Fiori d'arancio

Le nozze secretate di Bonafede. Festa esclusiva, ma se ne vergogna

Salvatore Merlo

Centotrenta invitati nella lussuosa Villa Corsini imbarazzano l'ex guardasigilli. Niente foto, penali per chi parla

La festa dell’estate, niente meno, è la festa di matrimonio di Alfonso Bonafede detto Dj Fofò. Oggi. Una festa nei luoghi dello sfarzo, a Villa Corsini, un passo da Firenze, lì dove si è sposata anche la principessa di Svezia tra gli affreschi che inneggiano alle divinità campestri e i giardini alla francese.

Racconta Marco Carrai, il danaroso amico di Matteo Renzi che ci si è sposato pure lui: “Ero tentato di mandare a Bonafede un messaggino dicendogli: ottima scelta”. Solo centotrenta invitati, ma non è certo il numero degli ospiti ciò che conta, bensì il lusso di cui Fofò un po’ si vergogna. La raccomandazione principale trasmessa infatti dallo sposo agli organizzatori del ricevimento è stata un surreale: “Ragazzi, mi raccomando, sobrietà”. Sono i saloni in cui banchettava Lorenzo il Magnifico. Insomma l’ex ministro della Giustizia intuisce che le feste faraoniche in dimore secentesche affittate dal principe Corsini –  amico e socio di Tommaso Verdini, figlio di Denis – e con il catering affidato al sontuoso Guido Guidi, che organizzava le cene di Renzi con Merkel, ma anche quelle di Nicholas Cage e della Ferrari di Montezemolo, stridono. Specie se fatte da chi un tempo se la prendeva con il bunga bunga e con il Billionaire di Flavio Briatore. Fofò capisce che qualcosa non va, però allo stesso tempo non sa resistere. Così, proprio mentre sbraca, eccolo che tira fuori un franco sorriso pieno di denti – simile a un elegante antropoide svegliato a fatica – e chiede “sobrietà” a quelli che organizzano i banchetti dei petrolieri americani. Nemesi e tenerezza.

Il contrappasso qui infatti non è tanto nella reprimenda (odiavano le auto blu e sono finiti nel càfonal) ma è piuttosto nella dimensione del surreale e del comico cui si consegna Fofò proprio nel giorno delle sue nozze, sospeso com’è tra “vorrei ma non posso” e “lo faccio ma non si deve sapere”. E infatti l’ex ministro ha sottoscritto clausole di riservatezza, stabilito penali per chiunque parli, secretato il menù e la lista degli ospiti, vietato le foto... Ovviamente però, come sempre succede in Italia, tanto più una cosa è teoricamente segreta tanto più tutti sanno tutto: dalle verdure in tempura alla pappa al pomodoro. La festa nascosta è un ossimoro. Non puoi fare il botto silenzioso. Resta tuttavia la sensazione che qualcosa sia cambiato per sempre. Una volta faceva parlare di sé Daniela Santanché a Porto Cervo. Ora lì in Sardegna c’è il figlio di Grillo, Ciro, e nella villa esclusiva c’è Bonafede. Con Paola Taverna. Invitata assieme alla sua borsa Louis Vuitton. 

  • Salvatore Merlo
  • Milano 1982, vicedirettore del Foglio. Cresciuto a Catania, liceo classico “Galileo” a Firenze, tre lauree a Siena e una parentesi erasmiana a Nottingham. Un tirocinio in epoca universitaria al Corriere del Mezzogiorno (redazione di Bari), ho collaborato con Radiotre, Panorama e Raiuno. Lavoro al Foglio dal 2007. Ho scritto per Mondadori "Fummo giovani soltanto allora", la vita spericolata del giovane Indro Montanelli.