Il “controdiscorso” di Grillo s'è ridotto a due minuti di incomprensibile nulla

Luciano Capone

I venti minuti di Salvini per rispondere a tutti gli auguri e il proclamino sulla neve dei gemelli Di Maio e Dibba

Roma. “Buon anno ad Anna, a Camilla di Castelcovati, buon anno a Raffaella, a Carlo, a Mara, buon anno a Patrizia, a Umberto, a Elena”. È tutta così, per una buona metà del tempo, la diretta Facebook di fine anno di Matteo Salvini. Più che un discorso alla nazione, un lungo scambio di auguri individuali. Con un appello: “Se dovete mandare i messaggini di auguri firmatevi perché quelli ciclostile sono di una tristezza incredibile”, dice. “Risponderò con ritardo, ma a quelli anonimi: zero, via, cestino”. E poi si riparte: “Ringrazio Sara dalla Valcamonica, Luca dalla Liguria, ringrazio Rosario, Raffaella, ringrazio Gabriele dal Veneto, Angiolino da Orzinuovi. Siete una marea, senza di voi non sarebbe stato possibile. E come dice Walt Disney: ‘Se puoi sognarlo, puoi farlo’”.

 

 

Nell’altra parte dei complessivi 20 minuti, il leader della Lega fa altri elenchi. Delle cose fatte sull’immigrazione: “Abbiamo tagliato il business, le porcherie, il magna magna” e sulla sicurezza con le assunzioni di “poliziotti, carabinieri, uomini della finanza, polizia penitenziaria, vigili del fuoco”. E poi l’invettiva contro l’Europa “dell’élite, della finanza, delle lobby, dell’immigrazione incontrollata” da ribaltare portando, alle elezioni europee di maggio, la rivoluzione del cambiamento negli altri paesi: “Francia, Olanda, Germania, Austria”, eccetera. Poi Salvini passa a un elenco dei prossimi luoghi in cui farà visita: “Chieti, Pescara, Teramo, l’Aquila e poi via, Sardegna, Piemonte, Basilicata”. E, infine, il classico saluto ai nemici: “Un bacione a Gad Lerner, a Saviano, a J-Ax – a lui “doppio bacione” – a Renzi, alla Boldrini”. Da parte del M5s, invece, i discorsi sono molto brevi.

 

Beppe Grillo parla per 1 minuto e 50 secondi, Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista insieme 2 minuti e 4 secondi. Complessivamente i discorsi dei vertici grillini durano meno di un elenco di Matteo Salvini. Il video di Di Maio e Di Battista è il più atteso, perché segna il ritorno di “Dibba” dal Sudamerica pronto per guidare la campagna elettorale delle europee, ma di contenuti politici non c’è praticamente nulla: “È stato un 2018 in cui abbiamo combattuto quella classe di italiani privilegiati che si è opposta al cambiamento e che ci sta combattendo perché stiamo bloccando le pensioni d’oro e un sacco di cose che vi avevamo promesso di tagliare”, dice Di Maio affiancato da Di Battista, dalla pista da sci dove i due sono in settimana bianca.

  

 

Anche Di Maio ringrazia gli italiani per l’appoggio e prosegue con uno slogan motivazionale (“Siamo soltanto alla fine dell’inizio”) per rilanciare un grande classico del M5s: “Per il 2019 – dice guardando Dibba – vi abbiamo promesso che vi regaleremo una bella legge che taglia gli stipendi a tutti parlamentari della Repubblica”. E conclude con l’augurio rivolto ai cittadini: “Per il 2019 fate le cose che vi piacciono, fate le cose che vi rendono felici. Ci è sempre piaciuto combattere quei signori che utilizzavano i soldi pubblici per privilegiarsi di una serie di diritti di cui non dovevano godere”. Di Battista non ruba la scena a Di Maio, nei suoi pochi secondi non cita Walt Dinsey ma Fantozzi e si limita a fare gli auguri di buon anno.

  

 
Il discorso di Beppe Grillo mostra invece lo sbandamento del comico, del politico e forse anche dell’uomo. A vent’anni dal primo “discorso all’umanità”, questo è il controdiscorso più breve di sempre. In genere i messaggi del comico genovese, nati in contrapposizione a quelli del Presidente della Repubblica, duravano dai 10 ai 30 minuti. Stavolta Grillo parla meno di 2 minuti, di cui non si capisce nulla. L’Elevato parla di “sogni”, “singolarità”, “ricorsi attuativi”, “bozzolo universale”: “Non so cosa sto dicendo, sto cercando di connettere, che tipo di individuo devo essere nel prossimo secolo. Ho frammenti di umanità che mi pervadono le sinapsi, questa mente che non so come viaggia”. Insomma, come capita da tempo, soprattutto da quando il M5s è al governo, Grillo non riesce più a far ridere né a parlare di politica. Due aspetti, a ben guardare, comuni anche ai discorsi dei due vicepremier.
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  • Luciano Capone
  • Cresciuto in Irpinia, a Savignano. Studi a Milano, Università Cattolica. Liberista per formazione, giornalista per deformazione. Al Foglio prima come lettore, poi collaboratore, infine redattore. Mi occupo principalmente di economia, ma anche di politica, inchieste, cultura, varie ed eventuali