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Nessun viaggio a Gerusalemme

Israele ha il diritto di non far entrare due parlamentari; Trump ha politicizzato il caso

17 Agosto 2019 alle 06:09

Nessun viaggio a Gerusalemme

La deputata del Minnesota Ilhan Omar (foto Facebook)

Giovedì Israele ha annunciato che avrebbe impedito a due deputate americane del Partito democratico, Rashida Tlaib del Michigan e Ilhan Omar del Minnesota, di visitare il paese a causa del loro sostegno al movimento di boicottaggio dello stato ebraico. Le due parlamentari sono da sempre dure critiche di Israele – Ilhan Omar in più di un’occasione ha rilasciato dichiarazioni in forte odore di antisemitismo – e ci sono pochi dubbi sul fatto che il loro viaggio a Gerusalemme est e in Cisgiordania si sarebbe trasformato in un tour di propaganda anti israeliana, sponsorizzato in parte da organizzazioni poco trasparenti che sostengono la causa palestinese. Israele, inoltre, nel 2017 ha approvato una legge che vieta l’ingresso nel paese ai sostenitori del movimento Bds (Boycott, Divestment and Sanctions). Il movimento cerca di fare pressioni su Gerusalemme con azioni di boicottaggio economico e non solo, e ha più di una venatura di antisemitismo. Entrambe le deputate sono esplicite sostenitrici del Bds. E dunque: Israele ha il pieno diritto, dal punto di vista sia legale sia morale, di non voler lasciare entrare Omar e Tlaib sul suo territorio. (Ieri Gerusalemme ha detto che lascerà entrare Tlaib soltanto per ragioni umanitarie, per andare a trovare sua nonna di 90 anni). La decisione di Israele non dovrebbe perciò suscitare controversie, se non fosse per l’intervento del presidente americano, Donald Trump. Il governo israeliano, infatti, inizialmente aveva approvato il viaggio di Omar e Tlaib. Giovedì, tuttavia, Trump ha twittato che far entrare le due parlamentari sarebbe stato da “deboli”. Da settimane Omar e Tlaib sono oggetto di attacchi feroci da parte di Trump. A quel punto il governo israeliano ha cambiato idea e ha ritirato il permesso d’ingresso alle due legislatrici. Gran parte della polemica è nata per questo: l’intervento di Trump ha dato l’impressione che una scelta sovrana e perfettamente legittima del governo israeliano sia stata presa per compiacere il presidente americano. Questo ha esposto Gerusalemme a critiche feroci e ingiustificate. Non è il modo migliore per sostenere la causa israeliana.

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  • gheron

    18 Agosto 2019 - 11:00

    Certo! Israele ha il diritto di vietare l'ingresso nel proprio territorio alle due parlamentari americane non gradite; qualunque sia il motivo di questo mancato gradimento. Egualmente, in ogni parte del mondo, qualsiasi cittadino ha diritto di sbarrare la porta della propria casa a qualsiasi persona non bene accetta; qualunque ne sia il motivo. Ora, qualcuno può spiegarmi perché lo Stato italiano, invece, ha il "dovere morale" di ospitare a proprie spese "vacanzieri" d'ogni parte del mondo (le loro "crociere" son le più care e più scomode possibili e talvolta costa loro la vita), a questo costretto da folle di signori così ben definiti dal Ricucci non molti mesi addietro?

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  • branzanti

    17 Agosto 2019 - 12:58

    Negare il visto era legittimo. Gli eventi che sono accaduti dopo risultano paradossali e negativi per il governo israeliano. C'è solo una conferma, Trump è l'opposto speculare del mitico re Mida e tutto ciò che tocca si trasforma in letame.

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  • Carlo A. Rossi

    17 Agosto 2019 - 10:36

    Non pensino al Foglio che stia sempre a voler far polemica. Ma nell'articolo si parla di "decisioni sovrane da parte di Israele di concedere visti": giustissimo, aggiungo io. Dal che si deduce che sul Foglio si approvi la politica di Israele per quanto riguarda permessi di soggiorno (politica che approvo pur'io). Se non fosse che, appena in questo frangente si innesta un discorso sovranista di Trump o Salvini, allora si fa tabula rasa. Qui, ancora una volta, si palesa il livore ideologico della redazione del Foglio. E aggiungo: provate a pensare a cosa succederebbe se le navi di "naufraghi" facessero rotta verso i porti israeliani. Credete forse che ci sarebbero gioiose accoglienze da parte di gente del calibro di Giggino 'o Re di Napule, per dirne uno? Non credo. Credo anzi che sarebbero respinte, giustamente, con veemenza. O mi sbaglio?

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    • branzanti

      19 Agosto 2019 - 08:45

      Caro Rossi se fosse soltanto perché Trump e Salvini perseguono obiettivi dittatoriali?

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  • Pedrolino

    17 Agosto 2019 - 07:29

    la particolare natura dello stato di Israele trasforma facilmente ogni critica alla sua politica in affermazione antisemita e così in questo caso. Però si tratta di una prova di debolezza....

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