Vladimir Putin a Villa Madama nel 2019 (LaPresse) 

La lettera del Copasir a Fico e Casellati: “Pericolo di ingerenze straniere in Parlamento”

Simone Canettieri

Il Foglio ha letto il documento inviato da Adolfo Urso ai presidenti di Camera e Senato, prima delle dimissioni di Draghi. Un allarme che in queste ore risuona ancora più forte, dopo i nuovi dettagli sulle ombre russe dietro la crisi. Imbarazzo nel centrodestra. Mercoledì l'audizione della responsabile dei servizi Elisabetta Belloni

“Vi chiedo di sensibilizzare il Parlamento a occuparsi delle possibili ingerenze esterne sugli eletti in vista dei prossimi mesi”. La lettera è di due settimane fa, quando Mario Draghi non si era ancora dimesso (e l’Italia non era ancora piombata in campagna elettorale). E porta la firma di Adolfo Urso, presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, in quota Fratelli d’Italia. La missiva, che il Foglio è in grado di svelare, è stata inviata a Elisabetta Casellati e Roberto Fico, presidenti di Senato e Camera.

 

Un avviso che in queste ore risuona ancora più forte, dopo i nuovi dettagli svelati dalla Stampa sull’interesse della Russia verso le sorti del governo italiano. E in particolare sulla posizione dei ministri della Lega, invitati a uscire dal governo già lo scorso maggio. Almeno secondo i desiderata dei dirigenti dell’ambasciata di Putin durante i colloqui con Antonio Capuano, il gancio di Matteo Salvini con Mosca, l’uomo che avrebbe dovuto portarlo al Cremlino o comunque dal ministro degli Esteri Sergei Lavrov.

 

La faccenda imbarazza di nuovo il centrodestra. Giorgia Meloni dice che sull’Ucraina “dobbiamo essere chiarissimi”. E Francesco Lollobrigida, capogruppo di FdI alla Camera, si rivolge direttamente a Salvini e alla Lega: “Le questioni di carattere internazionale vanno chiarite”. L’argomento è nitroglicerina anche dentro Forza Italia. C’è un problema di rapporti da chiarire fra Salvini e la Russia? Antonio Tajani risponde così: “Le cose vanno dimostrate, servono le prove. Io comunque tra un mese vado a Kyiv con il Ppe”. Per il partito di Silvio Berlusconi si tratta di un caso da schivare e minimizzare, soprattutto ora perché può destabilizzare la coalizione. Forse anche per questo la presidente Casellati non vuole diffondere la lettera che le è stata recapitata dal Copasir.

 

Nel documento di Urso inviato ai presidenti delle Camere, inoltre, si fa riferimento a una risoluzione votata dal Parlamento europeo lo scorso 9 marzo sulle ingerenze straniere nella vita politica dei paesi Ue e sulla disinformazione frutto del lavoro svolto dalla speciale commissione istituita dal Pe. Tra gli aspetti più delicati del testo approvato a Strasburgo si menzionava anche il rapporto tra alcuni partiti europei e la Russia. In particolare Russia unita, partito di Vladimir Putin. E cioè i famosi “accordi di cooperazione” tra il partito di Mosca e la Lega nord. Senza dimenticare l’austriaco Freiheitliche Partei Österreichs, il francese Rassemblement National, il tedesco Afd, gli ungheresi Fidesz e Jobbik e il Brexit Party nel Regno Unito.

 

L’allarme del Copasir torna di strettissima attualità con la campagna elettorale sempre più incalzante. E poi c’è un problema che riguarda l’immediato futuro: l’organismo parlamentare rimarrà in carica fino alla proclamazione dei nuovi eletti. Ma poi potrebbero passare dei mesi prima di arrivare a eleggere i nuovi rappresentanti. Intanto, l’ombra di ingerenze straniere sul voto rimane: mercoledì sarà audita la responsabile dei Servizi segreti Elisabetta Belloni.

    

  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero (in cronaca e al politico). Prima ancora in Emilia Romagna come corrispondente (fra nascita del M5s e terremoto), a Firenze come redattore del Nuovo Corriere (alle prese tutte le mattine con cronaca nera e giudiziaria). Ha iniziato a Viterbo a 19 anni con il pattinaggio e il calcio minore, poi a 26 anni ha strappato la prima assunzione. Ha scritto per Oggi, Linkiesta, inserti di viaggi e gastronomia. Ha collaborato con RadioRai, ma anche con emittenti televisive e radiofoniche locali che non  pagavano mai. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia.