cerca

Non c’è modo, caro Bettini, di riconquistare benignamente il popolo sequestrato da Salvini

Il popolo va sciolto, sbandito, riconfigurato in altro. Il Papeete Trumpo-Salviniano è plebe da demagoghi, una insopportabile rissa di strada, mentre la rete dei diritti e del welfare è società civile compatibile con la democrazia liberale

Giuliano Ferrara

Email:

ferrara@ilfoglio.it

24 Settembre 2019 alle 06:00

Non c’è modo, caro Bettini, di riconquistare benignamente il popolo sequestrato da Salvini
C’è questa idea che bisogna riconquistare benignamente il popolo sequestrato da Salvini nei modi scollacciati, burleschi ma minacciosi che sappiamo. Se ne fece interprete qui ieri Goffredo Bettini, in un saggio di tono ingraiano, significativo al punto da attenuare la mia diffidenza amichevole (e anche no) verso l’autore di quella truffa in commercio politico chiamata Ignazio Marino nel famigerato pasticcio romano incommestibile. Io sono dell’idea precisamente opposta. Il popolo va sciolto, sbandito, riconfigurato in altro. Il famoso “we, the people”...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.

Leggi il curriculum dell'Elefantino scritto dall'Elefantino

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    24 Settembre 2019 - 20:08

    Dette tutte queste belle citazioni tutto va dalla parte opposta. Bettini è un morto che parla, Renzi un redivivo di cui parleremo ancora e ancora, e, forse, anche come possibile interlocutore. Continuate a parlare di stronzate ma se a Salvini non tolgono il giocattolo dei migranti e lo tolgono anche al popolo che non li vuole e per questo vuole Salvini, Salvini parlerà dal Quirinale. Cazzeggiate tra intelletto’ di Cavour, Rattazzi, Mazzini e Garibaldi di cui non frega niente a nessuno. Il pieno lo fa il Papeete, i palasciarp affanculo. A questo siamo e la sinistra ne ha le colpe maggiori.

    Report

    Rispondi

  • verypeoplista

    verypeoplista

    24 Settembre 2019 - 17:05

    Il popolo bue: questo è il concetto che anima Lei e il sig. Bettini e così pensando tutto è nebuloso. Ma cos'è questo "revanscismo" fatto di "Centro" "liberali", "repubblicani storici" intendendo con questi label DC (Pomicino e altri viventi), PLI ((Malagodi, Altissimo, ovvero per quelli americani social democratici Sanders o liberal come J.Kennedy)), PRI ( U.La Malfa, un nome) da cui poi ricavare "Renzi è Centro e fors'anche Calenda tendente all'Altissimo con meno brio.....da Liberal ai marinaretti per un Centrosinistra o sinistra sinistra? Ma si allarghiamo il campo. E intanto chi ci governa? Ebbene si, Padre Pio nascosto in tasca dal nome così falegnameca-mente liberal come Giuseppi (uno,duo o trino?) .Se poi, come fa lei ovvero "cominciò Pluto con la voce chioccia" e aggiunge sempre il Papeete beh allora Pape(ete) satan, pape(ete) satan aleppe e così sia e speriam che non ci noccia.

    Report

    Rispondi

    • Skybolt

      24 Settembre 2019 - 18:06

      Ma no, è sempre il miglioramento della specie di lysenkiana memoria. Stalinista, ossia togliattiana. Il behaviourismo del nudge, non a caso dei demosocialisti warreniani (vedrà che sarà il prossimo idolum fori) ne è il travestimento. Che succede se il popolo supera il 51 per cento. Che domande, un golpe. Chi diceva che le classi dirigenti sono sempre le più eversive? Ah già, uno che il Migliore ha fatto di tutto per far crepare in carcere.

      Report

      Rispondi

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    24 Settembre 2019 - 14:02

    L’espressione che cozza contro il principio di realtà “mentre la rete dei diritti e delle protezioni collettive del welfare è società civile compatibile con la democrazia liberale moderna e globalizzata” infatti segue uno speranzoso “almeno tendenzialmente” Il principio di realtà ammonisce che se non esistono solide, condivise, condizioni di base per creare quella ricchezza indispensabile per sostenere diritti e welfare, non c’è compatibilità che tenga. Nota di fondo: diritti e welfare si sono trasferiti nel settore senza confini, dei desideri del popolo, in ogni campo e in ogni senso. Le sue pur pertinenti parole, non possono andare oltre un doveroso razionale auspicio.

    Report

    Rispondi

Servizi