La giornata

Niente "stampella" Udc per Conte. Renzi: "Niente fiducia"

Redazione

Rosato: "Se vogliono risolviamo tutto in due ore". Mastella vuole fondare un nuovo partito mentre il segretario dem avverte: "Risvolti imprevedibili"

L'Udc si sfila e Mastella si chiama fuori dopo la lite con Calenda: l'operazione "costruttori" si complica e la crisi di governo rischia di aggravarsi e non trovare una via d'uscita. Renzi conferma l'astensione sulla fiducia: "Senza di noi non hanno i numeri, vogliamo un governo di coalizione con un ruolo fondamentale per il Pd". Dal Partito democratico replica Bettini: "Non ha più credibilità, l'unica alternativa a Conte è il voto". Oggi la direzione del Pd, mentre Berlusconi diche che "senza numeri bisogna subito dare la parola a Mattarella".

 

19.07 Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, lunedi' 18 gennaio alle ore 12 terrà alla Camera dei deputati le comunicazioni sulla situazione politica in atto. Lo riferisce una nota della presidenza del Consiglio.

18.18 La riunione operativa e di coordinamento tra i gruppi di maggioranza si è conclusa. Alla riunione hanno partecipato anche il ministro ai Rapporti col Parlamento Federico D'Incà e i segretari d'Aula.

 

16.48 - Clemente Mastella annuncia di volere fondare un nuovo partito. "Poiché ritengo che il paesaggio politico cambierà, con le poche energie che ho ancora in questo mio crepuscolo di vita umana e politica, mi muoverò per creare un movimento, un partito, che si chiamerà 'Meglio noi, per l'Italia'. Visto quello che sta accadendo credo che registrerà un po' di consensi. Lo dico per esperienza: i 'partiti parlamentari' senza agganci nelle realtà territoriali, come io ho sempre avuto, non potranno mai esistere". Lo ha detto il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, ospite a "Mezzora in più" su Raitre. "Parlo di un'area di centro - ha aggiunto Mastella specificando la natura e la collocazione del soggetto politico in cantiere - se Renzi, Zingaretti, Di Maio e Leu pensano - dopo quello che hanno fatto vedere agli italiani - di vincere le elezioni, perderanno in maniera inesorabile. C'è bisogno di un 'area centrale chi gli dia una mano, come avvenne a suo tempo con l'Udeur che, all'epoca, prendeva 300.000 voti e consentiva ai Ds di governare".

 

16.00 "Ora è il momento di scegliere da che parte stare. Da un lato i costruttori, dall'altro i distruttori. I cittadini ci chiedono di prendere decisioni chiare e veloci e noi agiremo seguendo questa strada". Lo scrive Luigi Di Maio su Facebook. "Da due anni e mezzo il Movimento 5 stelle è al governo. Durante tutti i momenti più difficili abbiamo sempre chiesto il coinvolgimento del Parlamento per prendere le decisioni in piena democrazia". Lo scrive Luigi Di Maio in un post su Facebook. "Lunedì e martedì, con la massima trasparenza e alla luce del sole, come governo, andremo in Parlamento. Deputati e senatori saranno chiamati a esprimersi sui propositi di questo Governo e sul programma che illustrera' il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte . Il Movimento 5 stelle è unito e deciso a sostenerlo con tutte le sue forze", aggiunge Di Maio.

 

15.45 "Non faccio previsioni su quello che succederà in Parlamento, vediamo quello che accadrà, tutti gli scenari sono aperti". Lo ha detto il ministro per il Sud e la Coesione Sociale, Giuseppe Provenzano, a 'In mezz'ora in piu'', su Rai 3. Il rientro di Italia viva? "Questo è uno scenario che ha escluso Renzi".

  

15.17 "Altro che patriota... Si dice che Dio salva l'umanità nonostante le trasgressioni degli uomini perché ci sono almeno dieci persone che riscattano il genere umano. Ma Renzi non è tra quelle dieci persone". Clemente Mastella succede a Matteo Renzi come ospite a 'Mezz'Ora In Piu'' su Rai3 e controbatte alla qualifica che il leader Iv si e' appena dato. "Non ho gettato la spugna, continuo", assicura comunque il sindaco di Benevento quanto all'operazione dei 'costruttori' per il governo. "La senatrice Lonardo, mia moglie fa il ministro della famiglia in casa nostra", precisa con una battuta per allontanare sospetti di scambi di poltrone". Si torna a parlare di Renzi e Mastella gli manda a dire: "Mi sono dimesso io, tu hai fatto dimettere gli altri. E - puntualizza - non ho fatto cadere la legislatura, che cadde per Turigliatto e gli altri".

 

15.15 "Ancora oggi leggo sui giornali ricostruzioni di molteplici scenari sul destino del governo della Nazione. Per Fratelli d'Italia l'unica via percorribile rimane la stessa: ELEZIONI SUBITO. Basta perdere tempo". Lo scrive su Facebook la leader di Fdi, Giorgia Meloni.

 

15.00 - "Ho chiesto, discutiamo di cose serie? Il presidente del Consiglio ha detto no, vado in aula, asfaltiamo Renzi, abbiamo i numeri per la maggioranza assoluta. A me sembra che questo non accadrà al Senato. Non credo che Conte mi asfalterà". Lo ha detto Matteo Renzi a Mezz'ora in più. "I nostri 18 senatori non alimentano polemiche con il governo. A un governo che dice queste cose, la fiducia non gliela votiamo. Abbiamo dato disponibilità a votare il dl ristori e lo scostamento". "Non voterò mai - ha aggiunto il leader di Italia viva - un governo che si ritiene il migliore del mondo e di fronte a 80 mila morti non prende il Mes. Abbiamo dato disponibilità a votare il dl ristori e lo scostamento di bilancio".

 

14.30 E' stato convocato per le 17 un vertice tra i capigruppo di maggioranza e il ministro dei Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà.

 

12.01 Il compito di Giuseppe Conte "è di costruire un rapporto tra la maggioranza e il premier, un rapporto fiduciario. Fiducia che oggi non c'è più, perché il premier ha sciupato la fiducia che aveva, almeno con un pezzo della maggioranza. La nostra. Tutto questo o lo risolve il premier in una maniera molto chiara, dicendo quale vuole essere il suo percorso per andare avanti nei prossimi anni, oppure è evidente che, per noi, questo governo è un'esperienza finita". Lo ha detto il coordinatore di Iv, Ettore Rosato, in un passaggio della sua intervista a Sky tg24.

 

11.59 "E' un dovere rivolgersi al Parlamento e chiedere la fiducia", ha detto Zingaretti in direzione del Pd

 

11.40 La direzione nazionale del Pd, convocata in forma permanente, dopo le comunicazioni del segretario Zingaretti si riaggiorna al termine del passaggio nelle aule parlamentari.

 

11.35 "Il Pd ha fatto di tutto in questi mesi e in queste settimane per fare prevalere una vocazione unitaria che garantisse al paese una guida all'altezza dei bisogni delle persone, rispettando gli alleati e garantendo governabilità. Abbiamo fatto di tutto in queste ultime settimane per scongiurare la crisi, ascoltando tutti e promuovendo una verifica e un rilancio dell'azione di governo". ha aggiunto Zingaretti parlando alla direzione nazionale del Pd. "Si è aperta una grave frattura che noi non abbiamo voluto, ma abbiamo fatto di tutto per scongiurare", ha sottolineato. "Rifiutiamo qualsiasi ipotesi di coinvolgimento delle forze di destra nazionalista; vogliamo garantire trasparenza perche' questa crisi approdi in un percorso parlamentare: questo governo e' un governo parlamentare, non figlio di un diretto mandato parlamentare. Sara' quello il luogo in cui si dovranno assumere decisioni. Nel parlamento faremo appello ai rappresentanti dei cittadini perche' tutti si assumino le proprie responsabilità". Per Zingaretti, "ci sono forze liberali ed europeiste che possono convergere in questo sforzo".

  

11.25 Alla direzione del Pd, il segretario Nicola Zingaretti ha detto che "il campo di forze progressiste ha ricominciato a vincere. I nostri elettorati, che nel 2019 erano in totale contrapposizione, hanno cominciato ad avvicinarsi, a volte anche prescindendo dai vertici. Lo steso elettorale che punisce chi divide, chi isola e chi rompe facendo vincere la destra", aggiunge Zingaretti. "Se non è chiaro, lo sconcerto che nel mondo intero ha provocato la notizia della crisi" affonda" nel "ritorno di una Italia che prima ha chiesto di investire sull'Europa e poi con una crisi di governo al buio rischia di aprire una fase incomprensibile". Il Pd non si lascia andare a "derive avventuristiche", ma è convinto che in Parlamento ci siano "forze democratiche, liberali, europeiste pronte a convergere nello sforzo" di far ripartire il Paese evitando "il salto nel buio" di una crisi di governo.

 

10.35 "Nessun appoggio a questa maggioranza e al governo Conte, ieri come oggi". Lo afferma in una intervista al Tempo Lorenzo Cesa, segretario Udc nella quale aggiunge: "Mai ventilata l'ipotesi di un'uscita dal centrodestra". "Nella nostra identità democratico-cristiana dialoghiamo e diciamo la nostra. Abbiamo sempre sostenuto che un progetto fatto cosi', con maggioranze raccogliticce, con la caccia all'ultimo voto, non e' utile al Paese. Non ci interessa fare la stampella. Questo - aggiunge Cesa - lo abbiamo detto alle personalità estranee dalla politica, autorevoli e appartenenti a vari mondi, che ci hanno chiamato, confrontandoci sul quadro politico drammatico che si e' venuto a creare". Quanto ai tempi di durata della crisi: "Difficile prevedere, si e' generata una crisi al buio per irresponsabilità dei suoi protagonisti che getta l'Italia in una palude. Sara' molto arduo ricomporre le cose e per questo eventualità di andare alle elezioni non e' cosi' remota come si vuol credere. Ma noi non le temiamo". Circa il vertice del centrodestra: "Abbiamo ribadito la nostra linea di sempre, ovvero che la coalizione deve essere plurale e inclusiva, e non puo' prescindere da un "centro" solido, nel solco di quel modello che Silvio Berlusconi, quando era il leader della coalizione, ha sempre attuato con successo. Il centro ha un valore aggiunto se ha una propria agibilita' politica, ma questo e' utile a tutti, non all'Udc in se'. Noi rivendichiamo questo: vogliamo dare il nostro contributo al centrodestra sempre, non soltanto nelle crisi di governo".