"Così rifonderò il Movimento 5 stelle". Il primo discorso di Conte da leader grillino

La proposta di un nuovo statuto, la critica alle correnti e anche a Rousseau (senza mai nominarlo)

Enrico Cicchetti

"Oggi sono qui anche perché dietro le sollecitazioni di tantissimi di voi e di Beppe Grillo ho accettato questa sfida complessa ed affascinante: rifondare il Movimento 5 stelle", ha detto l'ex premier Giuseppe Conte parlando all'assemblea in streaming del M5s un’assemblea a cui giovedì sera hanno partecipato parlamentari, europarlamentari, consiglieri regionali e amministratori locali. "Non è un'operazione di restyling o marketing politico ma un'opera coraggiosa di rigenerazione del Movimento, senza rinnegare il passato". Conte ha promesso di proporre "una carta dei principi e dei valori, in modo che chi vorrà aderire a questa nuova forza politica non abbia dubbi sulla sua identità".

 

"Per quanto mi riguarda", dice Conte, "vedo un neo-Movimento chiamato, ambiziosamente, a indicare una rotta con cui tutte le forze politiche, le migliori energie civili e culturali dovranno misurarsi. Vedo una forza politica che esprimerà una forza irradiante non solo sul piano interno ma anche europeo e internazionale, capace di coinvolgere altre forze politiche e movimenti culturali che, a tutte le latitudini del mondo, abbiano interesse a condividere un’agenda politica profondamente intrisa di una cultura integralmente ecologica e di giustizia sociale, particolarmente attenta all’anticorruzione e all’etica pubblica, per offrire un destino migliore alla nostra generazione e alle generazioni future. Sono problemi che non possiamo affrontare solo con approccio domestico. Occorre anche una visione più ampia, europea e internazionale".

 

"Vi proporrò - ha proseguito - un nuovo statuto che non rinneghi i punti di forza 'leggera' di un Movimento ma che allo stesso tempo possa espletare tutta la forza organizzativa che ci serve e che ci aiuti a definire con chiarezza la linea politica e ad essere più incisivi", ha detto l'ex premier. "Dobbiamo evitare la forma partito tradizionale, avremo regole rigorose che contrasteranno la formazione di correnti interne che inevitabilmente finiscono per cristallizzare sfere d'influenze e posizioni di potere".

 

"Ci sarà un dipartimento che si occuperà a tempo pieno con partiti stranieri, avremo un centro di formazione permanente", ha aggiunto Conte.

 

L'ex presidente del Consiglio ha deciso di non affrontare direttamente due temi cruciali nell'assetto del partito: il limite dei due mandati e i rapporti con l'associazione Rousseau, controllata da Davide Casaleggio e soci, da tempo in rotta con il M5s per questioni legate ai fondi dei contributi parlamentari e delle donazioni e con la gestione dei dati personali degli iscritti. Conte non cita Rousseau in manera diretta ma sembra farvi riferimento quando dice che le scelte fondamentali del M5s "continueranno a passare attraverso l’espressione di voto" su una non meglio identificata "piattaforma digitale". Conte dice poi che "la democrazia rappresentativa per quanto in crisi non appare eliminabile, anzi va rafforzata e migliorata", smentendo una delle tesi principali di Casaleggio e leitmotiv del "vecchio" Movimento. E ancora, quando parla della democrazia digitale che "è frutto di una tecnologia, ma la tecnologia non è neutra. Dobbiamo dirlo chiaramente. Chi gestisce i processi, le modalità con cui vengono trattati i dati, sono operazioni sensibili e delicate che chiedono massima trasparenza, massima chiarezza". Infine, quando ha attaccato le correnti interne al partito, Conte ha detto: "Non abbiamo bisogno di associazioni varie, il nuovo impegno viviamolo interamente nel nuovo Movimento".

   

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  • Enrico Cicchetti
  • Nato nelle terre di Virgilio in un afoso settembre del 1987, cerca refrigerio in quelle di Enea. Al Foglio dal 2016