Il caso

Armi all'Ucraina, è stallo. Conte convoca i big. E Grillo attacca Di Maio

Simone Canettieri

Stallo per la risoluzione di maggioranza. Il capo M5s convoca il Consiglio nazionale. Il Garante al ministro degli Esteri: "Se non credi alle nostre regole, parla con onestà"

Beppe Grillo batte un colpo. E attacca Luigi Di Maio, anche se non lo cita direttamente. Il Garante del M5s interviene alla sua maniera, con un post criptico sul blog ma più esplicito del solito, sul caos che sta governando la sua creatura.

"La luce del sole è il miglior disinfettante. Luce sia, dunque, sulle nostre ferite, sulla palude e sull'oscurità. Qualcuno non crede più nelle regole del gioco? Che lo dica con coraggio e senza espedienti. Deponga le armi di distrazione di massa e parli con onestà".

L'intervento piomba in queste ore molte delicate per la maggioranza di governo, alle prese con la risoluzione che sarà votata alle 15 dopo l'intervento del premier Mario Draghi in Senato.

Al momento "c'è lo stallo più totale", spiegano fonti presenti al tavolo. Manca cioè un'intesa sulla parte più delicata: quella relativa alle armi da inviare all'Ucraina. Giuseppe Conte pretende che nel documento sia richiamata la centralità del Parlamento. Il governo traballa.

Da Palazzo Chigi, infatti,  non ci stanno a farsi "commissariare". I grillini sono in tilt. Divisi più che mai. Di Maio conta le truppe pronte a seguirlo. E Beppe Grillo, atteso giovedì a Roma, prova a stanarlo. "Siamo tutti qui per andarcene, comunque, ma possiamo scegliere di lasciare una foresta rigenerata o pietrificata. Quando il Movimento fece i primi passi Steve Jobs chiese agli studenti di Stanford di accettare la morte come agente di cambiamento della vita e disse loro 'ora il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano da oggi, diventerete gradualmente il vecchio e verrete spazzati via'. Scusate se sono così drastico, ma è vero. La sua Apple è oggi diventata la più grande impresa del mondo e la Silicon Valley resta la culla dell'innovazione tecnologica. Ma nella vicina Arizona c'è anche una foresta pietrificata da milioni di anni",  

Il problema è in casa M5s. Siamo al muro contro muro. E' stato convocato il Consiglio nazionale del partito per prendere una decisione. 

  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero (in cronaca e al politico). Prima ancora in Emilia Romagna come corrispondente (fra nascita del M5s e terremoto), a Firenze come redattore del Nuovo Corriere (alle prese tutte le mattine con cronaca nera e giudiziaria). Ha iniziato a Viterbo a 19 anni con il pattinaggio e il calcio minore, poi a 26 anni ha strappato la prima assunzione. Ha scritto per Oggi, Linkiesta, inserti di viaggi e gastronomia. Ha collaborato con RadioRai, ma anche con emittenti televisive e radiofoniche locali che non  pagavano mai. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia.