Cencelli e poteri. Cosa c'è dietro alla segreteria unitaria del Pd

Zingaretti risponde ai moti renziani scommettendo sui sindaci e su alcune correnti. Orfini dice no

Roma. Nicola Zingaretti ha appena varato la nuova segreteria “unitaria” del Pd, in attesa di un congresso che sarà probabilmente a tesi e non con le primarie. Dentro ci sono un po’ di sindaci, come Brenda Barnini (Empoli) e Virginio Merola (Bologna).

 

Questa la geografia del nuovo Pd: in quota Zingaretti ci sono Pietro Bussolati (Imprese e professioni), Marco Furfaro (Comunicazione), Marianna Madia (Innovazione), Merola (Aree metropolitane), Marco Miccoli (Lavoro), Nicola Oddati (Cultura e coordinamento iniziativa politica), Stefano Vaccari (Organizzazione), Rita Visini (Volontariato e politiche per la disabilità).

 

In quota Dario Franceschini, capo di Area Dem, ci sono Chiara Braga (Ambiente e coordinamento Ufficio per il Programma), Roberta Pinotti (Riforma dello Stato), Camilla Sgambato (Scuola). In quota Base Riformista ci sono Caterina Bini (Enti Locali), Emanuele Fiano (Esteri), Carmelo Miceli (Sicurezza). In quota Maurizio Martina c’è Barnini (Welfare), mentre in quota Delrio-Martina c’è Stefano Lepri (Terzo settore). In quota Orlando ci sono Vanessa Camani (Turismo e made in Italy) e Antonella Vincenti (Pubblica amministrazione). In quota Cuperlo c’è Marco Carra (Aree interne), mentre in quota Anna Ascani c’è Marco Simiani (Infrastrutture). Responsabile economia è l’economista Emanuele Felice, vicino al ministro per il Sud Peppe Provenzano (a sua volta in quota Orlando). Per la presidenza nazionale del Pd, Zingaretti ha proposto Valentina Cuppi. giovane sindaca di Marzabotto e vicina a Marco Furfaro, che viene dalla sinistra movimentista. “Se Valentina Cuppi sarà eletta presidente, come ho proposto, avremo un vertice dell’Assemblea nazionale composto da tre donne”, dice Zingaretti. “Base Riformista entra con convinzione nella nuova segreteria del Partito democratico con lo stesso spirito che ha avuto in questi ultimi mesi: responsabilità e unità, due pilastri fondanti per il futuro del nostro partito”, dicono Alessandro Alfieri, coordinatore nazionale di Br e Andrea Romano, portavoce. “Da oggi parte un nuovo percorso per il Partito democratico, unitario e riformista”, aggiungono. L’unico a non aver partecipato a trattative e a essere dunque rimasto fuori dalla segreteria è Matteo Orfini, che da tempo mantiene posizioni critiche sul governo e si tiene le mani libere per sottolineare le incongruenze del Pd e dell’esecutivo. Da oggi, c’è da immaginare, lo farà ancora di più.

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