, rispettivamente in Sardegna e in Umbria, i forzisti Alberto Cirio e Vito Bardi in Piemonte e Basilicata, e il meloniano Marco Marisilio in Abruzzo), mettendo sul tavolo una proposta ardua da realizzare per la principale forza di maggioranza, chiamata ad affrontare nel 2025 l'impresa di conquistare storiche roccaforti rosse come l'Emilia-Romagna e la Toscana. Anno nel quale anche il Veneto, feudo leghista, andrà al voto. Regione attorno alla quale ruota un altro grande nodo per l'esecutivo, quello del terzo mandato. Qualora non venisse confermato, la Lega sarebbe costretta ad abbandonare l'idea di ricandidare l'uscente Luca Zaia, ma il braccio destro di Salvini avverte: "Non scherziamo. Per noi è una regione modello: abbiamo più sindaci e più consiglieri regionali, governiamo bene da vent'anni. Il Veneto continuerà ad essere governato da un leghista", dice Crippa. 

In attesa dell'incontro previsto in settimana per trovare la quadra sulla questione delle candidature regionali nel centrodestra, anche il presidente lucano uscente, Vito Bardi, intervistato da Rep., si mostra concorde con il vicesegretario leghista nel sostenere che "va seguito un criterio ed è quello di consentire di continuare a chi ha fatto bene. Chi ha ben lavorato e ritiene di dover andare avanti e rimanere, sarà riconfermato", dice il governatore.