Tutti gli aggiornamenti

Crisi di governo, grillini divisi sulle dimissioni dei ministri. Lega e Fi vogliono il M5s fuori, il Pd dice no

Ruggiero Montenegro

Conte smentisce di aver chiesto ai suoi di dimettersi, ma i falchi vogliono la rottura. Di Maio: "Sarebbe la fine del governo". Meloni: "La crisi non rientrerà". Cgil: "Non si può bloccare il paese". Dagli Usa: "Biden segue con attenzione"

Giorgetti: "Partita complicata sbloccare" (20.30)

"Mi sembra una partita molto complicata da sbloccare". Lo ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, in occasione della festa nazionale della Uil a Cesenatico, commentando la crisi di governo. "Se dobbiamo mettere in piedi un governo bloccato da veti reciproci non serve a nessuno", ha aggiunto Giorgetti 

 

Kuleba chiama Di Maio: grazie a Draghi sostegno a Ucraina e ruolo guida in Ue (19.50)

Il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, ha intrattenuto una conversazione telefonica con l'omologo e "amico italiano Luigi Di Maio". Lo riferisce lo stesso Kuleba in un post su Twitter. Occasione per il capo della diplomazia di Kyiv di ringraziare il ministro e "l'intera grande squadra del primo ministro Mario Draghi per aver sostenuto fermamente l'Ucraina e dimostrato il ruolo guida dell'Italia nella protezione dell'Europa dalle sfide sulla sicurezza ed economiche poste dalla Russia".

 

Tajani: "Non siamo più disposti a stare al governo con i M5s" (19.10)

"Noi non siamo più disposti a stare al governo con chi non vuole il termovalorizzatore a Roma o favorisce gli abusi del reddito di cittadinanza". Lo scrive su Twitter il coordinatore nazionale di Forza Italia (FI), Antonio Tajani. "Gli italiani, di fronte al momento difficile che sta affrontando il Paese, meritano serieta' e responsabilità".

In un intervista la Tg4, Tajani ha poi aggiunto: "È da irresponsabili pugnalare alle spalle Draghi e far cadere il governo in questo momento. Stiamo aspettando la decisione di Draghi ma non può accettare di essere logorato dai capricci del Movimento 5 stelle".

Questa sera nuova riunione del Consiglio nazionale M5s (18.50)

Si terrà stasera una nuova riunione del Consiglio nazionale del M5s per ragionare sulla linea da tenere rispetto alla crisi di governo. Il leader Giuseppe Conte lo aveva aggiornato ieri per la serata di oggi

 

"Biden segue con attenzione la crisi italiana" (18.30)

Joe Biden ha "grande rispetto e considerazione" nei confronti del premier Mario Draghi e sta naturalmente "seguendo con attenzione tutti gli sviluppi politici a Roma: dobbiamo aspettare e vedere cosa accadrà". Lo ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale Usa, Jake Sullivan, in un briefing virtuale con i reporter.

Meloni: "Dubito che cirisi rientrerà, scandaloso quarto govenro calato dall'alto" (18)

Come va a finire questa crisi? ''Fare  delle previsioni si rischia sempre di fare figuracce, ma a naso, dubito che la crisi rientrerà'', taglia corto Giorgia Meloni  intervistata da 'Corriere.it'. "Francamente non mi pare che siano molti margini'', aggiunge la leader di Fdi. "Troverei davvero scandaloso unl quarto governo di fila calato dall'alto... la troverei una scelta di gravissima irresponsabilità".

 

Di Maio: "Se Conte ritira ministri, è la fine dell'esecutivo" (17.40)

"Se Conte ritira i ministri dal governo Draghi di fatto si va allo scioglimento delle Camere, non ci sarà nessuna possibilità di mandare avanti il governo. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, secondo quanto si legge in una anticipazione dell'intervista rilasciata al Tg3 in onda questa sera. "Io lo voglio dire ai cittadini molto chiaramente: questa crisi avra' effetti pesanti"

 

Il Pd, dopo la nota di Lega-FI: "Alleati con chi fa ogni giorno l'opposizione a Draghi" (17)

"Sul documento comune FI-Lega verrebbe da dire: da quale pulpito viene la predica visto che loro sono alleati strutturali con chi fa ogni giorno l'opposizione a Draghi. Non possono fare le anime belle da un lato, con relativa morale agli altri, e poi restare dentro una contraddizione permanente e insostenibile di questo tipo. Se davvero si vuole sostenere Draghi, si riparta dalla maggioranza parlamentare che ha fatto nascere questo governo assumendosi in trasparenza le responsabilita' davanti al Paese". Lo ha dichiarato il deputato Enrico Borghi, componente della segreteria nazionale del Pd, intervenendo a Sky Tg24.

 

Speranza: "Errore il non voto del M5s al Senato. I grillini sostengano il governo Draghi" (16.50)

Il nostro auspico è che anche il M5s faccia parte della maggioranza che sostiene Mario Draghi. Lo ha detto il ministro della Salute Robetto Speranza a margine del congresso del Psi. Speranza ha definito il non voto del Movimento ieri al Senato sulla fiducia sul dl aiuti "un errore" ma ha aggiunto che si e' trattato di "una scelta di merito legata all'inceneritore di Roma". Quindi, "è giustissimo il passaggio parlamentare" per una verifica. A chi gli chiede se è ipotizzabile un Draghi bis senza M5s, Speranza risponde: "Mi pare che Draghi sia stato molto chiaro e che la sua posizione vada rispettata". 

 

Draghi in Senato mercoledì mattina (16.30)

 Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, terrà le comunicazioni sulla crisi di governo mercoledi' mattina, 20 luglio, in Senato e successivamente, nel pomeriggio, dovrebbe rivolgersi all'Assemblea della Camera. Lo si apprende da fonti parlamentari.

 

Domani alle 15 assemblea deputati M5s (15.15)
 

Si terrà domani, alle ore 15, l'assemblea via zoom dei deputati M5S. La convocazione del capogruppo, Davide Crippa, è arrivata pochi minuti fa agli eletti.

CGIL: "Non è il momento di bloccare il paese e le riforme" (14.45)
 

"Siamo rispettosi delle soluzioni che il Parlamento dovrà individuare ma ribadiamo con forza che la crisi sociale deve essere la priorità che tutti devono avere presente. Non è il momento di indebolire il Paese e bloccare le riforme". È la posizione della Cgil, condivisa in una nota in cui si esprime preoccupazione per l'attuale scenario politico. 

Il principale sindacato italiano agginge: "C'e' bisogno di risposte immediate a partire dal mese di luglio e con interventi strutturali. C'è bisogno di un governo che dia risposte nel pieno delle sue funzioni. Bisogna agire subito a partire dalla tutela della parte piu' fragile e debole del Paese. Serve un confronto per dare risposte urgenti e concrete al mondo del lavoro e ai pensionati, avviare serie riforme strutturali e dare piena realizzazione al Pnrr".

 

Il 65 per cento degli italiani vuole che continui il governo Draghi 


Per il 65 per cento degli italiani il governo Draghi dovrebbe continuare fino alla fine della legislatura. Lo rivela un sodaggio di Demopolis sulla crisi di governo. Il 27 per cento vorrebbe invece andare subito al voto

Telefonata Salvini - Berlusconi. "Non si può contare sul M5S. Ascolteremo Draghi" (13.50)

"Lega e Forza Italia prendono atto della grave crisi politica innescata in modo irresponsabile dai Cinquestelle. Dopo quello che è successo, il centrodestra di governo vuole chiarezza e prende atto che non è più possibile contare sul Movimento 5 Stelle. Noi siamo alternativi a chi non vota miliardi di aiuti alle famiglie, a chi si oppone a un termovalorizzatore fondamentale per ripulire Roma e tutelare così milioni di cittadini, a chi difende gli abusi e gli sprechi  del reddito di cittadinanza, a chi sa dire solo dei No.

Ascolteremo con rispetto e attenzione le considerazioni del Presidente Draghi, che ha reagito con comprensibile fermezza di fronte a irresponsabilità, ritardi e voti contrari. Il centrodestra di governo continuerà a difendere gli interessi degli italiani con serietà e coerenza, non avendo certamente timore del giudizio degli italiani".  È la nota congiunta di Lega e Forza Italia, dopo la telefonata tra Salvini e Berlusconi.

 

Nervi tesi al Consiglio nazionale M5s. "Accesa discussione tra D'Incà e Conte". Il leader grillino: Non ho chiesto le dimissioni dei ministri (13.40)
 

"Mettiamo al centro il bene dell'Italia e dell'Europa: arriva la crisi economica, caro Giuseppe". Durante il Consiglio nazionale il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D'Incà, si smarca dai falchi come Taverna e Ricciardi, che chiedono il ritiro dei ministri grillini.  Con D'Incà anche Bonafede, Todde, Crippa. "Ha avuto un discussione accesa con Conte", riferiscono i presenti.

Con una nota, il Movimento 5 stelle ha poi fatto sapere che non è Conte a chiedere le dimissioni dei ministri. 

Il Cardinale Zuppi, presidente Cei: "Preoccupati, serve scatto di responsabilità. Prevalga interesse generale" (13)
 

"Guardiamo con grande preoccupazione alla situazione politica. Ci auguriamo che vi sia uno scatto di responsabilità in nome dell'interesse generale del Paese che deve prevalere sulle pur legittime posizioni di parte per identificare quello che è necessario e possibile per il bene di tutti". Lo ha dichiarato il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Comunità episcopale italiana. 
 

La linea del Pd: "Priorità confermare Draghi. L'alleanza con il M5s? Dipende dai prossimi giorni" (12.50)
 

L'alleanza con i 5 Stelle è finita? "Per noi la priorità è confermare e sostenere il governo Draghi. Non è il momento di subordinate che indeboliscono la principale", dice Enrico Borghi all'Adnkronos, spiegando la linea del partito in questa fase. "Gli atteggiamenti dei prossimi giorni è chiaro che saranno forieri di sviluppi... Noi ci auguriamo siano positivi. Ma una cosa alla volta. Stiamo scalando una montagna impervia e va fatto un passo dopo l'altro. Se corri in cima non ci arrivi".



Zingaretti:  "Momento delicato, bene Letta. Pd sia unito a sostegno del segretario" (12.15)

"È un momento molto molto delicato e in questi momenti bisogna stringersi a fianco del segretario del partito, che peraltro si sta muovendo molto bene, dando una prospettiva di lavoro fino a mercoledì che condivido. Penso che questo è uno di quei momenti nei quali chi sta gestendo la linea politica e' giusto che lo faccia e che senta la solidarieta' e l'unita' di un gruppo dirigente".

 

Riprende il Consiglio nazionale. "Via i ministri dal governo". Ma il M5s si spacca (11.50)
 

In questo momento i vicepresidenti Paola Taverna e Riccardo Ricciardi stanno chiedendo a Conte di ritirare i ministri dal governo prima di mercoledì. La compagine 5 stelle è composta da: Stefano Patuanelli, Federico D'Incà e Fabiana Dadone, oltre ai 5 esponenti di sottogoverno. Il partito però non è unito, è in corso una riunione a dir poco infuocata.


Lega: Salvini sente i dirigenti del Carroccio: "Faremo il bene dell'Italia" (11.30)

Mattinata è stata caratterizzata da incontri, telefonate e videocollegamenti tra Matteo Salvini e i dirigenti della Lega. "Faremo il bene dell'Italia e degli italiani", dice il segretario leghista. C’è piena sintonia su cosa fare nei prossimi giorni e totale condivisione delle parole del presidente Mario Draghi, secondo il quale lo strappo di ieri “ha fatto venir meno il patto di fiducia alla base dell’azione di governo”. Fra gli altri, Salvini ha sentito Giancarlo Giorgetti, Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga, Luca Zaia, i vicesegretari, i capigruppo e Roberto Calderoli. Lo fanno sapere  fonti del Carroccio



Meloni: "Elezioni subito" (11)
 

"È da irresponsabili andare al voto ora'. Dissero quelli che in piena crisi economica, tra pandemia e rincari di ogni tipo, continuano a tenere paralizzata l'Italia tra liti e smanie di potere. Irresponsabili sono loro. Basta scuse, basta giochi di palazzo: Elezioni Subito", ha scritto su Twitter la leader di Fratelli d'Italia

 

Borghi (Pd): "Basta con i tatticismi. Mercoledì ci sono i calci di rigore" (11.10)

"Non possiamo trasformare la politica in spettacolo politicante come in queste ore qualcuno ha fatto. I due effetti significativi delle azioni di ieri sono le dimissioni di Mario Draghi e la scelta del presidente della Repubblica di rinviare alle Camere il premier", ha detto a La7  il deputato Enrico Borghi, membro della segreteria nazionale Pd. "Ora ogni forza politica è nuda di fronte alle proprie responsabilità dire senza infingimenti e tatticismi cosa intende fare per garantire il futuro del nostro Paese. Mercolediì non saranno i tempi supplementari, saranno i calci di rigore".

 

Rosato (Iv): "Draghi vada avanti" (10.40)

“Nel mio piccolo mi appello alla responsabilità di tutti, chiediamo al presidente Draghi di continuare a dare una mano al paese per i pochi mesi che ci separano alle elezioni di fine legislatura”, ha detto il deputato di Italia viva a Sky tg 24. "Il paese ha oggi altre priorità rispetto al voto"

 

Il Consiglio nazionale M5s potrebbe essere riconvocato oggi (10.30)

Intorno alle 10 Giuseppe Conte è arrivato nella sede del M5s a Campo Marzio. Il presidente pentastellato aveva anticipato ieri sera che il Consiglio nazionale sarebbe andato avanti nel confronto, aggiornandosi oggi, sulle dimissioni del presidente del Consiglio, Mario Draghi. È possibile quindi che venga convocata una nuova riunione del Consiglio nazionale. Anche il ministro per i Rapporti col Parlamento, Federico D'Incà, che ieri ha tentato in extremis una mediazione con il premier Draghi, è arrivato alla sede



Di Maio: "Non è semplice ricomporre la maggioranza serve un atto di maturità del partito di Conte" (10,00)

"Non è semplice pensare di ricomporre la maggioranza di governo, serve un atto di maturita' del 'partito di Conte' che non è più il Movimento 5 stelle", ha detto questa mattina il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, sostenendo come già fatto ieri che il M5s pianificava da mesi questa crisi. Quello di Conte "è un partito patronale che ha deciso di anteporre le proprie bandierine alla sicurezza nazionale". Il leader di Insieme per il futuro ha poi puntato il dito contro i ministri grillini: "Parlare del dettaglio, che è la stessa giustificazione che stanno usando i ministri del partito di Conte per restare sulle loro poltrone, quando c'è una crisi, significa sottovalutare la parola del presidente Draghi. Ora la palla non è nelle mani del presidente del Consiglio, ma dei partiti: dimostrino maturita'"

 

Verso le urne? Il punto della situazione


Il sentiero è sempre più stretto, le elezioni più vicine. Dopo lo strappo grillino e le dimissioni di Mario Draghi - che il capo dello Stato Sergio Mattarella non ha accolto, rimandando il premier alla Camere, la palla tornerà in Parlamento: mercoledì l'ex banchiere riferirà ai parlamentari, per verificare se la rottura che si è consumata ieri in Senato ha segnato davvero la fine della legislatura o se, come sperano al Quirinale esiste ancora un margine per ricomporre la frattura.  "La maggioranza di unità nazionale che ha sostenuto questo governo dalla sua creazione non c'è più. E' venuto meno il patto di fiducia alla base dell'azione di governo", ha detto ieri sera Draghi.

E' una fase complicata per la politica italiana, con l'esecutivo appeso a un filo mentre i partiti cercano di definire la strategia e le prossime mosse , trattano in vista dell'appuntamento decisivo della settimana prossima. Con un occhio alla tattica parlamentare e uno alla campagna elettorale, tra sondaggi, alleanze e prospettive che si aprono, mentre altre si sgretolano.

 

Movimento 5 stelle

Per i grillini sono ore di incertezza. Questa mattina il Consiglio nazionale è tornato a riunirsi. Giuseppe Conte è ora pressato da Letta e da tutto il Pd, si appellano alla responsabilità. L'ex premier vacilla e prende tempo: "Calma abbiamo cinque giorni", ha detto ieri ai suoi. I parlamentari gli dicono di andare all'opposizione, ma nel Movimento c'è anche chi non voleva lo strappo, ritenendo che la rottura con il governo Draghi possa trasformarsi in boomerang in vista delle elezioni.

 

Partito democratico

"Il Partito democratico è a lavoro - hanno fatto sapere i dem subito le dimissioni del premier - per ricomporre una maggioranza a sostegno di Draghi". Al Nazareno credono sia una strada difficile da percorrere ma non impossibile. (È questa sostanzialmente anche la posizione di Di Maio e di Insieme per il futuro). Ma allo stesso tempo tra i dem sono sempre di più a considerare l'alleanza con il Movimento ormai superata. Il segretario Enrico Letta si muove tra questi due fuochi.

 

 

Lega e Forza Italia tentennano. Meloni sicura: "Al voto, al voto"

Il centrodestra predica l'unità, ma esistono differenze tra i partiti che sono al governo e Fratelli d'Italia, secondo cui bisogna andare al voto al più presto. E d'altra parte, è la posizione sostenuta da mesi da Giorgia Meloni che l'ha ripetuto anche ieri: "Si torni al voto". Ma ha anche avvertito i colleghi di coalizione: "Niente scherzi". Sa, la leader di FI, che Forza Italia e Lega pur dichiarando di non avere paura delle urne, potrebbero accodarsi al Pd per chiedere a Draghi di rimanere.