Foto: Ansa/Riccardo Antimiani

Appunti per il futuro

Giorgia Meloni e le colpe del fascismo: "Non si oppose alle leggi razziali di Hitler"

Simone Canettieri

La leader di Fratelli d'Italia alla presentazione del libro di Virman Cusenza: “Rischiamo di non avere abbastanza posti per i profughi perché i posti sono occupati da immigrati irregolari”

C’è Giorgia Meloni, la “capa” di Fratelli d’Italia, sempre più in ascesa, che dice: “Io penso che chi sostiene che l’Italia non aveva le forze di opporsi ai nazisti sulle leggi razziali dice il falso, la Bulgaria fascista lo fece, si poteva fare e non si è fatto”. E poi c’è anche Luciano Violante, che da presidente della Camera invitò a riflettere sulle ragioni dei vinti, di chi aderì alla Repubblica di Salò. In mezzo: c’è il libro di Virman Cusenza che cade a fagiolo: Giocatori d’azzardo (Mondadori). E cioè la storia densa dell’avvocato Enzo Paroli, socialista e perseguitato dal regime, che si trovò a difendere laicamente e senza pregiudizi Telesio Interlandi, noto a tutti per aver diretto Il Tevere e soprattutto la Difesa della razza (ma anche quel gioiello di cultura che fu il Quadrivio).

Al Tempio d’Adriano, sotto la conduzione del direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano, non è andato in scena un dibattito sulla storia che fu. Ma una serie di appunti da tenere a mente per il futuro. Violante, da cui Meloni dice di aver imparato molto, ha parlato dell’importanza “del rispetto” perché pensare che “l’altro vada cancellato non è una grande forma di democrazia”. Il libro di Cusenza – già direttore del Messaggero e del Mattino – nasce da un’idea non portata a termine da Leonardo Sciascia. Ma alla fine offre a Meloni l’occasione per continuare senza balbettii un percorso iniziato tanti anni fa a colpi di feste di Atreju con un parterre molto di sinistra. Per una volta non si parla di Matteo Salvini. Mai evocato. Ma la leader di Fratelli d’Italia si concentra su stessa, “sulle etichette che le appiccicano da sempre”.  Lo sdoganamento va avanti, a passi spediti (“da noi non c’è spazio per gli antisemiti e i razzisti”). Sul finale la leader di Fratelli d’Italia aggiunge una nota identitaria guardando all’Ucraina: “Rischiamo di non avere abbastanza posti per i profughi perché i posti sono occupati da immigrati irregolari”.

  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero (in cronaca e al politico). Prima ancora in Emilia Romagna come corrispondente (fra nascita del M5s e terremoto), a Firenze come redattore del Nuovo Corriere (alle prese tutte le mattine con cronaca nera e giudiziaria). Ha iniziato a Viterbo a 19 anni con il pattinaggio e il calcio minore, poi a 26 anni ha strappato la prima assunzione. Ha scritto per Oggi, Linkiesta, inserti di viaggi e gastronomia. Ha collaborato con RadioRai, ma anche con emittenti televisive e radiofoniche locali che non  pagavano mai. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia.