Ansa

La lettera

Cara Meloni, basta oneri di sistema alle bollette elettriche

Marco Granelli

Oggi paghiamo gli effetti della guerra in Ucraina, ma anche i vecchi nodi della politica energetica mai affrontati con interventi strutturali. Ci vuole una revisione finalizzata a riequilibrare il peso del fisco sulle diverse dimensioni di imprenditori-utenti

Le tensioni di questi giorni sul fronte del caro-carburanti mostrano ancora una volta quanto l’emergenza energetica condizioni le nostre prospettive di ripresa. Basta osservare la ricaduta della corsa dei prezzi dell’energia rilevata da Confartigianato sui bilanci di aziende e famiglie. Nel 2022 il costo dell’elettricità per le piccole imprese è aumentato di 18 miliardi di euro rispetto all’anno precedente mentre il costo del gas è cresciuto di 5,9 miliardi di euro. Nel complesso, quindi, il caro-bollette per i piccoli imprenditori vale 23,9 miliardi di euro, con un incremento che pesa per il 6,1% del valore aggiunto creato dalle imprese fino a 49 addetti. Si tratta di una pesante ipoteca sul futuro del nostro Paese, leader europeo per la presenza di micro e piccole imprese più che mai impegnate a reagire alla crisi e a mantenere alta la bandiera del made in Italy.

 

Oggi paghiamo gli effetti della guerra in Ucraina, certo, ma anche i vecchi nodi della politica energetica mai affrontati con interventi strutturali. Spesso si è proceduto con misure-tampone applicate d’urgenza che però hanno alleviato solo temporaneamente i problemi. L’entità della crisi energetica e gli impegni assunti dal governo in tema di riforme fanno ora sperare in un approccio complessivo di razionalizzazione. L’obiezione che "la coperta è troppo corta" non regge più e non può più essere usata per giustificare l’assenza di iniziative. Le risorse si possono, anzi, si devono recuperare eliminando sprechi, inefficienze, rendite di posizione, assurdi squilibri. Mi riferisco, ad esempio, al sistema di tassazione dell’energia che oggi tocca il 51% della bolletta e penalizza le  piccole imprese che pagano la maggior parte degli oneri generali di sistema in bolletta dedicati, tra l’altro, a finanziare le agevolazioni per le aziende energivore. In pratica, a causa dell’assurdo meccanismo “meno consumi, più paghi” applicato agli oneri parafiscali, le micro e piccole imprese con consumi energetici contenuti sono costrette a sobbarcarsi la maggiore quota di oneri per il sostegno delle energie rinnovabili, di categorie come le imprese energivore, e i bonus sociali. In barba al principio “chi inquina, paga”, questa iniqua distribuzione del carico contributivo gonfia del 35% il costo finale dell’energia per le piccole imprese che finiscono per pagare l’elettricità 4 volte di più rispetto a una grande industria.

 

Da molto tempo Confartigianato auspica una revisione finalizzata a riequilibrare il peso del fisco sulle diverse dimensioni di imprenditori-utenti. Per questo occorre, innanzitutto, eliminare definitivamente gli oneri di sistema dalle bollette elettriche delle imprese. L’azzeramento avvenuto nel corso del 2022 per effetto dei provvedimenti emergenziali dimostra che è un’operazione possibile e che va resa strutturale. Non è pensabile chiedere ad un imprenditore passato dai 7mila euro mensili di bolletta del 2021 ai 14mila del 2022 di aggiungere, da quest’anno, anche circa 2mila euro al mese per gli oneri generali del sistema elettrico. La corretta collocazione degli oneri generali del sistema elettrico non è nella bolletta, Confartigianato lo sostiene da tempo assieme ad Arera che lo ha nuovamente ribadito nel corso dell’ultima relazione annuale.  

 

Le politiche pubbliche si finanziano attraverso il principio di proporzionalità della contribuzione rispetto alla capacità di produrre reddito. Con l’attuale sistema invece, le piccole imprese alimentate in bassa tensione pagano non solo per loro stesse ma anche per le agevolazioni concesse agli energivori, una iniquità non più tollerabile che la deflagrazione dei prezzi dell’energia impone di risolvere in tempi rapidi. Contemporaneamente va dato impulso alle energie rinnovabili, anche con una forte attività di sburocratizzazione. Oggi servono mesi per ottenere un nuovo allaccio per un semplice impianto fotovoltaico “a tetto”. Basterebbe davvero poco…

Marco Granelli è presidente di Confartigianato

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