Come fare a evitare il sovraccarico per le Asl?
Si era parlato, un mese fa, dell’aiuto del commissario Figliuolo per lo screening scolastico, e nelle Regioni, per esempio nel Lazio, si registra l’arrivo di personale aggiuntivo per i drive-in, ma è come se attorno alla scuola si verificasse uno scaricabarile che ricorda altri tempi pandemici: da dove proviene lo stallo? Questo ci si domanda, mentre
appare evidente che non si possa delegare all’apparato messo in campo da Figliuolo la soluzione di problemi “endemici” della scuola già prima della pandemia. E ora che la scuola è un’emergenza proprio a causa della pandemia, individuare in questa o quella negligenza (ritardi delle Regioni nelle richieste? task-force aggiuntiva comunque insufficiente?) la causa della ciclica “crisi da minaccia-Dad” non aiuta a risolvere definitivamente la questione, più volte affrontata con metodi poi rinnegati (vedi il coordinamento in mano ai prefetti, che pareva però dare risultati).
E c’è chi, tra gli esperti del settore, chiede che venga data alle scuole l’autonomia di agire per fronteggiare l’aumento dei contagi, attraverso l’individuazione di personale dedicato zona per zona (dai pediatri di base da attivare per due o tre scuole, quartiere per quartiere, alle associazioni di volontariato sanitario). Fatto sta che
tra ministero, istituti e struttura commissariale sembra a volte che si proceda in modo asincrono. Intanto i danni di due anni di Dad, seppure a intermittenza, pongono un altro tema: come pianificare interventi a largo spettro che rendano la scuola pronta a fronteggiare le emergenze e come aiutare i ragazzi e le famiglie che con i danni da Dad già hanno a che fare (ferve il dibattito sul bonus psicologo). Stasera sera il ministro Bianchi ha ricevuto dai sindacati Flc Cgil l’annuncio di una possibile “diffida” sui dati, definiti “opachi” e “meno rassicuranti di quanto appaiano”.