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L'Italia di Meloni rispetterà l'agenda dei doveri? I mercati scommettono di sì

La buona reazione della Borsa ai risultati delle elezioni italiane dimostra che per il momento c'è forse preoccupazione ma non paura. Il punto del direttore Claudio Cerasa al Tg2

"I numeri assoluti del centrodestra non sono così superiori a quelli del centrosinistra se si fosse alleato". La prima nota interessante dopo il voto di ieri è che la vittoria di Meloni è dovuta alla capacità del centrodestra di coalizzarsi e sfruttare al meglio questa legge elettorale, dice il direttore del Foglio Claudio Cerasa ospite dello speciale elezioni del Tg2. Mentre la corsa solitaria di Pd, M5s e Terzo Polo ha avuto l'effetto contrario. "D'altra parte c'è da registrare anche una clamorosa sconfitta del Pd. La leadership di Letta è a un passo dal cadere. Quale strada sceglierà adesso il Partito democratico? Tornare nelle braccia del grillismo o interpretare una stagione diversa? Ciò che è certo è che il Pd deve rassegnarsi a una stagione di opposizione, a cui non era più abituato".

In ultimo, non certo in ordine di importanza, Cerasa nota che "i mercati, le Borse e gli osservatori internazionali non hanno reagito male, finora" ai risultati delle elezioni italiane. "C'è preoccupazione ma non paura. Si pensa, o forse si spera, che l'agenda dei doveri di fronte a cui si trova l'Italia sarà rispettata", conclude il direttore. "Non siamo nel 2018, le coordinate assolute dell'Italia non sono messe in discussione, nonostante ci sia una novità importante e anche possibilmente estremista".