l'incontro

Miracolo Tridico: a Roma Tre ecco Schlein e Conte insieme. Ma il leader della sinistra qui è Landini

Dopo la débâcle in Molise, il leader del M5s e la segretaria del Pd si ritrovano all'Università romana per parlare di salario minimo (e si sfidano a conquistare la platea)

Gianluca De Rosa

A Economia l'incontro tra la leader Pd, il capo grillino e i segretari di Cgil e Uil. Si festeggia il ritorno in cattedra dell’uscente presidente Inps, cerimoniere di questo rito di unione delle sinistre. Ma qui la proposta di salario minimo non esalta

In prima fila a sinistra, arrivati puntuali per l’inizio del convengono, siedono i segretari di Cgil e Uil Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri. Vestiti quasi identici, si distinguono per le spillette con i colori dei rispettivi sindacati, il segretario rosso e il segretario blu. A destra invece è appena arrivata Elly Schlein. Blue-jeans, giacca e t-shirt in sfumature d’azzurro, Stan Smith ai piedi, armocromicamente è più in linea con Bombardieri. Ad arrivare per ultimo, dopo aver mandato in ispezione la fida vice Paola Taverna, ecco Giuseppe Conte. Quando dopo aver stretto tutte le mani a disposizione e ricevuto un applauso di rito, si siede accanto a Schlein, i fotografi sono percorsi da una scossa di eccitazione. Eccoli insieme. Elly e Giuseppe. Di nuovo, dopo il Molise.

 

Siamo a Roma Tre, dipartimento di Economia di via Silvio D’Amico, quartiere San Paolo. In una sala lauree inusualmente zeppa di telecamere e fotografi si svolge il convegno “Salario e inflazione”. Tra i borbotti di colleghi e giovani ricercatori, si festeggia il ritorno in cattedra dell’uscente presidente dell’Inps, il professor Pasquale Tridico. È lui il cerimoniere di questo rito alchemico di unione delle sinistre. Come amalgama c’è la proposta di salario minimo a 9 euro, firmata venerdì scorso da tutte le opposizioni (Conte alla fine lo ringrazia:“È merito suo se siamo qui, capiamo perché Meloni lo ha voluto commissariare, con la sua visione illuminata, è incompatibile con il darwinismo sociale del governo”).

Bombardieri è favorevole: “Se agganciato ai contratti nazionali non possiamo che essere d’accordo”. Appena arrivato aveva tirato una bordata al collega assente, il segretario della Cisl Luigi Sbarra che in un’intervista alla Stampa aveva criticato la proposta. “Non sono abituato a commentare le dichiarazioni dei colleghi. Dico che il salario minimo serve perché in questo Paese ci sono tre milioni di lavoratori che stanno sotto quella soglia. C'è però un problema di un lavoro sottopagato, dei contratti pirata firmati anche da sindacati gialli che dialogano molto bene con Sbarra".

Pure Landini ormai riconosce la necessità del salario minimo, ma è molto più timido sul punto. “Benissimo il salario minimo, ma non è sufficiente l’obiettivo è arrivare a una legge sulla rappresentanza che dà valore di legge ai contratti più rappresentativi”, dice durante il suo intervento fiume.

  

Dettaglio non secondario: se il leader del centrosinistra lo scegliessero studenti, ricercatori e professori di Roma Tre non sarebbe né l’imbarazzata Elly Schlein, né il piacione Giuseppe Conte, ma il quanto mai battagliero Landini (battuta di Lina Palmerini, giornalista del Sole 24 ore che modera l’incontro: “Se continua a salire con la voce penso la sentiranno anche a palazzo Chigi”, battuta di Bombardieri: “Sogno di parlare almeno la metà di Landini”). La differenza di decibel dell’applausometro in sala comunque è imbarazzante. E d’altronde il segretario della Cgil è l’unico che, prima della tavola rotonda politica, ha ascoltato e preso appunti senza sosta durante gli interventi dei professori (oltre a Tridico, prof in quota grillina, c’è Maria Cecilia Guerra, professoressa a Modena ma anche responsabile politiche del lavoro del Pd di Schlein) e delle dirigenti di Banca d’Italia, Istat e Ufficio parlamentare di Bilancio (Eliana Viviano, Linda Laura Sabbadini e Lilia Cavallari). 

   
Schlein e Conte (decisamente più lui di lei) s’impegnano per conquistare la platea. Lei ha portato con sè il fido Gaspare Righi, l’amico matematico che ha messo a capo della sua segreteria e con cui si consulta di continuo su Whatsapp per rendere efficace il suo intervento. Cerca di esporre le altre cose su cui vorrebbe lavorare con le altre forze di opposizione: dal congedo paritario alla tutela dei lavori digitali, ma sono impegni generici.  

 
Mentre Conte, sensibile agli interessi di stampa e fotografi, si premura subito di ridimensionare l’incontro con Schlein: “Voi giornalisti state sempre lì a vedere se sorridiamo, non sorridiamo, ma qui non è questione semplicemente di parlarci noi addosso, il problema è portare l’obiettivo a casa che, dobbiamo dircelo, non sembra a portata di mano perché le reazioni di Meloni e Calderone sono state di chiusura”. Per questo dice: “Abbiamo organizzato la manifestazione del 17 giugno facendo parlare precari e persone, non la politica”. Attacca il governo con violenza sospendendo che “sta programmando un incendio sociale”, ma quando osa parlare di “seller inflaction” in platea c’è chi si mette le mani tra i capelli, c’è puzza di studio in auto arrivando. In compenso per imbarazzare Schlein riesce a far notare che governo Meloni e Pd condividono “la linea bellicista sull’Ucraina”.

 

La segretaria dal canto suo prova a tentare una carta forte. Prima annuncia che dal 6 luglio vedrà parti sociali per concordare più iniziative. Poi s’infiamma: “Non può essere tabù parlare di tassazione sulle rendite, quando parliamo di redistribuzione dobbiamo dire anche questo". Ma persino questo non scuote la platea. È un impegno troppo generico. 

  
Conte rilancia segnalando che il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha appena detto di non essere contrario al salario minimo. Ma qui, dove sanno che i contratti nell'industria già sono sopra il livello fissato a 9 euro al mese, nessuno si esalta. Landini invece parla senza sosta sciorinando numeri e commi di contratti collettivi (sempre la giornalista moderatrice Palmerini: “Ho capito la sua strategia parla così fitto da non lasciarmi infilare, non invidio Bombardieri che deve lavorare con lei”). 

    
Al dipartimento di Economia di Roma Tre (dominato dagli allievi di Pierangelo Garagnani, economista eterodosso molto a sinistra) comunque il leader della sinistra lo hanno già eletto: Maurizio Landini. “Con il governo - attacca lui - stiamo facendo incontri inutili e finiti, quattro minuti e immaginatevi che fatica faccio, e poi fanno parlare anche sigle che non rappresentano nessuno”.