L'intervista

Arianna Meloni: "Chiamatela presidente. Mio marito Lollobrigida? Meglio se farà il capogruppo"

Simone Canettieri

Parla la sorella della leader di Fratelli d'Italia: "Giorgia presidentessa? Vi prego. Orbán? Basta con questa storia. Mica è mio fratello".

Arianna Meloni, ci sveli la lista dei ministri di sua sorella.

 "Ancora?! Certo, ce l'ho qui sul cellulare. Aspetta un attimo". Segue risata.

Come dovremo chiamare sua sorella: presidente o presidentessa del Consiglio?

"Vi prego, per favore. Sono stanchissima".

E' vero che andrà a Palazzo Chigi a lavorare con la futura premier?

"Noneeee. Continuerò a starle vicino, questo sì. Siamo simbiotiche, come si sa. Magari le darò una mano nell'organizzazione del partito. Ormai siamo diventati grandi e e molto strutturati".

Vede il rischio che poi al governo tutto il consenso di Fratelli d'Italia possa scemare tipo come è accaduto alla Lega di Salvini?

"Allora, Salvini lo sta citando lei. In questa fase, secondo me, bisogna che anche il partito goda di ottima salute".

Suo marito Francesco Lollobrigida entrerà nel governo?

"Ovviamente non lo so. Ma vorrei che continuasse a fare il capogruppo alla Camera, visto che avremo una pattuglia di deputati molto molto numerosa. Ovviamente questo è il mio pensiero, tengo a specificarlo".

Oggi è il giorno più bello a casa Meloni (dove si decidono le sorti dell'Italia)?

"Basta con questa ricostruzione macchiettistica. Siamo il primo partito italiano. Un po' di rispetto. Oggi è il giorno dell'orgoglio e della responsabilità. Giorgia avrà davanti a sé il peso di una situazione non banale. Oggi è anche il giorno della riscossa di una comunità intera". 

Italia, provincia dell'Ungheria?

"Macché, per favore. Ma siamo seri. Orbàn non è mio fratello". 

Come avete festeggiato?

"Siamo stordite. Abbiamo dormito due ore. Adesso inizia la sfida più iimportante. Non possiamo sbagliare". 

 

 

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  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero (in cronaca e al politico). Prima ancora in Emilia Romagna come corrispondente (fra nascita del M5s e terremoto), a Firenze come redattore del Nuovo Corriere (alle prese tutte le mattine con cronaca nera e giudiziaria). Ha iniziato a Viterbo a 19 anni con il pattinaggio e il calcio minore, poi a 26 anni ha strappato la prima assunzione. Ha scritto per Oggi, Linkiesta, inserti di viaggi e gastronomia. Ha collaborato con RadioRai, ma anche con emittenti televisive e radiofoniche locali che non  pagavano mai. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia.