(screenshot da Youtube)

Gerli, il Gunter Pauli di Draghi, si è dimesso dal Cts

redazione

A 48 ore dalla nomina nel più importante organo consultivo per l'emergenza, lo startupper famoso per le previsioni tutte sbagliate ha rinunciato all'incarico. Ma sceglierlo dopo un anno di Covid è stato comunque imbarazzante

Esattamente un anno fa, allo scoppio della pandemia, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte arruolò come consigliere economico per affrontare l’emergenza coronavirus lo scrittore belga Gunter Pauli. Un personaggio surreale, che capisce poco di economia con le sue teorie della decrescita e ancor meno di coronavirus, visto che si scagliava contro l’uso delle mascherine e ipotizzava una correlazione tra la diffusione dell’epidemia e le onde 5G. Chiusa la pagina dei personaggi bizzarri d’importazione, il governo Draghi si è concentrato sulle risorse autoctone. Nel nuovo Comitato tecnico scientifico, che è il più importante organo consultivo e di coordinamento per l’emergenza, è stato infatti nominato a fianco a importanti scienziati – con sorpresa di tanti – l’ingegnere e imprenditore Alberto Giovanni Gerli. Nomina durata meno di 48 ore, visto che Gerli ha annunciato nel pomeriggio di aver rinunciato all'incarico. 

Lo startupper impegnato nel settore dell’illuminazione a led è diventato famoso negli ultimi mesi per due motivi: ha elaborato un modello predittivo dell’andamento epidemiologico dell’epidemia da coronavirus; e le sue previsioni sono state tutte, puntualmente, sbagliate. E di molto. Come hanno mostrato Lorenzo Ruffino di Pagella politica e Matteo Villa dell’Ispi, Gerli non ne ha mai azzeccata una, le sue stime sono state sempre sballate e il suo modello è completamente inconsistente e pieno di fallacie. Non si capisce come sia stato possibile che una persona con credenziali così scarse sia stato chiamato a far parte del Cts, soprattutto su indicazione di un governo che avrebbe dovuto fare della competenza il suo punto di forza. E non è che in Italia manchino scienziati autorevoli capaci di sviluppare seri modelli epidemiologici predittivi (su tutti  Giorgio Parisi, uno dei fisici più importanti al mondo e presidente dell’Accademia dei Lincei). Se scegliere Pauli era imbarazzante, nominare Gerli dopo un anno di Covid è stata una scelta drammatica. Prima la farsa e poi la tragedia. Che il passo indietro del diretto interessato non cancella.

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