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L'apertura di Conte alle opposizioni e l'ipotesi (lontana) di patto con il centro destra

"Non c'è momento più difficile ma più opportuno per essere europeisti", dice il direttore del Foglio, Claudio Cerasa, in una lunga intervista a Sky Tg24

21 Maggio 2020 alle 11:56

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È stata "sorprendente" l'apertura che ha fatto il presidente del Consiglio Conte, nell'intervista al Foglio che trovate oggi in edicola e online.

 

Conte: “È l’ora della svolta. Ora un patto con le opposizioni”

“Rendere l’Italia un posto più attraente. Riformare la giustizia. Ridurre le tasse. Fare del modello Genova il modello Italia. Niente patrimoniale. Il Mes è una possibilità. A settembre a scuola. Ora patto con le opposizioni”. Intervista al premier 

 

Il direttore Claudio Cerasa, ospite per una lunga intervista a Sky Tg24, parla anche di un'"alleanza ritrovata" del premier con Matteo Renzi, del quale "accoglie due proposte sulla giustizia, sulla volontà di riformare la giustizia civile, penale e tributaria e arriva a invitare la magistratura a non giocare troppo con le derive correntizie". Dopo tanti allarmi esagerati, continua Cerasa, "oggi c'è un rischio vero: quello di avere, in questa fase storica, forze di governo che chiedono meno Europa. Non serve isolarsi e portare avanti politiche protezionistiche. Serve invece fare di tutto per ottenere più solidarietà. Non c'è momento più difficile ma più opportuno per essere europeisti". "L'Europa è cambiata moltissimo: in tre mesi si sono fatte cose che non si sono fatte in dieci anni. La quantità di soldi caricati nel bazooka dell'Ue. Ma soprattutto, attraverso due, tre strumenti, l'Ue comincia a emettere debito comune, i bond già possono essere emessi attraverso Mes e il Sure. Con il Recovery Fund ne verranno emessi altri. Una rivoluzione incredibile, significa condividere debito e trasformare progetto europeo in qualcosa di irreversibile e capisco che sovranisti e nazionalisti impazziscano, politicamente parlando, perché vedono svanire la propria ragione sociale, il loro contratto con gli elettori".

 

Si apre una strada per una collaborazione con parte del centro destra? "Non vedo un progetto strutturale", dice Cerasa, "almeno con questo premier. Un'ipotesi sarebbe mantenere questa maggioranza e ottenere un patto largo con Forza Italia. Nulla può accadere però, se non si fa una cosa che sembra un tecnicismo ma è fondamentale: una nuova legge elettorale. So che sembra assurdo parlarne durante la pandemia ma finché non c'è una legge proporzionale FI non potrà distanziarsi dal resto sua alleanza". "L'opposizione è coesa, ma se avesse una strategia potente, visione, presentabilità, forte rapporto con mondo impresa, suo europeismo anche alternativo a quella di questo governo sarebbe pronta a governare e potrebbe forse anche lavorare a uno switch del governo"

Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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Commenti all'articolo

  • Carlo6

    21 Maggio 2020 - 17:25

    La strada è segnata. La Merkel, che dio ce la conservi, l’ha indicata ed ed l’Europa. Per questo Salvini è in mezzo al mare e la Meloni in mezzo al guado e, credo, che l’aspetto culturale non la salverà. La destra, è nelle cose, il leader ce l’ha ed è Zaia. Bene con l’Europa e bene nel fare, assumendosene le responsabilità e capacità nel risolvere i problemi, capendone sia i limiti che i pregi o le vie di fuga. Benvenuto Zaia. La Lega si svegli e tiri su dalle acque il suo Mose’. Anche a sinistra si intravede del nuovo, e sarebbe un peccato perderlo, viste le sue capacità sul territorio e le sue capacità di mediazione e visione d’insieme della politica nazionale e non solo. Bonaccini è al caso loro, cioè della sinstra ed anche loro lo salvino dalle grinfie del qualunquismo che sempre li ha dannati. Occorrerà riscrivere, finalmente, le regole dell’alternanza e, quando Conte, lascerà per longimiranza politica, le strade italoeuropee saranno tracciate, il resto seguirà per logica. Evviva.

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    • Andrew

      Andrew

      21 Maggio 2020 - 21:31

      "quando Conte, lascerà per longimiranza politica," AHAHAHAHAHAH

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