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tensioni grilline

Crisi di governo, nervi tesi nel M5s. D'Incà a Conte: "Pensiamo al bene del Paese"

Simone Canettieri

"Mettiamo al centro il bene dell'Italia e dell'Europa: arriva la crisi economica, caro Giuseppe". Durante il Consiglio nazionale il ministro per i Rapporti con il Parlamento si smarca dai falchi. Con lui anche Bonafede, Todde, Crippa. "Ha avuto un discussione accesa con Conte", riferiscono i presenti

"Mettiamo al centro il bene dell'Italia e dell'Europa: stiamo andando incontro a una crisi economica, caro Giuseppe". Durante il Consiglio nazionale del M5s Federico D'Incà si è smarcato dai falchi che volano intorno a Conte. Tutti coloro - come i vicepresidenti Ricciardi e Taverna - che gli stanno dicendo di ritirare la delegazione grillina dal governo. Come D'Incà  in questo momento la pensano anche Davide Crippa, Alessandra Todde e Alfonso Bonafede.  Ma lo stop di D'Incà, ministro per i rapporti con il Parlamento, alla linea barricadera non è passata inosservata. "Ha avuto una discussione accesa con Conte", riferiscono al Foglio i presenti.

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  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero (in cronaca e al politico). Prima ancora in Emilia Romagna come corrispondente (fra nascita del M5s e terremoto), a Firenze come redattore del Nuovo Corriere (alle prese tutte le mattine con cronaca nera e giudiziaria). Ha iniziato a Viterbo a 19 anni con il pattinaggio e il calcio minore, poi a 26 anni ha strappato la prima assunzione. Ha scritto per Oggi, Linkiesta, inserti di viaggi e gastronomia. Ha collaborato con RadioRai, ma anche con emittenti televisive e radiofoniche locali che non  pagavano mai. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia.