Mes, Italia viva non firma la risoluzione e al Senato la maggioranza va in frantumi

Il capogruppo dei renziani, Davide Faraone, si sfila. Troppo stringato e troppo tiepido il testo depositato dai presidenti di Pd, Marcucci e Leu
di
7 DEC 20
Ultimo aggiornamento: 04:50 PM
Immagine di Mes, Italia viva non firma la risoluzione e al Senato la maggioranza va in frantumi
La maggioranza già non c'è. A due giorni dal voto decisivo in Aula sul Mes, Italia viva prende le distanze. E così Davide Faraone, capogruppo del partito di Matteo Renzi al Senato, decide di non firmare una risoluzione congiunta che gli altri partiti che sostengono il governo hanno depositato. Una risoluzione stringatissima, forse l'unica su cui si potesse trovare uno straccio d'accordo che non mandasse in subbuglio il M5s, proprio nel giorno in cui Giuseppe Conte viene a riferire alle Camere alla vigilia del Consiglio europeo che dovrà dare il via libera definitivo alla riforma del trattato del Fondo salva stati. "Sentite le comunicazioni del presidente del Consiglio, il Senato le approva": questo il senso del testo redatto dal dem Andrea Marcucci, dal grillo Ettore Licheri e da Loredana De Petris di Leu, e già consegnato agli uffici della presidente di Palazzo Madama, Maria Elisabetta Casellati, depositato in tutta fretta per ottenere che sia il primo testo a essere messo in votazione in Aula dopo il discorso del premier.
"Non firmiamo una risoluzione al buio", dicono dalle parti di Italia viva, dove descrivono il paradosso in questi termini: "Siccome non si ha il coraggio di sostenere con nettezza la riforma e chiedere con convinzione l'attivazione del Mes, ci si limita ad approvare ex ante le comunicazioni del premier". Che però nessuno ha ancora sentito, e che magari conterranno dei riferimenti anche a quel Recovery plan su cui di unità, nel governo, c'è n'è ben poca, se è vero che il Cdm odierno è stato un travagliato susseguirsi di interruzioni, fino alla notizia della positività del ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, che ha imposto una sospensione definitiva dei lavori.