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Il doppio sogno del Cavaliere riabilitato: senatore a vita o capo di stato

La presunta macchinazione politica dietro alla condanna di Berlusconi rilancia Forza Italia, che torna a chiedere separazione delle carriere, responsabilità civile dei magistrati e riforma del Csm. Ma anche un "indennizzo" per il presidente

30 Giugno 2020 alle 14:22

Il doppio sogno del Cavaliere riabilitato: senatore a vita o capo di stato

Silvio Berlusconi (foto LaPresse)

Una commissione di inchiesta sull'"uso politico della giustizia", la separazione delle carriere, la responsabilità civile dei magistrati, la riforma del Consiglio superiore della magistratura. E il sogno di Silvio Berlusconi senatore a vita. La rivincita di Forza Italia - dopo le rivelazioni del giudice Amedeo Franco su una presunta macchinazione politica dietro la condanna del Cavaliere in Cassazione e la sentenza civile del Tribunale di Milano che smonta le accuse di frode fiscale - parte, simbolicamente, da Palazzo Madama. "Non siamo qui per caso - dice Antonio Tajani, vicepresidente degli azzurri - siamo al Senato perché in questa Aula sedeva Berlusconi quando è stato espulso illegittimamente". Era il 27 novembre del 2013. E da quel giorno è cominciata l'agonia di Forza Italia. A collegare le due cose, con un rapporto di causa-effetto, sono gli stessi maggiorenti del partito presenti alla conferenza stampa: Tajani e le due capogruppo alla Camera e al Senato, Maria Stella Gelmini e Anna Maria Bernini. "Hanno fatto un danno politico al nostro movimento che ha subìto flessioni elettorali a causa dell'assenza del leader", spiega il vicepresidente del Partito popolare europeo. "Quella sentenza ha influito sul consenso politico di quella che era la prima o la seconda forza politica del paese", ribadisce la Gelmini, dando ennesima conferma, se mai ce ne fosse bisogno, dell'ineluttabilità della leadership dell'ottuagenario ex presidente del Consiglio.

 

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"Non è solo nostalgia", assicura la capogruppo a Montecitorio. E allora le proposte. Una commissione di inchiesta, che definiscono "sull'uso politico della giustizia, non solo sul caso Berlusconi". Ancora, separazione delle carriere tra pm e giudici, responsabilità civile e "riforma dell'organo di autogoverno della magistratura", perché - spiega Bernini ricollegandosi all'attualità - "non possiamo considerare il caso Palamara una ferita occasionale". Tra le pieghe degli annunci sulle nuove battaglie garantiste, i ricordi del "funerale della democrazia", quel 27 novembre 2013, trovano spazio comunque. E i virgolettati si fanno più pesanti. "Una cacciata con metodi barbari e abbietti", un "disegno criminogeno" e uno "stupro democratico dei diritti di tutti i cittadini" per la Bernini. Un "golpe giudiziario" per Tajani, una "condanna senza senso" per la Gelmini.

  

 

Accanto alle proposte e alla nostalgia c'è il sogno. Il sigillo della piena riabilitazione. La nomina di Berlusconi a senatore a vita. "Sì dovrebbe essere subito nominato senatore a vita", rivendica la capogruppo al Senato. Che aggiunge, dando l'impressione di smentire lo scopo della frase pronunciata un secondo prima: "Berlusconi comunque è un gigante, non ha bisogno di essere riabilitato". Sul punto parte il corteggiamento, dal sapore utopistico, al Quirinale: "Se dall'alto qualcuno volesse fare una riflessione su Berlusconi senatore a vita, sarebbe il giusto risarcimento", continua ancora la Bernini. Tajani invece pressa Mattarella sul Csm: "Siamo sicuri che il presidente della Repubblica sarà il garante della democrazia e un buon presidente del Csm, che alle parole faccia seguire i fatti".

 

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L'altro sogno, che resta sullo sfondo, è la presidenza della Repubblica per Berlusconi. Anzi, "per il cittadino Berlusconi", come lo chiama con orgoglio Tajani. Considerato dai suoi come un esempio vivente, vittima sacrificale, delle storture della giustizia politicizzata. Da Forza Italia ci tengono a rimarcare che le iniziative annunciate, tra cui  la commissione di inchiesta, il cui iter partirà subito, "non si faranno per una questione personale, ma la giustizia è un tema che riguarda tutti i cittadini italiani, anche i garantisti dell'ultima ora". Ma Berlusconi è l'icona. "È un po' come il caso Dreyfus - dice Tajani - quando Zola si batteva per lui, si batteva per difendere un principio".

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Commenti all'articolo

  • eleonid

    01 Luglio 2020 - 06:16

    Bene sul cittadino Berlusconi. Ma chi indirizzava la magistratura ad agire politicamente ? Proviamo a scavare ancora di più per fare emergere la vera intellighenzia che manovrava per fare cadere con Berlusconi quella forza politica democratica e liberale che con esso nasceva sulle macerie della Democrazia Cristiana.

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  • Carlo6

    30 Giugno 2020 - 18:47

    Chissà come mai, ma guarda un po che succede. È la politica bellezze e i diavoli diventano santi e i santi vanno all’inferno senza passare per la stazione. Ma perché ora, proprio ora? Oggi abbiamo un Berlusconi attento, liberale, responsabile, puntuale che in economia dice le cose per quello che sono e non te le manda a dire. Sta, però, Berlusconi, nel campo dei populisti piazzaroli, irrazionali, ignoranti politicamente e peggio per ciò che concerne finanza ed economia. Sul fronte governo abbiamo tutti colpiti da covid e tutti in terapia politica di rianimazione. Insomma il caos. Che fare per smuovere questo stato comatoso e spostare i sondaggi in terreni certi europeisti e razionali? Ecco, questa verità su Berlusconi fa al caso e, dirla ora, potrebbe aggiustare i travasi di voti dai mercati rionali alle sedi competenti di politica economica e tutto aiuta. Gloria alla verità e al Berlusconi vendicato dal covid prima che questo, a detta di Zangrillo, medico del Cav, ci lasci e vada via.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    30 Giugno 2020 - 17:21

    Al direttore - Lasciamo perdere i sogni, muoino all'alba. Il nodo è che non esiste al presente dato, partito o coalizione che abbia il coraggio, il seguito e la possibilità di riportare nel suo alveo costituzionale di "funzione" l'attuale peso politico della magistratura. Vale poco precisare "di una parte politicizzata della magistratura" Quella parte prevale, indirizza e condiziona, al riparo del principio di indipendenza e autonomia, cui consegue l'anticostituzionale pretesa del diritto all'auto gestione. Un insulto al concetto di democrazia. Ma c'è un secondo nodo: la mafistratura fa politica e, le parti politiche, informazione compesa e conivente, la usano per difendere se stesse o attaccare i propri avversari. Ma ci rendiamo conto del circuito infernale, antidemocratico, che abbiamo messo in piedi? La domanda è retorica. .

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  • Mario 1

    30 Giugno 2020 - 16:50

    Il sottotitolo cita "presunta macchinazione politica "neanche di fronte a fatti concreti che già tutti dubitavamo si vuole ammettere la politicizzazione della nostra giustizia. Tutti sappiamo che grossi imprenditori che hanno scambi commerciali con l'estero viaggiano sul filo del rasoio tra norme leggi leggine ed ovviamente se trovano cavilli o scappatoie per risparmiare qualche miglioncino di tasse lo fa e lo farebbe chiunque nella stessa posizione ,se poi gli accertamenti trovano cavilli sopratutto se indirizzati dall'avversario politico ecco il fatto.

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